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Tamburini, arcieri e forzuti: tre trofei per tre contrade. La Cavalcata dell'Assunta regala spettacolo

cavalcatagruppo

Giorni felici, giorni di sfide, giorni di passione: il tutto in attesa del 15 agosto, quando i cavalli con i loro fantini affronteranno le diffidi curve per conquistare il Palio.

FERMO – Tre trofei, tre contrade vincitrici. La Cavalcata dell’assunte ha preso il ritmo. Ha iniziato con quello dei tamburini, poi ci ha pensato la mira degli arcieri a entusiasmare i contradaioli e infine il boato dei muscoli dei tiratori di canapo. In mezzo, lo spettacolo delle hostarie in piazza del Popolo.

Giorni felici, giorni di sfide, giorni di passione: il tutto in attesa del 15 agosto, quando i cavalli con i loro fantini affronteranno le diffidi curve per conquistare il Palio.

Tutto ha avuto inizio con il Gallo d’Oro che è andato aa fiorenza. La contrada vincitrice del Palio 2016 è ripartita dal un trofeo e lo ha fatto entusiasmando il pubblico, dimostrando di quanto lavoro ci sia durante l’anno nei garage e nelle sedi. Ivon Belà, Lucia Del Gatto, Francesca Ercoli, Beatrice Incipini, Sara Lombardo, Silvia Marini, Sofia Panichi, Giada Pasquini, Martina Pellini, Silvia Squarcia (contatempo Marika Pellini) sono le componenti del gruppo bianco viola che ha ricevuto il Gallo d'Oro. “Non celo aspettavamo” ha ribadito il priore Lorenzo Giacobbi.

Poi ci si è spostati da piazza del Popolo al Girfalco. Qui sono entrati in scena i Robin Hood fermani. che in questo caso hanno lo stesso cognome: Montagnoli. Padre e figlio, Renato e Alessandro, sono i volti di contrada San Martino. Terza vittoria nel Tiro per l’Astore, nulla ha potuto Campiglione in finale. Difficile non entusiasmarsi per Renato Montagnoli che è arciere e priore della contrada: “Avevo la sensazione di non essere all'altezza delle aspettative della contrada ma soprattutto di mio figlio maggiore, che tiene moltissimo a questa sfida”.

Infine, il canapo. Girfalco gremito di contradaioli urlanti. Perché la forza richiede sostegno. Ma quando di fronte hai un gruppo come San Bartolomeo, anche se ti chiami Campolege devi capitolare. Ed è successo per il secondo anno di fila. Ma le mani dei forzuti in maglia rossa non tremano più, come avvenuto per quasi dieci anni, e salde stringono quella corda simbolo di una terra che sa sempre rialzarsi, anche quando si trova a pochi centimetri da terra.

Per tuti stasera grande festa in piazza, con l’ultimo giorno delle hostarie prima di lasciare spazio alle bandiere, venerdì, e alla ratta dei barberi che assegnerà a ogni contrada il cavallo da corsa. Il Palio si avvicina e con la gara la sfilata dello storico corteo sotto la regia di Oberdan Cesanelli.

@raffaelevitali

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