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Coordinamento. Tra Soi in Provincia e Protezione civile a Fermo, l'emergenza non fa paura

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Merito di una squadra che funziona a livello provinciale, dove sono entrati in azione le aziende che si occupano della propria zona all’interno del piano neve, e comunale con i gruppi di protezione civile impegnati sul campo. (LE FOTO DEI LETTORI)

di Raffaele Vitali

FERMO – Un lungo tavolo marrone e in fondo alla sala un maxischermo, con sotto dei computer e le radio. Ecco la Soi della Provincia di Fermo, gestita dalla Regione Marche, che diventa il cuore della gestione delle emergenze. “Stiamo fronteggiando un’allerta arancione” spiega il responsabile Giuliano Aleandri che apre le porte della sala al comitato ristretto più volte al giorno. Ne fanno parte la presidente della Provincia Moira Canigola insieme ai tecnici necessari, nell’ultimo incontro si parlava di viabilità e quindi c’erano Pignoloni, Massetani e 740 km di strade, il sindaco del comune capoluogo, Paolo Calcinaro, insieme al Disaster manager Francesco Lusek, il viceprefetto Francesco Martino e l’Anas, in questo caso il referente era alla Soi di Macerata. In collegamento, nel maxi schermo, le altre quattro province marchigiane e i vertici della Protezione civile regionale. È il luogo in cui ci si confronta, si analizzano le criticità, si valutano possibili interventi e richieste di forze suppletive. Al momento, nel Fermano è tutto sotto controllo, come è stato ribadito durante la riunione, tranne che per la decisione di chiudere le scuole.

Merito di una squadra che funziona a livello provinciale, dove sono entrati in azione le aziende che si occupano della propria zona all’interno del piano neve, e comunale con i gruppi di protezione civile impegnati sul campo. In prima linea, ovviamente, i volontari di Fermo, che sono i più numerosi e strutturati. Sono 58 quelli che da qualche giorno si muovono partendo dalla nuova sede in piazza Dante. Neppure il tempo di terminare il trasloco, ancora si monta qualche mobile, che è arrivata la prima emergenza da gestire. Che per fortuna, alla fine, è al momento controllabile con azioni mirate. Il lavoro, coordinato da Rosy Canigola, in relazione con il sindaco, l’assessore Ingrid Luciani e Francesco Lusek, viene coperto da un paio di squadre per turno. Il che significa 10-12, tra uomini e donne, impegnati nello spargere sale, spalare neve, controllare fiumi e garantire l’accesso ai presidi sanitari. Tra i 58 volontari ci sono i nove nuovi che hanno da poco superato il corso, una neo 18enne, che è la più giovane del gruppo, e un 75enne, ma l’80% della squadra ha meno di 60 anni.

Superata l’emergenza neve, ci si siederà e si valuterà l’efficienza della nuova sede, che potrebbe aver bisogno di qualche accorgimento, soprattutto logistico per i mezzi. Per il resto, più luminosa e funzionale, avendo uno spazio completamente dedicato ai volontari staccato dalla parte operativa che si trova al primo piano della palazzina ristrutturata dalla Solgas. Ma verrà valutata anche la sede della Soi, internamente perfetta, con le sale per le riunioni ristrette e quella dove tenere il briefing di gruppo, ma più complicata da raggiungere trovandosi in fondo alla discesa che prota all’ingresso della Provincia. (LE FOTO DEI LETTORI)

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