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L'appello dell'Avis: "Ci servono sangue e donatori giovani". Nel 2018 due nuovi punti prelievi nel Fermano

avisprov

Le donazioni sono aumentate e in numero significativo: “Parliamo di 270 unità in più, nonostante i periodi di chiusura. Merito del nuovo primario Siracusa che ha creato una rete di confronto costante che ha stimolato tutti i presidenti, i consigli direttivi e quindi gli associati".

FERMO – Lanciotti appende i manifesti promozionali, ‘condividi la vita, dona sangue’, Rossi parla. Il neo presidente dell’Avis provinciale non può fare a meno del suo predecessore, ma prende il bastone del comando di una associazione che tanto bene fa al territorio e con forza ribadisce: “Noi abbiamo necessità di sangue, costantemente”.

Non usa giri di parole: “Non si fabbrica il sangue, serve la donazione. perché non è usato più per i bambini e le trasfusioni da leucemie, ma per i trapianti di organo. A inizio anno sono stati interrotti ad Ancona per mancanza di sangue, dovuta al post sisma che ha bloccato dei centri di raccolta, e riprogrammati. “Amandola ha chiuso la sua raccolta da febbraio 2017 fino a giugno 2017, per fare un esempio. E questo ha creato problemi al centro regionale”. Tutto è poi ripreso con l’estate “e abbiamo un gap di soli 110unità rispetto al 2016 e siamo arrivati a 309 donazioni” prosegue Rossi.

I NUMERI

Le donazioni sono aumentate e in numero significativo: “Parliamo di 270 unità in più, nonostante i periodi di chiusura. Merito del nuovo primario Siracusa che ha creato una rete di confronto costante che ha stimolato tutti i presidenti, i consigli direttivi e quindi gli associati. E sono i donatori i veri protagonisti assoluti e a loro tutti diciamo grazie”.

Sono 7750 le donazioni di sangue e plasma totali. “Ci erano state richieste 7100 donazioni, siamo stati ancora più bravi” aggiunge il presidente Rossi. Nonostante sia rimasto stabile il numero di donatori, 4200, sono in realtà cambiate le persone: “Un ricambio che deve crescere, perché abbiamo sempre più bisogno di giovani”.

Spicca la neonata Monte Urano che già ha effettuato 66 donazioni. “È la prova che la capillarità serve. Ci mancano Grottazzolina e Servigliano, ma il piano dell’Avis provinciale non cambia. Speriamo di costituire queste due sezioni entro il 2018”.

Entrando nelle sezioni. Petritoli ha fatto 108 donazioni in più, 452 in totale. Porto San Giorgio 146 in più (1428) con tre giorni settimanali dedicati contro i due di media degli altri comuni. Montegranaro 63 in più (960), Montegiorgio 57 (780). Cala Fermo, ma ne fa sempre 1400 all’anno. Sant’Elpidio a Mare conferma le 1000 donazioni. Torre San Patrizio con 220 cresce. Porto Sant’Elpidio 350 con 31 donazioni in più: ci puntiamo molto, hanno scelto un direttivo pieno di giovani”.

LA RICHIESTA

“Noi dobbiamo riuscire a coinvolgere i giovani. Per due motivi: abbiamo necessità di sangue e con il passare del tempo la necessità di sangue, anche in medicina, non cala. Non dimentichiamo che è un farmaco. Nel nostro territorio dobbiamo incrementare il numero di donatori” aggiunge Giovanni Lanciotti. E per un giovane donare significa anche vivere con coscienza. Niente sballo, niente bevute ma buone abitudini.  “per questo dobbiamo coinvolgere anche le società sportive” ribadiscono.

“Il nostro sangue è andato anche nel Lazio e in Calabria, che hanno avuto grandi problemi con il virus chikungunya che ha stoppato le donazioni. Siamo una regione ricca di altruismo. Ma ci servono i giovani”. E proseguono le campagne nelle scuole, anche insieme ad Admo e Aido. “Ma resta il problema dei tanti giovani che vengono scartati, perché sempre più sono presenti allergie e problematiche legate al regime di vita. Oggi su dieci che si presentano almeno la metà non può diventare donatore”.

Un ruolo lo giocherà anche l’Asur, con la primaria Siracusa che personalmente nel 2018 andrà nelle aziende per spiegare la necessità e far comprendere la semplicità di una donazione che però riveste grande importanza. “Un’esperienza di successo è il torneo Biancucci a Porto San Giorgio che ci permette di entrare in tutte le scuole. La famiglia di questo ragazzo ha donato il suo cuore e una bambina viva grazie a lui. Per riuscirci sono servite due equipe e due trapianti. E se si è riusciti è anche per il sangue che ogni nostro donatore permette di raccogliere. Bisogna educare dal basso alla cultura del dono” aggiunge Santanafessa che ringrazia l’Aido er l’Admo per il ruolo chiave che svolgono.

PUNTI PRELIEVO

Sono otto le unità di raccolta. L’unica che ha criticità è fermo centro, non per problemi relazionali, ma logistici. “Abbiamo il problema parcheggi, forse ci stiamo riuscendo” ribadisce Rossi. “Il centro trasfusionale è cresciuto di una unità medica e anche questo aumenta il servizio. pubblico e associazione corrono insieme”.

@raffaelevitali

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