08172018Ven
Last updateVen, 17 Ago 2018 2pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Estratto dalle macerie, restaurato e ora in azione: il violino di San Ginesio al Postacchini

violiniterremoto

Oltre al toccante momento, si è suonato. E la seconda giornata verrà ricordata per la scrematura dei violinisti tra i 22 e i 35 anni che sono passati da 50 a 13. Tra tutti c’è anche un italiano, rarissimi nel concorso, il violinista Stefano Farulli.

FERMO – Dalle macerie al palco del Teatro dell’Aquila. Perché tuto può rinascere, anche un violino. Basta volerlo e soprattutto basta agire. Importante messaggio quello che arriva dal concorso Postacchini. “La scelta di restaurare un quartetto d’archi è ricca di significati. Il quartetto suona insieme e rende splendido quello che in assolo perderebbe tante sfumature. Allo stesso modo il restauro è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti. Ciò che appare complesso ad una persona sola, in gruppo diventa possibile. Questo è un messaggio di speranza per tutte le comunità colpite dal sisma del 2016”.

Un lavoro certosino che ha visto un esame endoscopico e radiologico degli strumenti sino alla lavorazione finale che ha coinvolto anche tanti allievi virando quindi l’intero progetto anche ad un sentimento didattico. Il progetto di recupero iniziato il 23 maggio scorso, ha visto la strenua collaborazione di diversi soggetti accanto all’Accademia Cremonensis, dall’Università di Pavia all’Accademia di Liuteria Piemontese. “Solo attraverso il lavoro corale di tutti i soggetti coinvolti - spiegano i direttori Stefano Conca dell’Accademia Cremonensis e Alessandro Tosi dell’Accademia S. Filippo – si è potuto portare a termine il progetto che non ha avuto alcun secondo fine se non quello di rendere gli strumenti nuovamente alla comunità sanginesina ferita dal terribile sisma”.

Oltre al toccante momento, si è suonato. E la seconda giornata verrà ricordata per la scrematura dei violinisti tra i 22 e i 35 anni che sono passati da 50 a 13. Tra tutti c’è anche un italiano, rarissimi nel concorso, il violinista Stefano Farulli, classe 1994 fiesolano d’origine e berlinese d’adozione per motivi di studio. “Sono decisamente emozionato – spiega Stefano con qualche inflessione tedesca - Fermo si dimostra calorosa e accogliente e questo trasforma una situazione molto stressante in gradevole. La scarsità di partecipanti italiani è un discorso lungo e complesso. In Italia manca una struttura di educazione musicale ad ampio raggio che inviti ad avvicinarsi alla musica. Cosa che invece accade nel nord Europa. Sarebbe come comporre una squadra di calcio senza avere un vivaio di giovani pronti a mettersi in gioco. Detto questo – conclude - i talenti e le eccellenze italiane ci sono e non hanno niente da invidiare”.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.