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Dal matrimonio negato dalla chiesa alle lotte sindacali, Linda Santini raggiunge il suo Ezio Santarelli

eziosantarelli

Per sabato è stato organizzato un pomeriggio di riflessione, di ricordo, di testimonianze per Ezio, per raccontare la sua attività di parlamentare partita dal basso e arrivata in alto, dove davvero si poteva incidere nelle politiche del Paese. E se c’è riuscito è anche per merito di Linda Santini, nata nel 1929, prima fidanzata e poi moglie.

FERMO – Hanno vissuto insieme tutta la vita. Ezio Santarelli se ne è andato un anno fa, era il 26 ottobre. Linda, sua moglie, ha resistito un anno senza il suo sindacalista dal cuore battagliero diventato senatore. Fino a quando ha detto basta, ieri mattina, perché lo voleva riabbracciare.

Per sabato è stato organizzato un pomeriggio di riflessione, di ricordo, di testimonianze per Ezio, per raccontare la sua attività di parlamentare partita dal basso e arrivata in alto, dove davvero si poteva incidere nelle politiche del Paese. E se c’è riuscito è anche per merito di Linda Santini, nata nel 1929, prima fidanzata e poi moglie. “Una donna discreta, sempre al fianco di Ezio senza mai condizionarlo nelle sue scelte, lasciandogli vivere le sue passioni” raccontano gli amici. “Aveva scelto di restare a Fermo negli anni passati da Ezio a Roma, mantenendo il suo lavoro in fabbrica e la vita con la famiglia. Vivevano in grande simbiosi, molto affettuosi e teneri negli anni della vecchiaia” ricorda Michela Montanini, la ricercatrice che sabato, dalle 1630 nella sala conferenze della Camera di Commercio, presenterà il suo lavoro sul mondo che Santerelli ha cercato di rendere migliore.

Che la lotta sindacale e politica del senatore fermano fosse scritta tra le stelle è provato proprio dal giorno del matrimonio con Linda. Che lui ricorda così: “Ero stato scomunicato nel 1949, ma la mia fidanzata e la sua famiglia ci tenevano che ci sposassimo in chiesa. Per farlo, però, mi era stato chiesto di strappare la tessera del Pci in chiesa davanti a parenti e amici, naturalmente mi rifiutai”. Ma Linda lo desiderava e così Ezio Santarelli trovò un’altra strada. A Loreto un prete si era detto pronto a sposarli. “Ma mentre eravamo in chiesa, tutti pronti con gli invitati seduti, un frate entrò e inizia a urlare: ‘lei è a posto, lui è il delinquente che fa propaganda contro la chiesa e la religione’. Rimanemmo tutti interdetti, ma Linda iniziò a piangere”. Eppure, non si persero d’animo neppure in quel momento, perché tutti capirono l’attacco contro Santarelli, voce dei mezzadri, che al tempo erano l’80% della popolazione. “Decidemmo di metterci in un angolo della chiesa e iniziammo a leggere gli articoli del codice civile. Nessun rito religioso, anche se eravamo in chiesa, ma ci sposammo. Tornammo poi a casa, fu festa grande. Ma non appena andò via l’ultimo invitato, arrivano tra camionette piene di carabinieri armati. Rimasero tutta la notte a perquisire la casa, anche la biancheria di mia moglie che aveva preparato con cura per quel giorno di festa”.

Raffaele Vitali

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