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Passeggiando per Tipicità tra pro e qualche contro. Il Festival Made in Marche può crescere

biotipi

Dopo questo il gran finale di domani, quando alle 1430 dietro ai fornelli, ma anche davanti per la lectio magistralis di chiusura, ci sarà Chicco Cerea, mister 3 stelle Michelin del ristorante Da Vittorio a Brusaporto.

di Raffaele Vitali

FERMO – Domenica mattina, destinazione Fermo Forum. Dentro, superato il tornello dopo aver comprato il biglietto o preso il pass da lavoro, si trova un po’ di tutto. Ci sono quattro sale convegni e tutte lavorano in contemporanea. Un limite? Dipende dai punti di vista, per chi organizza e partecipa è una grande ricchezza, per chi vorrebbe seguirli tutti la delusione. Ma la possibilità di scelta è alta.

Superata l’area convegni ci si ritrova dentro la Marche gallery, impoverita rispetto agli altri anni. Scelta discutibile, perché resta molto scura e l’Amalassunta di Licini finisce per diventare più uno spaventa bambini, tanti quelli che sono finiti in braccio ai genitori dopo tre passi, che un attrattore. Superata la galleria, ecco il mondo delle istituzioni, un mix tra amministrazioni ed enti, sempre di più però quelli legati al mondo del food, in tutta la sua lunga potenzialità, quindi dalla terra all’albero, passando per il seme e il prodotto finale.

L’imbuto si crea dopo le prime due curve, quando si entra ne regno del bio, che dimostra la sua attrattiva. Solo il nome è un catalizzatore, perché dietro a bio le persone, di ogni tipologia sociale e culturali, leggono qualità e natura. È anche il tratto dove ci sono più prelibatezze da mangiare. Ed è questa forse una delle parti migliorabili, perché tolto il ristorante dell’hotel Astoria ci si può affidare solo a ogni tipologia di panini, dalla porchetta al salame passando per la piada ultra bio piena di verdure o una pizza.

Per un festival che vuole essere il ‘Crocevia delle qualità’ aprire una parte culinaria sarà la sfida del futuro. Soprattutto guardando quello che accade dentro l’Accademia, la cucina aperta dove vanno in scena le lezioni e gli show cooking dei grandi chef che Monachesi e Serri sono in grado di richiamare. Se ieri ha colpito il newyorkese Massari, oggi tutti ai piedi di Silvia Baracchi, sorridente prima e dopo di aver indossato il cappello da chef. E dopo di lei, ecco Enrico Derflingher, presidente di Euro Toques International e Italia, che ha palato della cucina di Marchesi mentre il fermano Massimiliano Mandozzi realizzava una ricetta esclusiva. Dopo questo il gran finale di domani, quando alle 1430 dietro ai fornelli, ma anche davanti per la lectio magistralis di chiusura, ci sarà Chicco Cerea, mister 3 stelle Michelin del ristorante Da Vittorio a Brusaporto. E se non bastasse, anche due masterclass alle 16 e alle 17 con il ‘laboratorio alchemico, di Davide Botta e il ‘bosco che si tutta nell’Adriatico’ con Enrico Mazzaroni del Tiglio.

Superate le cucine, si arriva alla grande piazza, dove a sinistra ci si perde tra birrifici di ogni angolo della regione, mentre a destra si trovano i prodotti targati Coldiretti. È la piazza commerciale con un cuore didattico affidato alle università delle Marche tra droni, lavoratori per bambini e piante da osservare e studiare.

Alla fine del giro sembra piccola Tipicità, perché è piena, davvero piena. Le prenotazioni per uno stand si sono chiuse con un grande anticipo, chissà che questo non spinga gli organizzatori, ne fa parte anche il Comune di Fermo oltre ai fondatori, a fare il grande passo. Ma la domanda che si pongono e continuano a porre è una sola: vale la pena investire e ampliarsi qui? O forse più logico lasciare questa tre giorni che funziona e aumentare le risorse per portare tipicità fuori dalle Marche? Il percorso avviato è questo, tra Gran Tour e Tipicità in blu, ma in molti, passeggiando, ripetevano lo stesso refrain: sarebbe bello vedere Tipicità a Firenze o Venezia. Alla Regione, che ha i fondi per far decollare il tutto, e a Serri e Monachesi il compito di trovare il modo. Perché il brand, grazie agli anni di lavoro vissuti, è davvero reale.

@raffaelevitali

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