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Oncologia, il reparto di Fermo che unisce pubblico, "allarghiamo il reparto", e privato, "donate due poltrone per i prelievi"

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Motore inesauribile per la crescita dell'importante reparto è l'Anpof, l'associazione di volontari guidata da Micahela Vitarelli.

di Raffaele Vitali

FERMO - Poltrone per i prelievi, comode e colorate. “Un altro tassello che si aggiunge alle poltrone infusionali donate da NeroGiardini e al lavoro fatto dall’Anpof nel restyling del reparto di oncologia. Cresce il feeling con il personale, con i medici, con i vertici dell’Asur. Un contatto diretto, senza troppi filtri, che ci permette di non sbagliare gli interventi” sottolinea Michaela Vitarelli, presidente Anpof, l’associazione che non manca mai di dare un momento di sollievo ai pazienti.

Ad aprile 2016 è partita una raccolta fondi da parte di un gruppo di cittadini di Monsampietro Morico. “Per cosa non lo sapevamo, ma Antonella, Rita e Sabrina hanno proseguito. Quando abbiamo capito cosa potesse servire, loro hanno subito risposto” prosegue la Vitarelli. La fortuna ha voluto che una delle tre battagliere signore abbia il marito imprenditore, che stimolato dall’impegno della moglie non ha esitato: “Se una la comprate voi, all’altra ci penso io”. E così ha fatto Vermiglio Bartomioli della Bmb di Monsampietro Morico, che rilancia: “Spero si fare ancora di più in futuro”. “Segnali semplici da un territorio che sente l’ospedale come parte della propria vita. Passo dopo passo miglioriamo. Il valore non è dato dall’aspetto economico, ma dal gesto di vicinanza” sottolinea il direttore dell’Asur di Fermo, Licio Livini.

Il sorriso della caposala Maria Rosaria Borriello rappresentata la soddisfazione del reparto: “Tutto quello che fanno per noi le organizzazioni di volontariato e i privati è un premio. Chi entra ad oncologia non sa come evolverà la sua situazione.  Il paziente qui perde le sue abitudini, dal lavoro allo stare in famiglia, per colpa della malattia. Il fatto che la comunità e le persone facciano qualcosa per loro è estremamente importante. E lo è per noi, è un riconoscimento. Le poltrone non sono solo belle, ma funzionali. Ci permettono di assistere al paziente in modo adeguato”.

Nei giorni di festa, come è quello di una donazione per un reparto chiave dell’ospedale Murri, si cerca sempre di guardare ancora più avanti. Perché ogni passo è parte di un percorso di crescita. Questo fanno i medici, questo fa l’Anpof, questo promette di fare l’Asur con il suo direttore Licio Livini.

“Arricchiamo i nostri servizi, dopo aver portato anche quello di estetica che solo Ancona aveva, ma per un giorno al mese” spiega la Vitarelli che annuncia la collaborazione con Bruno Giusti, il ‘dottor parrucca’ che con professionalità e umanità sa consigliare e accompagnare uomini e donne nella delicata fase della perdita dei capelli, e con una nutrizionista, Renata Alleva, che gratuitamente supporta l’Anpof, sia per quello che viene messo sui carrelli che ogni giorno girano con prelibatezze di ogni genere, sia per le necessità dei pazienti.

La caposala ribadisce l’importanza del servizio estetica: “Le pazienti si sentono coccolate, seguite. Due professioniste che lo fanno in punta di piedi. E noi per questo come oncologia ci sentiamo di ringraziare tutti e sempre”. Il primario facente funzioni Bascioni, con la sua pacatezza, avanza una nuova richiesta, diretta al direttore Livini: “L’oncologia di Fermo ha sempre sofferto il problema degli spazi e dell’accoglienza. Siamo migliorati tanto (annuisce la caposala), ma speriamo che in futuro crescano le stanze. Nel nostro piccolo siamo un centro certificato a livello internazionale per l’umanizzazione dell’assistenza. Per crescere ci servono maggiori spazi, perché la durata di attesa per le chemioterapie è lunga. Il sovraffollamento crea una situazione delicata da gestire, ma l’affrontiamo partendo dai continui miglioramenti in corso”.

Il direttore sull’ampliamento del reparto non si tira indietro: “La previsione è di ampliarlo e modernizzarlo, perché datato rispetto ai moderni spazi che oggi si richiedono. Vogliamo ristrutturare la parte vecchia e ampliare verso est. Oltre a questo stiamo anche progettando l’Umaga, spazio attrezzato dove si preparano i farmaci oncologici. È un obbligo da chiudere quanto prima, la zona l’abbiamo già individuata nel piano sottostante”. Tanto è stato fatto, lo sa il direttore, e tanto verrà fatto per un reparto chiave del Murri.

“Il primario di oncologia (non è stato nominato dopo il pensionamento di Giustini, ndr) sarà uno dei primi obiettivi del 2018 e regolarizzeremo alcune figure che lavorano dentro il reparto. Non si può reggere un servizio così delicato e importante sulla precarietà di chi ci lavora”.

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