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La rimonta. Fermo, trenta posti letto in più per malati acuti. Ma per l'ospedale nuovo

ospedali colorato

Dei 90 posti letto per acuti 50, soprattutto di tipo ortopedico, sono stati assegnati alla nuova struttura sanitaria convenzionata con il privato che verrà realizzata a Fano per contrastare la mobilità passiva che caratterizza il nord della regione

FERMO – Nuovi posti letto, ma per l’ospedale nuovo. Parere favorevole della Commissione sanità e servizi sociali del Consiglio regionale delle Marche alla delibera di Giunta sull'assegnazione di ulteriori 140 posti letto per le Asur regionali: la ridefinizione prevede 90 letti aggiuntivi per il ricovero di patologie acute e 50 per la presa in carico di pazienti in fase post-acuta.

Dei 90 posti letto per acuti 50, soprattutto di tipo ortopedico, sono stati assegnati alla nuova struttura sanitaria convenzionata con il privato che verrà realizzata a Fano per contrastare la mobilità passiva che caratterizza il nord della regione mentre 40 posti letto sono stati assegnati agli ospedali pubblici di Fermo (30), Civitanova Marche (5) e Macerata (5). “È un atto molto importante - commenta Volpini -. Lo schema suggerito dall'Asur è stato trasmesso alla Giunta, dopo aver ascoltato le aziende ospedaliere: Marche Nord, Inrca e Ospedali Riuniti di Torrette. I criteri adottati sono essenzialmente due: l'omogeneizzazione, con assegnazioni di posti per acuti nei territori con indici bassi, in particolare nell'Area vasta 1 e nell'Area vasta 4; il secondo è stato il contrasto alla mobilità passiva, evidente in ambito ortopedico nell'Area vasta 1. I 30 posti a Fermo si legano al nuovo ospedale unico, a Civitanova verrà rafforzato il dipartimento di emergenza e a Macerata la Breast unit”.

Per la vicepresidente Elena Leonardi «anche in questa occasione il ruolo della commissione referente è stato messo in secondo piano dalla Giunta, riducendo il compito di indirizzo e controllo che dovrebbe ricoprire su materie fondamentali. Stiamo parlando di un tema estremamente delicato come la distribuzione dei posti letto». “Nello schema di assegnazione - prosegue - non convince la redistribuzione di posti ospedalieri e cure intermedie in alcune strutture private e la concentrazione in un unico territorio, senza un razionale criterio di equità socio-sanitaria”.

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