11212017Mar
Last updateMar, 21 Nov 2017 7am

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Il punto. Terremoto del 30 ottobre. Dal canto dei monaci alle promesse della politica. "Poca prevenzione e sistema senza risorse"

protcivile fermo scavi alto

“Non c'è qualcuno che gioca contro, qualcuno che si diverte a ritardare. Se questo accade - ha concluso la Boldrini - è perché ci sono degli ostacoli da superare. Ma vi posso assicurare che il terremoto è sempre una priorità”.

di Raffaele Vitali

FERMO - “Veni creator” cantano i monaci benedettini in ginocchio davanti alla basilica distrutta dal terremoto del 30 ottobre. “Non c'è un terremoto che si sia risolto con la bacchetta magica, chi dice questo sa di mentire” dichiara la presidente della Camera Laura Boldrini, visitando la zona rossa di Camerino. “Il Governo ha liberato moltissime risorse, anche se adesso è fondamentale accelerare le procedure e combattere i rallentamenti burocratici. Non è facile gestire le ricostruzioni in Italia ma è possibile e tutti insieme dovremo dimostrarlo" sottolinea l’ex premier Matteo Renzi. “Tornare, resistere, ricostruire” è lo slogan dello striscione che ha aperto la manifestazione di Norcia e che ha unito tutti gli sfollati o chi è riuscito ad avere una delle nuove casette.

È questo il quadro a un anno dal terremoto che emerge dalle parole di alcuni dei protagonisti. Un anno che i monaci hanno passato pregando, i cittadini soffrendo, i componenti della Protezione Civile, dai vigli del fuoco ai volontari, lavorando senza sosta per superare quanto lasciato sul terremo dalla scossa di magnitudo 6,5 delle 7.41 del 30 ottobre. Secondo gli ultimi dati ufficiali, risalenti al 20 ottobre, sulle 3.699 Sae (Soluzioni abitative di emergenza, ovvero le casette provvisorie) ordinate per i 51 comuni che ne hanno fatto richiesta, erano state consegnate ai sindaci 1.042 casette per gli sfollati delle quattro regioni del centro Italia colpite dai terremoti. Incalcolabili le macerie, che se sono scomparse dalle strade sono ancora al loro esatto posto, con tanto di panni stesi dietro i muri sventrati, dentro i centri cittadini.

Quella del 30 mattina è stata la scossa che ha devastato definitivamente un pezzo di Marche concentrandosi nella Valnerina. Squarcia le strade e mette in ginocchio i paesi della Valnerina tra l'Umbria e le Marche, già duramente colpiti dal sisma del 24 agosto che aveva lasciato 300 morti tra Amatrice e Accumoli. Stavolta non ci sono vittime, ma la distruzione è grande. Era stata preceduta dai sommovimenti tellurici di quattro giorni prima, il 26 ottobre, con un sisma localizzato a Visso, in provincia di Macerata. In questa occasione, molte famiglie dei paesi dell'Appennino centrale aveva già lasciato le proprie abitazioni e per precauzione dormivano in macchina. I danni sono gravi e molto estesi: vanno dal patrimonio storico-culturale alle abitazioni, dagli edifici pubblici, alle stalle e agli impianti industriali. “Non c'è qualcuno che gioca contro, qualcuno che si diverte a ritardare. Se questo accade - ha concluso - è perché ci sono degli ostacoli da superare. Ma vi posso assicurare che il terremoto è sempre una priorità”.

Ma lo è la prevenzione? Stando al presidente del consiglio nazionale dei Geologi la risposta è un secco no. “Le misure per la prevenzione non sono più derogabili, e allora dalle forze politiche noi dobbiamo pretendere impegni precisi e concreti. Siamo a scadenza di legislatura e vediamo chi si vorrà davvero impegnare. Nel congresso di aprile 2016 noi geologi presentammo un dossier che chiamammo 'la carta per l'Italia’, consegnandolo al Governo, ma è rimasta lettera morta. Il problema è che i tempi dei politici sono molto più lunghi di quelli dei geologi. Georischi e prevenzione dovrebbero essere sempre al centro dell'agenda di governo, invece siamo il Paese in cui negli ultimi 150 anni si sono susseguite ben 30 leggi sul corretto costruire, emanate sempre a seguito di eventi calamitosi, ma ogni nuovo terremoto si trasforma sempre in catastrofe”.

La riprova è anche nel fondo Protezione Civile, fermo a poco più di zero a livello nazionale, lasciando così al buon cuore dei Comuni l’intervento di sostegno ai volontari. Fermo, in questo, ha dovuto superare il terremoto e la maxi nevicata per mettere a bilancio 20mila euro, di cui 10mila per un nuovo mezzo che spera in altrettante risorse dalla Fondazione Carifermo e magari da qualche privato per arrivare all’acquisto. Dal dopo Bertolaso le risorse sono calate, è mutata la gerarchia con la scelta scellerata di privare le Province del controllo della Protezione Civile assegnandolo alle Regioni, e al contempo sono scomparsi i poteri, con la soppressione delle deroghe di azione che hanno permesso interventi rapidi. E sono calate anche le risorse umane, con l’uscita di scena dei veterani.

Le Marche hanno saputo reggere il colpo, grazie alla gestione di Oreficini, fino a quando non è andato in pensione lasciando un vuoto colmato prima da Cesare Spuri, che arrivava dal comune di Macerata come esperto di ricostruzione ma non di emergenza, e poi da David Piccinini, ex dirigente del settore Ambiente. “Sembra paradossale – ribadiscono i geologi - ma in Italia la prevenzione è ancora solo un auspicio... Perché non pensiamo di affiancare alle varie azioni che andrebbero fatte in tema di prevenzione, per esempio ricerca ed educazione, anche una copertura assicurativa, come in tante nazioni succede? Porto l'esempio della Nuova Zelanda dove c'è un'agenzia governativa che si occupa di varie tipologie di rischio, anche quelli causati da calamità naturali”. Questo aiuterebbe la prevenzione “che non va confusa con la previsione” come sottolinea Piero Farabollini, presidente dell'Ordine Geologi della Regione Marche.

Ascoltano gli sfollati, prendono appunti i tecnici, promettono i politici: «Vi ammiro. Tutto questo – conclude la commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli - ci spinge ad agire con ancora maggiore determinazione per la ricostruzione”. E i monaci benedettini ricominciarono a cantare e pregare sperando che il sistema si ricostruisca a livello di mura, ma anche a livello di azione sul campo con i volontari delle varie protezioni civili impegnati a formarsi e a gestire emergenze e prevenzione, e non sagre e feste da coordinare. 

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, un anno dopo ho i corpi davanti agli occhi

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.