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Gastroenterologia al Murri, il top è vicino. Spyglass, endoscopio pediatrico e terza sala per Macarri

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La Fondazione conferma la sua propensione ad aiutare la sanità: “arriva spesso prima di noi dove serve” chiosa Livini. “Lo facciamo perché crediamo molto nel sociale e nella cultura, ma la sanità ha un posto privilegiato” ribadisce il presidente Alberto Palma.

di Raffaele Vitali

FERMO – Per essere i migliori bisogna unire tante componenti. “C’è la mano del professionista, c’è lo spazio, ci sono le strumentazioni, c’è l’organizzazione. E oggi possiamo dire che ci stiamo avvicinando al top di gamma”. È soddisfatto Licio Livini, pronto a entrare nella terza sala endoscopica messa nelle mani del professor Macarri, il primario di Gastroenterologia, considerato uno dei luminari del settore a livello nazionale. “Abbiamo raggiunto un ottimo livello organizzativo. Abbiamo l’ambizione – sottolinea il professore – di andare verso cardini di qualità di alto livello potendo così differenziare al meglio le sedute per situazioni specialistiche, potendo abbinare esami operativi d’urgenza con l’integrazione di più fasi”.

L’occasione per parlare del potenziamento strutturale è data dalla donazione che la Fondazione Camera di Fermo ha fatto al reparto: un endoscopio pediatrico. “Con questo strumento possiamo dare risposte efficienti ai pazienti dai tre anni in su, per quelli più piccoli il Salesi resta il riferimento. Parliamo di un mezzo di altissima precisione che potremo usare anche in casi specifici di adulti. Mancava uno strumento così, ora abbiamo quello al top che rispetta le migliori caratteristiche di visione, garantendo tutta l’operatività di un endoscopio che in questo reparto è già ai massimi livelli, in modo da garantire una visione quasi perfetta” prosegue. La Fondazione conferma la sua propensione ad aiutare la sanità: “arriva spesso prima di noi dove serve” chiosa Livini. “Lo facciamo perché crediamo molto nel sociale e nella cultura, ma la sanità ha un posto privilegiato” ribadisce il presidente Alberto Palma.

Tornando all’organizzazione, Macarri spiega perché il reparto è riuscito a garantire 7350 esami in un anno e di come questi numeri saranno confermati, con una crescita costante della qualità garantita dall’apertura della terza sala. “E non solo – interviene Livini – anche dal fatto che proprio ieri abbiamo stabilizzato due medici del reparto”. Macarri così oggi può fare affidamento su sette medici, più lui, e dieci infermieri. “Una equipe che funziona e che è integrata alla perfezione dagli anestesisti che la dottoressa cola non ci fa mai mancare. Ed è questo uno dei punti chiave che ci ha spinto con determinazione alla realizzazione della terza sala, in modo da poter operare in maniera integrata e dare più risposte in un’unica visita sul paziente se necessario”.

Integrata significa che un ittero con sospetto calcolo ed esami non chiari viene affrontato con un protocollo nuovo: “Lo portiamo in sala, dove abbiamo l’anestesista che lo seda per proseguire esame. Effettuiamo l’endoscopia per capire se c’è il calcolo e se lo troviamo, senza spostarlo, gli facciamo l’esame operativo. In un unico momento più esami. Questo perché con la terza sala possiamo allungare i tempi di una visita, avendo a diposizione strumenti, sono i migliori, e organizzazione, sia medica che di competenza. Se prima spostavamo paziente avanti e indietro, magari da casa, oggi arriva e facciamo tutti con un risparmio di disagi per lui e di costi per l’azienda” specifica Macarri.

In un colpo solo il primario ha ‘ripreso in mano’ la miglior gestione della parte pediatrica, ha ampliato gli spazi, ha riorganizzato il sistema di esami e ha ampliato le possibilità di risposte, grazie alle collaborazioni interne e alle professionalità a disposizione. “Facciamo sedute dedicate pe metodiche nuove, penso alla dissezione sottomucosa che significa portare via un polipo in un pezzo unico. Esami che impegnano tra le due e le quattro ore e che bloccano una sala, ecco che la terza ci permette di programmarne sempre più”. Ma non solo: “Abbiamo una metodica di recentissima introduzione, il sogno di ogni gastroenterologo: possiamo fare una sutura endoscopica, con un sistema in commercio da poco tempo in cui mi sono specializzato, evitando un ulteriore lavoro al chirurgo, perché anticipiamo il problema intervenendo in via endoscopica. Questo richiede anestesista e tempi lunghi. Con la terza sala non avremo problemi organizzativi”. E se non bastasse, ecco la spyglass: “La novità che l’Asur ci ha messo in mano. Uno strumento che ci fa fare biopsie e bombardare dei calcoli”. Certo resta il nodo liste d'attesa che Macarri non nega: " Il problema riguarda gli esami programmati che possono arrivare anche a 2 anni ma sulle urgenze e determinate patologie la risposta è tra i 10 e i 30 giorni"

La conclusione è semplice: “Questo è un polo gastroenterologico di alto livello, siamo riferimento per l’Area Vasta 5 e in parte anche per la 3, e nel nuovo ospedale crescerà ancora di più” conclude Livini che Macarri lo tiene ben stretto all’Asur 4, scelta come polo di riferimento nel nuovo riassetto regionale, senza far mai mancare strumenti e personale.

@raffaelevitali

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