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Più iscritti, più donne, più assunti, più ricchi, più tutto: Ingegneria Gestionale è il futuro di Fermo

matricole ingegneria

"Il rettore dell'Università Politecnica delle Marche ci crede e ha investito nella sede fermana, noi ci impegniamo dando risposte ai bisogni, penso anche al nuovo marciapiede che collega la zona universitaria aumentando la sicurezza” aggiunge il sindaco Paolo Calcinaro.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Gli imprenditori mi chiedono sempre nomi di nuovi ingegneri gestionali da chiamare”. Non lo dice per rasserenare le matricole, arrivate a 140 contro le 63 di quattro anni fa, che ha davanti a sé il retore Sauro Longhi. Sono i numeri che parlano: il 91% di chi si laurea a Fermo in Ingegneria Gestionale lavora entro tre anni. Una facoltà in rosa, con le donne che continuano ad aumentare: “Ingegneria non è più un luogo al maschile, anzi. Le componenti tecniche e scientifiche sono un fatto culturale e non di genere”.

Lo hanno capito i ragazzi fermani, ma soprattutto chi vive nel centro Italia, “visto che questo corso di laurea è l’unico tra Bologna e Bari” ribadisce il rettore. Quando chiede alle matricole di alzare il braccio se vengono da fuori, l’immagine è eloquente (foto). “Capite l’importanza per Fermo di questa Università? Il rettore ci crede e ha investito nella sede fermana, noi ci impegniamo dando risposte ai bisogni, penso anche al nuovo marciapiede che collega la zona universitaria aumentando la sicurezza” aggiunge il sindaco Paolo Calcinaro.

Gli immatricolati sono raddoppiati, non facile gestirli, ma la risposta è stata vincente: “Merito ai docenti, che hanno accettato nel giro di pochi giorni di raddoppiare i turni di lezione, cambiando i propri programmi. Non era possibile prevedere il boom di iscritti, perché molti attendono l’ultimo momento. Vedete – ribadisce il preside di ingegneria della Politecnica delle marche, Maurizio Bevilacqua - questa è la parte sana dell’Università, che rappresenta il 99% del nostro mondo, contro l’1% che ha provato a rovinare la nostra immagine”.

Il professor Amodio, che guida il corso di Ingegneria Gestionale, è appena rientrato da una conferenza europea: “Stiamo pensando di proporre un percorso universitario di master ancora più specializzate in gestione. Sia in Italia sia in paesi Oriente c’è fame di ingegneri gestionali. Sono pressanti le richieste quotidiane di aziende che cercano laureati”. E questo potrebbe essere l’ulteriore sviluppo di una facoltà che a Fermo ha trovato la sua sede ideale, anche per il tessuto produttivo che la circonda.

Il rettore, Amodio e Bevilacqua riassumono il successo con uno slogan: creiamo le condizioni di occupabilità prima ancora della laurea. “La domanda supera l’offerta. Questo permette ai giovani laureati di cominciare a contrattare la retribuzione economica (1323 euro la retribuzione netta mensile di media). Su un punto – ribadisce il rettore parlando ai primi anni - voglio essere chiaro: rifiutate i tirocini formativi. Li abbiamo fatti noi dentro l’università. Chiedete un contratto, magari a tempo determinato, ma che corrisponda a un investimento che l’azienda fa sul capitale umano”.

L’idea dei doppi turni rimanda il sindaco Calcinaro ai tempi universitari di Bologna, dove la divisione A-L, M-Z era la routine: “Pochi giorni fa mi hanno chiamato e mi hanno detto: ‘abbiamo oltre 140 iscritti, come facciamo?’ Ho visto subito l’opportunità”. Che per Calcinaro ha già un progetto: “In prospettiva, con il recupero dei palazzi dopo il sisma, vedo la sede dell’Annibal Caro come naturale luogo di sviluppo della Politecnica. Questo anche pensando all’idea del professor Amodio di portare un Master a Fermo”. Aggiunge Stefano Pompozzi, vicepresidente della Provincia: "Questa può essere la principaale risorsa per la città e il suo territorio. Puntiamoci tutti sull'università". 

Più immatricolati, più gruppi, più turni di lezione: “Finalmente le imprese stanno capendo a cosa serva l’ingegnere gestionale, quello capace di pianificare i processi produttivi che si appoggiano sulla digitalizzazione delle azioni. Non è solo un fatto tecnologico di avere più robot o veicoli autonomi, ma è un problema organizzativo, perché il processo produttivo cambia, cambiano i prodotti e la previsione dei prodotti”.

Annuiscono al suo fianco due dei grandi sponsor dell’Università a Fermo, la Fondazione Carifermo, “Noi ci siamo da sempre e continueremo a sostenerci” sottolinea l’avvocato Alberto Palma, e la Camera di Commercio, “. Il made in Italy è un marchio che nel mondo è al secondo posto per gradimento, per questo servono aiuti per far sì che le aziende riescano a resistere sul mercato. Siete voi i veri specialisti da abbinare all’imprenditore che sa far cose”.

Cresce Ingegneria, cresce Fermo: “Cerchiamo di essere a vostra misura. È cresciuta l’interazione coni rappresentanti degli studenti. La città ha bisogno delle vostre iniziative, ma è anche una città che cercherà di darvi dei motivi per vivere questa nostra Fermo”. Quella dell’interazione degli alunni con la città è uno degli obiettivi che si dà anche il rettore: “Non sentitevi ospiti, ma protagonisti. Proponete iniziative, fatevi conoscere, portate il vostro essere nel cuore di chi vi ospita”.

Ricordando sempre che studiando un posto di lavoro è quasi garantito: “Vi vogliono, vi cercano, ma voi fatevi pagare” è la chiusura del vulcanico rettore, l’uomo che parla ai grandi come alle matricole sempre con il sorriso di chi sta facendo qualcosa ogni giorno per migliorare il futuro: “I laureati sono pochi, non credete a chi dice che sono troppi. La voglia del capitale umano c’è. Voi siete sull’autostrada che vi porterà a contribuire allo sviluppo del Paese”.

@raffaelevitali 

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