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Il giallo. Pamela, trovate coltellate sul corpo. Altri due nigeriani sospettati

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Pamela potrebbe essere stata stroncata dalla dose d'eroina dopo quattro mesi che non ne assumeva e poi ferita e fatta a pezzi per sviare le tracce. Gli accertamenti tecnici, per i quali ci vorranno ancora dei giorni, serviranno in ogni caso a dare alcune certezze.

MACERATA – Chi c’era nell’appartamento in via Spalato? Chi ha messo le mani sul corpo di Pamela Mastropietro? È caccia ai complici dello scempio sul corpo di Pamela Mastropietro che, secondo i risultati della seconda autopsia, non può che essere opera di più persone e con abilità specifiche. Un nigeriano bloccato a Milano mentre stava andando in Svizzera, e un connazionale rintracciato a Macerata, entrambi interrogati dai carabinieri fino a tarda sera.

Improvvisa accelerazione dell’inchiesta, ma i due nuovi sospettati non sono in stato di fermo per la morte della 18enne, per cui sono invece indagati due nigeriani: Innocent Oseghale, arrestato, che abitava nella casa di via Spalato dov'è morta Pamela, e Desmond Lucky, tuttora in libertà, chiamato in causa da Oseghale come fornitore di una dose di eroina alla 18enne. Gli altri due nigeriani, secondo gli inquirenti, potrebbero aver contribuito a sezionare e occultare il cadavere della 18enne, fatto a pezzi e ritrovato in due trolley a Pollenza.

Intanto l’autopsia ha evidenziato varie lesioni sul corpo, delle pugnalate, alla testa e all'altezza del fegato. L'accertamento ha evidenziato un sezionamento quasi «scientifico» del cadavere: sarebbero servite molte ore per farlo, oltre alla mano di persone esperte. Il dettaglio ha messo i carabinieri sulle tracce dei due nigeriani interrogati dagli investigatori. Ora gli inquirenti, con l'ausilio anche di indagini tecniche e informatiche, stanno vagliando movimenti e alibi relativi a quel 30 gennaio, l'ultimo giorno di vita di Pamela che, dopo essersi allontanata il 29 gennaio dalla comunità di recupero Pars di Corridonia, era arrivata a Macerata e aveva contattato Oseghale per procurarsi la droga. Qui la vicenda si fa nebulosa. Nella sua seconda versione, il pusher ha sostenuto di essere salito in casa con la ragazza e Lucky che le avrebbe ceduto una piccola dose di eroina. Quando Pamela è andata in overdose, ha detto Oseghale, lui sarebbe scappato, trovando in seguito nell'abitazione le valigie con il corpo già sezionato. Desmond sostiene invece di non aver mai spacciato né di essere stato nella mansarda dove i Ris hanno trovato i vestiti di Pamela sporchi di sangue, tracce ematiche in cucina e su un piumone bagnato in balcone, oltre a grossi coltelli da cucina tra cui una mannaia. La sera stessa Oseghale, che aveva i trolley con sé, ha chiesto a un amico camerunense di accompagnarlo in auto a Pollenza. Il resto sono ipotesi.

Pamela potrebbe essere stata stroncata dalla dose d'eroina dopo quattro mesi che non ne assumeva e poi ferita e fatta a pezzi per sviare le tracce. Gli accertamenti tecnici, per i quali ci vorranno ancora dei giorni, serviranno in ogni caso a dare alcune certezze.

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