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Giovani, etero e stranieri: l'Hiv continua a crescere. Amadio: "A Fermo 400 pazienti in cura"

hiv simbolo

L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (14,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni), in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 21,8 e nelle femmine 7,5 per 100.000. Tuttavia, l’andamento dell’incidenza in questa fascia di età appare stabile nel tempo.

di Raffaele Vitali

FERMO – Non se ne parla, ma l’Aids è viva, purtroppo. E il primo dicembre di ogni anno il mondo se lo ricorda. “Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 erano maschi nel 76,9% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (14,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni), in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 21,8 e nelle femmine 7,5 per 100.000. Tuttavia, l’andamento dell’incidenza in questa fascia di età appare stabile nel tempo. Nel 2016, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85.6 di tutte le segnalazioni (eterosessuali 47.6%; MSM 38.0%). Nel 2016, il 35.8% delle persone con una nuova diagnosi di HIV era di nazionalità straniera. Tra gli stranieri il 65.5% di casi era costituito da eterosessuali (etero-sessuali femmine 34.9%; eterosessuali maschi 30.6%)”. Questo il quadro del dottor Giorgio Amadio, primario del reparto malattie infettive del Murri: il malato tipo è giovane ed eterosessuale

Fermo è una delle cinque province della regione che cresce più di altre a livello di nuovi casi. A fronte di 3.451 nuovi casi in Italia di infezioni Hiv segnalati nel 2016, le Marche sono tra le quattro regioni ad incidenza più alta. “Anche se molti pazienti sarebbero provenienti da fuori regione, per motivi di privacy” spiega il presidente di Anlaids Marche Luca Butini, direttore Unità Operativa Malattie Infettive Ospedale regionale di Torrette. Una buona notizia c’è: si muore di meno. Il rischio di ammalarsi di Aids in chi attua una terapia precoce, è secondo gli ultimi dati, meno del 2%. Purtroppo più del 50% dei casi scopre di avere una malattia in fase avanzata. “Ma c’è anche un 20% circa della popolazione che non sa di averlo o non è in cura. E di questi almeno un terzo è già in una fase avanzata di malattia” prosegue Amadio.

“A Fermo sono in cura attualmente circa 400 pazienti; il concetto di cura non è riferito solo alla terapia ma implica la presa in carico del paziente, ossia un percorso costituito dalla diagnosi, la presa in carico nel progetto di cura, l’inizio della terapia e l’aderenza ai farmaci ed il mantenimento in cura. Le nuove diagnosi di infezione da HIV al novembre 2017 sono state 21 e si conferma il dato nazionale di una rilevante quota di stranieri. Strettamente legate, per modalità di trasmissione, sono le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) che, come a livello nazionale (e mondiale), anche nel nostro Centro hanno avuto un vertiginoso aumento”.

È questo il dato che preoccupa il primario: “Parliamo di un gruppo di malattie infettive molto diffuse che interessano milioni di individui ogni anno in tutto il mondo; rappresentano un problema rilevante per la salute pubblica in tutto il mondo, interessando soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni. Tale fascia di età risulta, quindi, molto più esposta allo sviluppo di queste patologie, HIV compreso, probabilmente a causa della scarsa informazione e dell’insufficiente conoscenza delle IST e di come prevenirle. In Europa, dalla metà degli anni ‘90, si è verificato un aumento di sifilide, gonorrea, infezione da clamidia, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione, come i maschi omosessuali” conclude Amadio che ribadisce l’importanza della prevenzione, visto che le nuove forme di diagnosi permettono di riconoscere in anticipo la sieropositività.

@raffaelevitali

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