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Crollo del tetto: reazioni e critiche. "Questa scuola non è sicura". Gli alunni del Montani protestano

montaniprotesta

"La finta cancellazione delle province di fatto ha contribuito a rendere la situazione sicurezza scuole ancora più critica. Di chi sono le responsabilità, lo accerterà la magistratura nel frattempo né agli studenti né ai genitori spettano sonni tranquilli".

FERMO – Dopo il giorno del caos, della tensione, delle parole, oggi è il giorno della paura, quella che gli studenti del Montani è riassunto in uno striscione ‘Questa scuola non è sicura’. A esporlo un gruppo di alunni dell’Iti di fronte al blocco più solido, quello del Biennio.

Del resto, se uno parte dai dati di Ecosistema Scuola relativi alle Marche c’è poco da stare tranquilli. Parte dai numeri Legambiente che denuncia come in Italia solo il 12,3% delle scuole in area sensibile risulta progettato o adeguato successivamente alle tecniche di costruzione antisismica. Inoltre analizzando le linee di finanziamento degli ultimi quattro anni, solo il 3,5% degli interventi ha riguardato l’adeguamento sismico delle aree a rischio (532 interventi per 15.055 edifici), con una tempistica tale da permettere il raggiungimento dell’obiettivo sicurezza in quelle aree solo tra 113 anni.

Stando alle Marche, l’aspetto più grave è che sono incompleti i dati della città di Ascoli Piceno e non ci sono quelli di Fermo che non ha mai risposto mentre i tre Comuni di Ancona Pesaro e Macerata presentano il 47,2% di edifici costruiti ante normativa antisismica del ‘74, contro una media nazionale del 63,6%. Per questo sono scesi in strada gli alunni del Montani, per chiedere controlli, per avere garanzie. non si fidano e questo è il problema più grande, perché quando uno entra a scuola deve sentirsi al sicuro.

“Ci siamo trovati di fronte a una tragedia mancata. Le colpe le stabilirà la magistratura. La finta cancellazione delle province di fatto ha contribuito a rendere la situazione sicurezza scuole ancora più critica. Di chi sono le responsabilità, lo accerterà la magistratura nel frattempo né agli studenti né ai genitori spettano sonni tranquilli. Va fatto un piano nazionale di intervento con dotazioni sicure di denaro necessario e deve essere monitorata l'attività che fa la Provincia in termini di sicurezza scuole di proprietà. Purtroppo ancora la politica soprattutto locale è latitante su questa materia e purtroppo ancora chi rappresenta le istituzioni locali spesso preferisce utilizzare i soldi pubblici per opere di dubbia utilità, individuando questi interventi con logiche che nulla hanno a che fare con la diligenza del buon padre di famiglia” sottolineano i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle.

E dopo il Prefetto D’Alessandro, anche il senatore Cangini ribadisce: “Obbligatoria e improcrastinabile una seria riflessione sullo stato in cui vertono gli edifici che accolgono le scuole e i nostri giovani studenti, i nostri insegnanti e il personale tutto degli istituti scolastici. Una riflessione che passa inevitabilmente da una rapida mappatura completa dello stato dell’arte di suddetti edifici e da un Piano generale di edilizia scolastica che impone precisi doveri alle istituzioni”.

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