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"Ci sono degli spari, un ragazzo a terra". Tra Traini e Pamela, le telefonate dei maceratesi impauriti

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Gli investigatori ritengono di aver trovato tra i coltelli da cucina sequestrati nella casa anche quello con cui sarebbe stata finita la 18enne. Ma serve anche l'esito degli accertamenti tossicologici per capire se Pamela avesse assunto eroina e se avesse accusato un malore.

MACERATA - “Carabinieri Macerata...Siamo in corso Cairoli - dice una voce femminile - ci sono stati degli spari e c'è un ragazzo a terra. Il ragazzo è ferito, hanno già chiamato il 118...venga subito perché questo ragazzo...”. E poi. “Buongiorno – al 112 una voce maschile - sono del bar di Casette Verdini, ci hanno sparato due colpi dalla strada”. A che altezza? chiede l'operatore. “La strada per andare a Pollenza”. E poi richiama. “hanno sparato due colpi, da una macchina...sulla vetrata. L'auto si è diretta verso la rotonda. Ci siamo spaventati, non sono uscito”. “Ci sono feriti?”. “Grazie a dio no, però c'era gente dentro al bar…”. “Va bene restate lì, mettetevi sotto copertura, ora arriviamo...”. sono queste alcune delle telefonate arrivate ai carabinieri nei minuti in cui a Macerata Luca Traini stava sparando in strada alla ricerca di immigrati da uccidere.

Tornado al pre spari di matrice razzista di Traini, c’è l’indagine sulla morte di Pamela Mastrogiacomo. È stato “un omicidio efferato” quello della 18enne Pamela Mastropietro poi fatta a pezzi in un appartamento in via Spalato 124 a Macerata. Ora lo dicono apertamente gli investigatori che da dieci giorni lavorano per ricostruire una vicenda inquietante. Le risposte del Ris, attese nel giro di una settimana, saranno decisive per attribuire eventuali responsabilità dei quattro indagati nigeriani, in particolare dei tre fermati per omicidio, vilipendio, distruzione, occultamento di cadavere e spaccio. Ciò che emerso finora, però, viene ritenuto già rilevante. La prova del nove la darà il gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni, chiamato domani a convalidare gli ultimi due fermi, quelli di Lucky Desmond, 22 anni, e di Awelima Lucky, 27 anni. La decisione del gip potrà basarsi su un quadro più ampio di quello vagliato dopo l'arresto di Innocent Oseghale, 29 anni, residente nella mansarda di via Spalato, fermato il giorno stesso del ritrovamento del corpo. In quel caso il gip aveva escluso l'accusa di omicidio (di cui è ancora accusato) dalla convalida. Il responso preliminare del medico legale, ribadiscono gli inquirenti, indica che le due coltellate all'altezza del fegato e il colpo a una tempia riscontrati sul corpo sarebbero stati inferti quando Pamela era viva. L'esame istologico, di cui l'esito è atteso a giorni, dovrà cristallizzarne il verdetto.

Gli investigatori ritengono di aver trovato tra i coltelli da cucina sequestrati nella casa anche quello con cui sarebbe stata finita la 18enne. Ma serve anche l'esito degli accertamenti tossicologici per capire se Pamela avesse assunto eroina e se avesse accusato un malore. Oggi sono stati completati i rilievi plantari e palmari sugli indagati, tra cui il quarto nigeriano la cui posizione sembra molto defilata. Tra le ipotesi c'è quella di un tentativo di violenza sessuale finita in tragedia, ma solo i risultati degli esami medico legali sui reperti potranno dare concretezza a questi sospetti. Quanto alle condizioni del corpo, sezionato in maniera 'professionale’, gli investigatori non cercano un esperto di 'chirurgia’. L'ipotesi è che qualcuno degli indagati avesse competenze per farlo, nonostante avessero svolto lavori solo da artigiani, per esperienze maturate in patria.

Nel mentre, il nuovo questore è entrato in azione e ha già garantito un giro di vite sullo spaccio di droga. Un comunicato della Questura sull'arresto di un ghanese pluripregiudicato trovato in possesso di un ingente quantitativo di droga, sottolinea che nell'ambito di “un ulteriore impulso alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti sono stati incrementati con l'arrivo del nuovo questore di Macerata Antonio Pignataro, i servizi della polizia di stato volti ad un maggior controllo del territorio» in particolare in relazione allo spaccio di droga”.

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