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Domenica stellare a Fermo: Ortezzano porta la pigiatura dell'uva, la Cna i prodotti locali, i sommelier i migliori vini

uvafermo

“Da coltivare la terra a coltivare il territorio” è lo slogan di Giorgio Ligliani, presidente della Cna di Macerata: “L’idea delle piazzette dei mestieri e dei sapori, nata nel 2014 con la Copagri, parte dalla sinergia con il territorio. Un’idea per portare nei centri storici il territorio, riportando le persone a vivere dove invece dove da troppo spesso ci si allontana".

FERMO – Acqua dal cielo e vino in tavola. Questo sarà il 3 settembre a Fermo, sperando nel miracolo che fermi Giove Pluvio, con la nuova edizione di ‘Di uva in vino’ che per l’occasione si abbina alla puntata di Fermo&Friends che rende protagoniste le Pro Loco dei comuni terremotati nella piazza di Fermo.

Pigiatura del vino, balli folkloristici: Ortezzano animerà la giornata. Ma non basta, ci sarà anche il mercatino della Cna Copagri: “Il mercatino dei prodotti debutta a Fermo. Una prima volta che diventerà un appuntamento quindicinale, il primo e terzo sabato di ogni mese fisso. Un mercatino di eccellenze agricole che aiuterà a riprendersi anche il mercato del sabato” spiega l’assessore al commercio di Fermo, Mauro Torresi.

Prosegue quindi la collaborazione con i l territorio: la Confartigianato porta i prodotti tipici nel negozio dopo l’arco di palazzo dei Priori, la Cna organizza il mercatino, la Confcommercio investe sulla costa con Lungomondo. “Con chi vuole dialogare noi lavoriamo, poi ci sono associazioni (Assocommercianti, ndr) che non lo vogliono e quindi ognuno per la sua strada”. Carlo Pagliacci riassume lo spirito solidale di Fermo&Friends: “E’ la valorizzazione delle produzioni locali, dal vino al cibo. Questo significa essere amici, collaborare e stare insieme”.

ORTEZZANO PROTAGONISTA

Emidio Calisti guida la Pro Locco di Ortezzano, Daniela Carpioni è una delle consigliere più attive e Mario Borroni, ortezzanese, è il numero uno Unpli Marche. “Terzo appuntamento per la rassegna. Abbiamo creduto nella pigiatura del vino e domenica promuoveremo la nostra festa del vino, prevista per domenica 17. Le Pro Loco vengono a Fermo non tanto per guadagnare, ma per avere una vetrina che le aiuti in futuro” spiega Borroni. “Misurarci a Fermo per noi è una sfida. Un anno fa venimmo dopo la festa, mostrando la pigiatura, quest’anno anticipiamo e speriamo che diventi il volano pe Ortezzano” aggiunge il presidente Calisti. “La pigiatura come momento di rievocazione del passato” spiega la consigliera Daniela Carpioni, che ha padre e figlia protagonisti nella pigiatura e nel far rivivere i momenti storici.

IL MERCATINO CNA

Si chiama Piazza dei Sapori ed è affidata alla Cna, che si presenta con i vertici di Fermo, Paolo Silenzi, Macerata, Giorgio Ligliani, e Copagri, Andrea Passacantando. “Cresce la collaborazione con l’amministrazione. Il prodotto enogastronomico rappresenta il territorio, insieme alle scarpe, e continua a crescere. Noi abbiamo coinvolto aziende anche di fuori provincia che noi sosteniamo. Questa domenica creiamo una piattaforma, che vuole diventare protagonista il primo e terzo sabato del mese. Macerata ha una esperienza consolidata e quindi abbiamo deciso di lavorare insieme per far decollare questa nuova iniziativa” spiega Silenzi.

“Da coltivare la terra a coltivare il territorio” è lo slogan di Giorgio Ligliani, presidente della Cna di Macerata: “L’idea delle piazzette dei mestieri e dei sapori, nata nel 2014 con la Copagri, parte dalla sinergia con il territorio. Un’idea per portare nei centri storici il territorio, riportando le persone a vivere dove invece dove da troppo spesso ci si allontana. Non parliamo di semplici mercatini, ma di rivalutazione dei sistemi produttivi legati alla storia”. Si va oltre la rivendita, perché sono i produttori stessi in mostra: “Saper comunicare al consumatore finale quello che c’è dietro al prodotto artigianale, dal sapore al sapere. Una sfida nata dopo aver testato cinque giovani che davanti a un prodotto industriale e a uno artigianale hanno scelto il primo”. Le aziende chiedono strumenti per lavorare, non potendo delocalizzare la terra: “Se la popolazione terremotata sta sulla costa, come facciamo a lavorare: a chi vendiamo? Questo mercatino è una prima risposta, come lo sono i gazebi che abbiamo comprato e che mettiamo a disposizione delle imprese che vogliono vendere fuori dalla propria zona” aggiunge Passacantando.

Luciana Testatonda spiega l’organizzazione: “Domenica non ci sarà animazione, ma nelle prossime occasioni ci saranno laboratori esperienziali e show cooking che coinvolgano gli chef locali. Il 2018 saranno l’anno del cibo, noi ci stiamo preparando per promuovere le potenzialità”.

DI UVA IN VINO

Dopo averla pigiata l’uva la si può bere con le cantine selezionate da Barbara Paglialunga e dall’Ais guidata da Stefano Isidori. Sono 26 le cantine che hanno aderito: “Non facile, stanno lavorando nei campi. Ogni cantina che partecipa l’ho visitata. I produttori hanno gradito la richiesta, ma il tempo non li aiuta. Sanno che è un modo di pubblicizzare il territorio. Siamo in difficoltà, credo che in molti non si rendano conto della situazione”. Ci credono i viticoltori perché sanno che le loro bottiglie sono nelle mani dell’Ais: “I prodotti vanno spiegati e con il vino la cantina, la storia, la composizione del vino e il modo di lavorarlo”. Ci saranno anche prodotti nuovi, mai messi sul mercato, altri porteranno vini del 2009 e del 2011 che sono state tra le migliori.

“Un banco d’assaggio e tre degustazioni per vivere le cantine: alle 12 le bollicine, alle 18 i vini del Biofestival di Pedaso, alle 20 spazio alle cantine fermane che hanno aderito alle degustazioni. Il tutto affidato ai sommelier dell’Ais e ai degustatori ufficiali che realizzano le guide regionali e nazionali”. Il banco di assaggio si apre alle 17, con rossi, bianchi e rosati. Non sono in vendita i vini, così poi chi resterà colpito andrà in cantina: “investono i produttori che stanno creando sale degustazioni all’interno delle strutture. Provare per credere” conclude la Paglialunga che è convinta che questa vendemmia così complicata, e al contempo controllata, darà vita a una produzione di alta qualità.

CONCLUSIONE

Fermo prova a essere il fulcro del recupero della tradizione. “Un lavoro di ricucitura che va oltre il singolo evento. Il centro storico diventa la nostra rete piena di vitalità. Artigianato, tradizione ed enogastronomia come veicolo di rilancio. Ogni Pro Loco porta il suo mondo e così le associazioni di categoria, con un solo filo conduttore: il recupero delle tradizioni”. Che poi potrebbero crescere ancora di più se passasse la legge regionale sulle sagre: “E’ ferma in Regione, ma non ci fermiamo” concludono Borroni e la consigliera Mancinelli che vorrebbero questi eventi sempre più volano del territorio con prodotti solo marchigiani sui banconi. “come avverrà domenica in piazza del Popolo” è il commento dell'assessore Francesco Trasatti.

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