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"Non chiedetevi perché, pensate che Pippo sta lucidando le stelle". Don Michele, la sorellina e il lungo abbraccio tra Pedro e Laura

pippofunerale

Seduti vicino a Pedro e Laura ci sono le psicoterapeute del Salesi che dal giorno dopo la tragedia, mentre il piccolo lottava tra la vita e la morte, hanno accompagnato i genitori in un percorso di forza, di fiducia e di sostegno. Parlano alla fine, sono loro che dicono ‘grazie’ per quanto ricevuto, un insegnamento d’amore che dà fiducia per continuare ad aiutare chi soffre.

FERMO – “Pippo non c'è, sta lucidando le stelle e spolverando le nuvole”.  Questo è il pensiero di Cloe, la sorellina di Filippo, il bimbo che ci ha provato, ha lottato ma non ce l'ha fatta a trasformare la tragedia in miracolo. È piena la chiesa di San Domenico, tantissimi giovani e amici di Pedro e Laura, i genitori di Filippo che sono riusciti a passare dal dolore devastante della perdita del proprio bambino, in un tragico pomeriggio a Penna San Giovanni mentre si trovava con la nonna, alla gioia di aver ridato la vita e un futuro ad altri quattro piccoli che stavano aspettando degli organi.

Don Michele Rogante parte da qui, da questo gesto d'amore, da questa consapevolezza del valore della vita mostrato dai due genitori. Un gesto che diventa il punto di forza durante la cerimonia che si chiude con il lancio dei palloncini. Bianchi, tanti, tenuti dai bambini, dagli amici. Volano in cielo i palloncini, accompagnati dal bacio di Pedro, il padre che abbraccia tutti come se prendesse forza ed energia da ognuno degli amici, dei parenti, dei conoscenti, dei cittadini che si sono raccolti attorno a loro.

Laura non parla fino alla fine, quando nel piazzale di fronte alla piccola bara bianca che entra dentro la macchina, urla un grande ‘Grazie’. Un brivido corre sulla schiena di tutti, le lacrime scendono. Hanno provato a trattenerle tutti i partecipanti, l'aveva chiesto don Michele, “non passate il vostro dolore, hanno bisogno del vostro sostegno”, ed era andata così. Ma alla fine nessuno è riuscito a trattenerle.

La domanda, “quella scontata è perché?”, ma questa volta neppure don Michele, che con le sue parole toccanti e semplici è riuscito a far sorridere più volte i genitori di Filippo, riesce a dare una risposta: “Non me lo chiedete, non c'era una risposta. Ma non è neppure la domanda da porsi”. Oggi c'è altro, c'è la gioia, “nella sofferenza”, di una famiglia che ha saputo unirsi e compiere questo incredibile gesto d'amore. Seduti vicino a Pedro e Laura ci sono le psicoterapeute del Salesi che dal giorno dopo la tragedia, mentre il piccolo lottava tra la vita e la morte, hanno accompagnato i genitori in un percorso di forza, di fiducia e di sostegno. Parlano alla fine, sono loro che dicono ‘grazie’ per quanto ricevuto, un insegnamento d’amore che dà fiducia per continuare ad aiutare chi soffre.

Forse tra qualche anno Laura incontrerà i bambini che portano dentro di loro Filippo. Di certo sanno che c'è Cloe che gli dà forza, che ha cantato senza sosta dentro la sala rianimazione del Salesi una canzoncina al fratello e che per Filippo ha fatto un disegno, che ha appoggiato poi sulla piccola bara bianca. Non è mai rimasta in silenzio durante la messa, parlando e interagendo con don Michele convinta che Filippo stia insegnando andare in moto a Dio, perché gli piacevano le moto anche se era piccolo e di certo guardando il cielo Cloe, come sua mamma e suo padre che in mezzo alla folla commossa si stringono in un lungo abbraccio, da oggi sanno che se quelle stelle sono brillanti è perché c'è la piccola mano di Pippo che le sta lucidando.

 r.vit.

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