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Il profilo. La Chiesa di Fermo nelle mani di don Rocco Pennacchio: parroco, economista della Cei e ora arcivescovo

donrocco

“Non siamo padroni del denaro che ci troviamo a gestire, ma siamo i suoi custodi perché sia messo a frutto. E questo non solo badando al risultato, ma anche al senso di quel che facciamo e ai suoi destinatari” è stato il suo approccio da economo negli anni di gestione in cui si è rapportato anche con i grandi gruppi internazionali.

di Raffaele Vitali

FERMO – Ma chi è don Rocco Pennacchio, 54enne parroco di Matera, che da domani sarà il nuovo arcivescovo di Fermo? Una storia particolare quella del parroco chiamato a ricoprire l’importante incarico in una delle diocesi più importanti del centro Italia al posto di Conti, l’arcivescovo delle poche parole ma sempre dette in modo preciso e intenso.

Pennacchio è arrivato tardi alla tonaca: è stato ordinato nel 1998. Ma da quel momento la sua fede e il suo comportamento ne ha accresciuto il ruolo all’interno del mondo della Curia. Fino ad arrivare alla prima importante nomina: nel 2011 è stato scelto dalla Cei, la conferenza episcopale italiana, come nuovo economo. Una scelta dettata anche dal passato di don Pennacchio, che ha lavorato per lunghi anni in banca.

Il mandato durato quattro anni è terminato nel 2016, quando ha lasciato il posto al diacono bresciano Mauro Salvatore per riprendere la sua guida dei parrocchiani a Matera. Dalla città lucana a Fermo il passo è importante, ma Pennacchio arriva nel momento giusto. Le sue qualità, oltre che di uomo di Dio, di economo aiuteranno Fermo nelal difficile gestione del post terremoto. Arriveranno risorse, ci saranno scelte importanti e Pennacchio è l’uomo giusto per Papa Francesco per seguire la comunità.

“Non siamo padroni del denaro che ci troviamo a gestire, ma siamo i suoi custodi perché sia messo a frutto. E questo non solo badando al risultato, ma anche al senso di quel che facciamo e ai suoi destinatari” è stato il suo approccio da economo negli anni di gestione in cui si è rapportato anche con i grandi gruppi internazionali.

Da monsignor Conti eredita una diocesi un po’ anziana, sarà quindi importante che il nuovo arcivescovo, che è giovane, riesca ad attirare nuove figure, ma anche una diocesi che ha saputo rispondere con forza a duri attacchi, come quelli delle bombe contro i parroci di Fermo. Si creerà una sua squadra, partendo da un vantaggio: è simpatico, è uno che sa coinvolgere i giovani e che, soprattutto, saprà amministrare al meglio le risorse.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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