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“La prevenzione inizia dalla conoscenza”. Fermo con il dottor Gabrielli prova a fermare le malattie cardiovascolari. In attesa dell’emodinamica

cuoridintorni

Cuore & Dintorni, un sabato pomeriggio al teatro dell’Aquila con i massimi esperti e Michele Cucuzza per fare domande e avere risposte.

di Raffaele Vitali

FERMO – Un sabato dedicato al cuore, al trattamento, ma soprattutto alla prevenzione, delle malattie cardiovascolari. Un sabato pomeriggio al Teatro dell’Aquila con ‘Cuore & Dintorni’, incnotro dibatitto aperto alla città

Francesco Trasatti, vicesindaco, introduce: “Riparte l’attività convegnistica, su cui da anni abbiamo puntato, interagendo in primis con il mondo della medicina. Un appuntamento sula divulgazione è il miglior modo per dare attenzione alla città”. Ospite d’eccezione è Michele Cucuzza. “È nella mission del Comune fornire occasioni di approfondimento. Con l’associazione Carducci abbiamo avviato incontri con il territorio, con l’Asur alziamo il livello. sono i medici che sabato si mettono a disposizione della cittadinanza, che potrà fare domande visto che l’incontro è pianificato come un dibattito con lo stesso pubblico”.

Starà poi a Cucuzza moderare agevolmente facendo interagire chi ha sette di conoscenza con chi ha le nozioni per dare risposte. “L’Ordine dei medici è il garante della qualità del convegno che è simbolo di una rete all’interno della regione tra il Murri e gli Ospedali Riuniti. Non bisogna mai stancarsi di parlare di prevenzione, perché – ribadisce la presidente Anna Maria Calcagni - il diritto non è solo alle cure, ma al cercare di migliorare gli stili di vita. da ministero della Sanità si è sempre più all’interno di un ministero della Salute. Noi dobbiamo e vogliamo dare informazioni corrette che combattano le fake news del mondo social”.

Andrea Vesprini è la voce dell’Asur 4: “Sensibilizzazione dei cittadini rispetto a una patologia che è ancora la prima causa per mortalità. Dobbiamo lavorare per spostare la malattia verso l’asse della salute coinvolgendo ogni tassello della sanità. Il dottor Gabrielli diventerà il presidente nazionale dell’Associazione medici cardiologi ospedalieri. Per cui averlo al Murri è un onore”. Ci sono fattori cardiovascolari che dipende non dal singolo, altri sono ereditari: “Essere capaci di comunicare è importante, perché il cittadino deve sapere per poter agire”

Il senso dell’incontro lo dà proprio il primario Domenico Gabrielli: “Se il singolo emerge è per il gruppo con cui lavora. Uno dei compiti della Cardiologia è fare formazione sugli specialisti, ma anche sulla popolazione. La prevenzione inizia dalla conoscenza. E per questo a maggio torneremo nelle scuole con lo screening sugli alunni. E poi dal 4 al 6 giugno avremo il truck nazionale con cui effettueremo screening cardiovascolari sulla popolazione, con un centinaio di esami al giorno”. Per quanto riguarda il Fermano, a livello di malattie cardiovascolari, c’è una incidenza di patologie ischemiche in età giovane, “e di questo parlerà il dottor Scendoni spiegando l’uso della dieta mediterranea come riduzione di rischi”.

Tra i relatori e ideatori c’è Fabio Vagnarelli: “Comunicazione scientifica, ma alla portata di tutti. L’intesa tra Fermo e la cardiologia di Ancona cresce. Si parlerà di prevenzione, partendo dalla dieta e dagli stili di vita e poi da situazioni che persone vivono normalmente, vedi l’infarto miocardico da cui si riprende per l’80% ma servono accorgimenti. E poi c’è lo scompenso cardiaco, di cui Gabrielli è uno dei luminari”.

E merito va anche al laboratorio Serroni, sponsor “non condizionante” come lo ha definito Gabrielli. “Noi siamo onorati di poter contribuire all’organizzazione di un evento come questo. Molti pazienti che si servono da noi ci chiedono di sapere. C’è sete di conoscenza, ma è importante che i contenuti arrivino da personale specializzato e da canali ufficiali” chiosa Andrea Vagnarelli.

Rete, servizi, conoscenze, ma il Murri un problema ce lo ha. E non da ieri: manca l’emodinamica. “Nonostante questo – sottolinea Gabrielli - i tempi di risposta sono sempre stati rispettati per chi si presenta con l’infarto miocardico. Ma la speranza è che si trovino soluzioni per superare questa criticità”.

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