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Sindaci e Asur Fermo, tre ore di confronto sulla sanità: "Più primari, servizi territoriali e pazienti. E via il Sert"

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“Siamo attrattivi per ogni concorso di primariato. Non per lo stipendio, abbiamo tra i più bassi, non per la logistica, il Murri ha delle criticità, ma per l’ambiente lavorativo. Chi sceglie Fermo sa che lavora in tranquillità potendo dare risposte di qualità grazie al sistema” ribadisce il direttore dell’Asur 4.

di Raffaele Vitali

FERMO - “Siamo di fronte a una grande trasformazione della sanità fermana. Un lavoro strutturale e di contenuto” esordisce Paolo Calcinaro, che presiede l’assemblea dei sindaci, riconvocata dopo quasi due anni per parlare di salute a tutto tondo. Tra ospedale di Fermo rimasto al palo per un anno visto che chi se ne occupava, Cesare Spuri, è stato spostato all’ufficio ricostruzione, e quello di Amandola, che torna a crescere nei servizi, e strutture di rete che potenziano il distretto. “Ci sono poi le nomine dei primari delle unità operative complesse, figure fondamentali” ribadisce il sindaco che plaude “alla possibile riconferma di Livini, come anticipato dal presidente Luca Ceriscioli (LEGGI)”.

È stata una lunga riunione, durata tre ore in cui il quadro sanitario è stato presentato da Licio Livini affiancato dal direttore del distretto Rea, dell’ospedale Padovani, dell’Inrca David e del dipartimento Ciarrocchi. Sono passati due anni dall’ultimo confronto con i primi cittadini, ma questo non ha stimolato tutti i sindaci a partecipare, sono 22 quelli presenti su 42. “Abbiamo invertito il flusso dei nostri cittaidni che vanno a curarsi da altre parti. Stiamo recuperando i movimenti verso Ancona e Civitanova”. Per farlo ha puntato sulle professionalità, in modo da compensare limiti strutturali difficilmente superabili. “Siamo attrattivi per ogni concorso di primariato. Non per lo stipendio, abbiamo tra i più bassi, non per la logistica, il Murri ha delle criticità, ma per l’ambiente lavorativo. Chi sceglie Fermo sa che lavora in tranquillità potendo dare risposte di qualità grazie al sistema” ribadisce il direttore dell’Asur 4.

La precisazione iniziale è sul concetto die posti letto: “Ne abbiamo qualcuno in meno, ma la risposta che viene data alle domande epidemiologiche sono di livello. Esiste un mondo fuori dall’ospedale e a questo dobbiamo guardare con attenzione”. Il mondo su cui agisce con forza Rea, che ha lavorato per una rete strutturata, capace di dare risposte quando la domanda no chiede l’ospedale. I numeri sono ottimi: mobilità passiva ridotta, con un risparmio di 7milioni (meno Av3 e Ancona), e crescita dell’attiva con un incasso di 700mila euro.

Sono 174mila gli abitanti che dipendono dall’Asur 4, che ha un budget di 300milioni annui e conta su 1760 dipendenti divisi tra due ospedali, Murri e Amandola con 366 posti letto, nove presidi territoriali, 1 casa di cura privata convenzionata, 13 Residente protette, 46 strutture residenziali e semi, due reparti di cure intermedie a Sant’Elpidio e Montegiorgio, 1 Coser e 3 centri diurni per la salute mentale, 8 laboratori di analisi, 1 Hospice, 2 Rsa, 1 residenza riabilitativa, 1 sanitaria, 1 lungodegenza e l’Inrca, che è il terzo ospedale in realtà.

Tutto questo ha portato a 17mila ricoveri annui, “ma restano 10mila che vanno fuori dal territorio”, 978mila prestazioni ambulatoriali. “C’è poi il nodo pronto soccorso, con 41687 accessi, 5mila in più del 2016” sottolinea Livini che ricorda come serva intervenire su questa voce. “Filtro in periferia, con medici di base e di guardia per evitare eccesso di accessi al pronto soccorso” suggerisce Benedetti, sindaco medico di Montegiorgio. Ma su questo interviene Rea: “I nostri servizi di cure domiciliari so una eccellenza riconosciuto a livello regionale. Un esempio su tutti: la fisioterapia ambulatoriale”.

Tra i tanti fatto che seguono sulle slide di Livini, ci sono anche le sfide del futuro, che il direttore intanto pianifica poi se Ceriscioli a luglio lo confermerà, porterà al traguardo: via da Porto Sant’Elpidio il Sert, “non so dove, ma di certo so che va via con le sue 27m,ila prestazioni annue”; riadeguamento di altri spazi dentro il Murri; rientro della geriatria dall’Inrca al Murri; riallocazione dei servizi di Monte Urano nei nuovi spazi in centro; rispristino punto prelievi con medico a Ponte Maglio; apertura del cantiere dell’ospedale di Campiglione, dopo la bonifica, entro giugno; progettazione definitiva dell’ospedale di Amandola; potenziamento del centro demenze di Montegranaro; crescita della struttura riabilitativa di Porto San Giorgio.

Hanno ascoltato a lungo i sindaci e poi, quasi all’unisono hanno aggiunto: “Servono le competenze, quindi proseguire con le nomine dei primari mancanti e con una pronta sostituzione. Fino a oggi ottime nomine, non fermarsi e non perdere tempo. E poi macchinari e strutture, perché l’uomo da solo non basta mai”.

@raffaelevitali

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