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Donna, madre e medico: Ginevra Corinaldesi è il simbolo dell'8 marzo di Fermo

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La targa dà il la a una serie di iniziative dedicate alle donne che dall’8 all’11 marzo coinvolgeranno le Piccole Cisterne.

FERMO – Non più ex sala Giunta, ma sala Ginevra Corinaldesi. Primo medico condotto donna della città di Fermo, medico scolastico e ufficiale sanitario del carcere. E una volta terminata la professione ha svolto attività di volontariato all’interno del Murri. “La sala ora la miglioreremo anche all’interno, rendendola più piacevole. Intanto è stata inserita una immagine di Ginevra corinaldesi”. Parla di “piccolo gesto” ma dovuto e voluto “perché è una figura femminile che ha dato pregio a Fermo”.

La targa dà il la a una serie di iniziative dedicate alle donne che dall’8 all’11 marzo coinvolgeranno le Piccole Cisterne. Carla Chiaramoni è la nipote e porta la voce della famiglia: “Nonna sarebbe stata felicissima. Era consapevole di come fosse stata la sua una storia di rottura. Era una persona nel senso più pieno del termine. Si sentiva donna, madre e medico. Una donna nella sua complessità, non era solo una parte, era tutto”. Tra le prime laureate in Italia e nelle Marche, a 26 anni era già medico nel suo paese di montagna. “Non si è accontentata e con sei figli e una famiglia allargata di nipoti, molto presente nel volontariato e nella vicinanza alle persone, ripeteva spesso che mentre la società limitava il ruolo delle donne, lei rompeva lo schema”.

Dall’8 all’11 marzo tutte le consigliere comunali unite per l’evento ‘Donne fuori dal Comune’ che vuole dare un contenuto a una festa che è diventata troppo commerciale. “L’8 marzo è un giorno che dovrebbe essere ricordato ogni giorno”. Sul manifesto una foto con le donne che tengono in mano una immagine che riprende la storica foto del 1945 che ritrae donne pronte ad andare a votare per la prima volta. “Il 1945 riprodotto nel 2018” aggiunge Mauro Postacchini, che è stato l’autore della bozza che ha permesso di creare il manifesto, e che ha creato la rete degli artisti che espongono dall’8 marzo alle Piccole cisterne. “Imperdibile è la mia istallazione ‘Madre terra’ che ho realizzato per l’occasione”.

L’esposizione resta aperta dalle 17 alle 21 ed è abbinata a una serie di eventi: venerdì la professoressa Pupilli parlerà dell’8 marzo dal punto di vista storico, mentre sabato incontro con la casa editrice Zefiro che porterà quattro donne scrittrici per e domenica chiusura con Cristina Lanotte che disegnerà con la sabbia durante il concetto di Maria chiara Sebastiani, tutto alle 18,30. “Verrà realizzato anche un piccolo catalogo, il cui ricavato andrà a una associazione ‘Il tempo di Bellona’ impegnata in una attività di autodifesa della donna”.

La raccolta fondi è stata una idea di Laura Ilari: “Confrontandoci con l’Ambito abbiamo pensato di puntare su un’associazione che si impegna per la fermare la violenza sulle donne”. L’associazione è Il tempio di Bellona, Catia Ferrantini è la presidente, Fabrizio Giostra è il vice, Fabio Cucco uno degli istruttori dell’associazione: “Per difendersi bisogna individuare i propri limiti e superarli. Un anno fa ci siamo riuniti e abbiamo creato l’associazione creando un percorso esclusivo per donne dove lavorano diversi professionisti: psicologa, avvocati e dottori. Creiamo una difesa personale completa. In un anno abbiamo seguito donne dai 14 ai 58 anni. Lavorando insieme cerchiamo di far superare i problemi, che spesso sono economici”. Il tutto in collaborazione con il Centro Antiviolenza partendo dal pistino di atletica, dove si svolge la parte di attività fisica a cui si aggiunge una volta al mese l’incontro con la psicologa o l’esperto necessario nella sede della Croce Verde.

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