02252018Dom
Last updateSab, 24 Feb 2018 7pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Morte di Pamela, c'è un secondo indagato. La compagna italiana e la figlia di Oseghale protette in una comunità del Fermano

innocentcasa

Dramma parallelo è quello della compagna, maceratese, di Innocent e della loro bambina, che ha meno di un anno. La donna, dalla nascita della figlia, viveva in una comunità. Solo qualche giorno dopo la morte di Pamela, mentre si trovava sull’autobus per tornare a Macerata.

di Raffaele Vitali

MACERATA – Dramma nel dramma è quello di chi resta in vita dopo efferati delitti. Dramma è quello della madre di Pamela, la 18enne fatta a pezzi, prima o dopo essere morta non è ancora chiaro. L’escalation mediatica su Traini, lo sparatore estremista di destra che ha terrorizzato Macerata, ha spostato l’attenzione dalle indagini in roso su chi abbia ucciso la 18enne romana che aveva lasciato la comunità di recupero. Fino a poche ore fa c’era un solo indagato, Innocent Oseghale, 29enne nigeriano da tempo in Italia. Su di lui tanti indizi, ma ancora nessuna prova, tanto che l’uomo in carcere ad Ancona continua a dichiararsi innocente. Nella sua casa, nell’ormai famosa via Spalato, è stata trovata la siringa comprata poche ore prima da Pamela, i vestiti della ragazza insanguinati e alcuni coltelli, tra cui una mannaia. Ma dentro la casa sono state trovate anche impronte di più persone, quindi gli inquirenti non sanno ancora che ruolo abbia avuto Innocent in quella casa. Questa mattina il secondo indagato, un altro nigeriano che avrebbe fornito a Innocent l’eroina chiesta da Pamela. Attende quindi la famiglia di Pamela, piombata in un silenzio rotto solo per fermare l’escalation di violenza: “Mia figlia sarebbe inorridita da quanto fatto da Traini”.

Dramma parallelo è quello della compagna, maceratese, di Innocent e della loro bambina, che ha meno di un anno. La donna, dalla nascita della figlia, viveva in una comunità. Solo qualche giorno dopo la morte di Pamela, mentre si trovava sull’autobus per tornare a Macerata, dove passa un giorno a settimana, ha scoperto quello che era accaduto. Era sull’autobus, quando ha sentito parlare del compagno e di quello che avrebbe fatto. Momenti di panico, la telefonata al legale e poi il ritorno immediato in comunità in evidente stato di shock. Preoccupati per la situazione, le psicologhe hanno consigliato un immediato trasferimento in una struttura mirata e così il tribunale ha deciso di assegnare la donna, insieme alla figlia, a una struttura protettiva nel Fermano.

Drammi in mezzo al dramma, vite distrutte dalla cronaca in attesa di conoscere la verità. Che per ora ha solo due tasselli: la morte orribile di Pamela e il lucido gesto di violenza anti immigrati di Traini. Il resto è tutto da costruire, come il recupero della compagna di Innocent, che già da un anno non viveva più insieme all’uomo per permettere alla loro figlia di crescere serena. 

redazione@laprovinciadifermo.com 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Fede, giovani e integrazione: i primi pensieri fermani di monsignor Pennacchio

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.