12112017Lun
Last updateDom, 10 Dic 2017 7pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners

Il nuovo piano della Prefettura per eliminare i ghetti di Porto Sant'Elpidio e Montegranaro: accoglienza diffusa nei piccoli comuni

migrantiprefetto

"A fronte di una maggiore integrazione ho invitato a un potenziamento dei centri Sprar” ribadisce il prefetto chiudendo il tavolo che vuole diventare un momento di confronto costante.

FERMO – “Siamo una comunità speciale, con valori”. Ma il Fermano è anche una comunità con alcuni ghetti, riempiti di immigrati, da smantellare. E così, cresceranno i centri di accoglienza straordinaria dei migranti nel Fermano. Devono crescere perché i migranti che sbarcano nelle coste italiane e vengono poi redistribuiti sul territorio anazionale passeranno dagli attuali 650 a 800. Nuove convenzioni, nuovi rapporti tra Prefettura, enti locali e associazioni anche in vista della riapertura del bando per la micro accoglienza diffusa che coinvolgerà i privati in maniera diretta e porterà a un potenziamento dello Sprar.

Un lungo confronto quello tra Mara Di Lullo e i sindaci per chiarire molto aspetti, inclusi quelli sanitari che i direttori sanitario e di distretto, Livini e Rea, hanno spiegato. “Abbiamo allestito due presidi medici dedicati ai migranti che sono in attesa del codice fiscale in modo da non congestionare il pronto soccorso”. Numerosi gli accertamenti sanitari previsti, inclusa la radiografia al torace per escludere la tubercolosi. “Dopo aver affrontato l’emergenza con visite anche nei pullman, abbiamo capito che dovevamo affrontare una realtà e quindi organizzarci con procedure chiare che oggi ci evitano problemi e ci permettono di rispondere anche a ogni tipologia di vaccinazione necessaria” aggiunge Livini spiegando l’approccio al Stp, straniero temporaneamente presente.

Nella nuova riorganizzazione un ruolo chiave lo assume l’imam Labdidi, entusiasta di aprire a una nuova collaborazione con ‘la mia terra’ come sempre definisce il Fermano. “Con Labdidi – sottolinea il Prefetto – lavoreremo per evitare la formazione di ghetti potenzialmente pericolosi. E lo faremo creando il ‘tavolo interreligioso’ sulla scia del patto nazionale per un islam italiano”. Il prefetto promuove il sistema di accoglienza, ma affronta anche le criticità, come quella che riguarda l’ufficio stranieri della questura. “C’è poi l’integrazione culturale con il mediatore linguistico che deve accrescere il suo ruolo. E c’è il nodo risposte alle domande d’asilo e di rimpatrio, anche condiviso con il progetto dell’Oim”.

Una mattinata in tre sessioni, la prima con le organizzazioni che accolgono, la seconda con le forze dell’ordine, presenti i vertici di Polizia e carabinieri, e i vertici sanitari. Ultimo step con i sindaci: “Dobbiamo far crescere l’integrazione nella comunità, ma al momento non sono state segnalate criticità. A fronte di una maggiore integrazione ho invitato a un potenziamento dei centri Sprar” ribadisce il prefetto chiudendo il tavolo che vuole diventare un momento di confronto costante.

Rafforzeremo l’accoglienza diffusa, “stella polare del ministro dell’Interno”, con una maggior partecipazione dei Comuni “in modo da poter esser pronti in caso di necessità ad arrivare a 800 migranti ospiti rispetto ai 650 previsti attualmente” precisa il viceprefetto Martino. “Una accoglienza diffusa che porterà anche a eliminare i fenomeni di bivacco”. Sono 14 i Cas attivi nel Fermano: Fermo, P.S.Elpidio, Sant’Elpidio, Montegranaro, Mont Urano, Grottazzolina, Torre San patrizio, M.S.Pietrangeli, Amandola, Montelparo, Montottone, Montegiorgio, Belmonte Piceno, Porto San Giorgio. A questi ne verranno affiancati tanti e piccoli nei comuni della provincia.

Le problematicità non mancano. “Alcuni sindaci hanno sottolineato la concentrazione in determinati quartieri. Con il nuovo bando che faremo verificheremo se potremo ampliare l’accoglienza all’interno degli stessi communi che hanno ora tanti appartamenti uno vicino all’altro” spiega Martino parlando di Montegranaro, Porto Sant’Elpidio e Fermo che sono le realtà più impegnate e ipegnative. Non solo, i sindaci hanno anche chiesto un maggior raccordo tra Amministrazioni e gestori dei Cas: “Quindi verrà implementato questo rapporto che deve essere triangolare con la Prefettura che fa da cerniera”. 

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Fede, giovani e integrazione: i primi pensieri fermani di monsignor Pennacchio

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.