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Le donne della legalità: Di Lullo e Canigola, una firma per appalti più sicuri

Il Prefetto Di Lullo e la Presidente della Provicia Canigola

Pensando al Fermano, il primo settore da controllare è quello della ricostruzione post terremoto “che non può essere disgiunta dai rigorosi controlli nelle procedure di appalti di opere, forniture e servizi”.

FERMO - Due donne, due firme, un futuro più sicuro. È stato firmato oggi dal prefetto Mara Di Lullo e dalla presidente della Provincia, Moira Canigola, il ‘Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici’. Un lungo nome che significa lavori più sicuri, aziende selezionate, provincia più tranquilla.

“Il protocollo – spiegano Canigola e Di Lullo - propone di salvaguardare la realizzazione di opere e la prestazione di servizi di interesse pubblico da ogni tentativo di infiltrazione da parte di gruppi legati alla criminalità organizzata in grado di condizionare, anche attraverso modalità corruttive, le attività economiche e finanziarie nei settori di pubblico interesse, sia in forma diretta che attraverso imprese e società controllate”.

Con l’economa in difficoltà, il controllo della legalità diventa sempre più difficile prevenire il rischio che imprese legate ad organizzazioni criminali tentino, avvalendosi delle proprie risorse finanziarie, di penetrare i principali settori dell’economia legale ed in particolare quello degli appalti pubblici.

Pensando al Fermano, il primo settore da controllare è quello della ricostruzione post terremoto “che non può essere disgiunta dai rigorosi controlli nelle procedure di appalti di opere, forniture e servizi”.

Il protocollo, che ha nella Stazione Unica Appaltante un riferimento, prevede tre soglie di riferimento: 1.000.000 di euro per gli appalti di opere o lavori pubblici; 150.000 euro per i subappalti e/o subcontratti; 150.000 euro per le prestazioni di servizi e forniture pubbliche.

Le imprese che vogliono ottenere lavori pubblici per quegli importi, dovranno superare una serie di clausole: obbligo di denunciare alle competenti Autorità ogni illecita richiesta di denaro, prestazione, ogni proposta vantaggiosa formulata prima della gara o nel corso della esecuzione della prestazione, ogni illecita interferenza nelle procedure di aggiudicazione o nelle fasi di esecuzione.

Ora, dopo la firma delle due donne ai vertici delle Istituzioni, si attendono quelle dei sindaci e di chi guida enti pubblici. 

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