La nota stonata del Ministero che spaventa il Conservatorio: tutti in strada per suonare la protesta

mazzoni verducci cocco

A Fermo sabato pomeriggio ci saranno degli studenti che suoneranno nella loggetta della biblioteca in piazza, qualcuno sulla scala di palazzo dei Priori. Saranno un richiamo verso il conservatorio dove ci sarà un concerto maratona con gli allievi.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Non è corretto quello che accade. Non sapete quanto sacrificio e quante energie ci vogliono. Per noi – spiega Stefania Cocco, studentessa e rappresentante degli studenti del Pergolesi – vedere il nostro titolo perdere di valore non è accettabile. Ci teniamo alla nostra formazione, noi abbiamo scelto di fare musica, di fare della musica il nostro lavoro”.

La musica, però, può anche essere amara. Soprattutto se il Governo non ha le idee chiare, o meglio le ha sbagliate. Almeno secondo i vertici del conservatorio Pergolesi di Fermo e di altri 53 che si sono ritrovati a Roma per dire ‘no’.  “Un quadro estremane difficile, sia dal punto di vista normativo, con la riforma del ’99 ancora inattuata, sia dal punto di vista finanziario” precisa il presidente Carlo Verducci.

La nota dolente la affronta il direttore Mazzoni: “Il 26 gennaio, durante la riunione dei direttori, abbiamo saputo quello che stava per accadere e subito ci siamo confrontati con gli studenti. È arrivata l’ora di chiedere le garanzie al ministero sul futuro del conservatorio”. Che per una volta si muove in modo unanime il mondo della musica, in ogni sua componente.

“Chiediamo attenzione e garanzie per la qualità formativa dei giovani e per sviluppare il sistema. Vogliamo il completamento della riforma, attesa da 16 anni, un nuovo sistema di reclutamento, la statalizzazione degli istituti musicali e l’incremento delle risorse”.

Per far capire al Governo quello che vogliono, i conservatori useranno gli unici strumenti a disposizione, quelli musicali. La giornata di alta formazione e mobilitazione nazionale per urlare il disagio in cui i Conservatori si trovano.

A Fermo sabato pomeriggio ci saranno degli studenti che suoneranno nella loggetta della biblioteca in piazza, qualcuno sulla scala di palazzo dei Priori. Saranno un richiamo verso il conservatorio dove ci sarà un concerto maratona con gli allievi. “Suoneremo – precisa il direttore Mazzoni - il Requiem e i Crisantemi di Puccini per coro e orchestra, tutti diretti da Stefania Cocco. Speriamo che la città ci stia vicino e partecipi”.

Il timore è chiaro: “Il Ministero sembra intenzionato a favorire alcune scuole private attivando corsi con uguale valore. Diventa una concorrenza sleale. Noi siamo soggetti a determinati controlli e requisiti, con Cda e revisori, reclutamenti imposti con bassa possibilità di scelta. Il privato, invece, si muoverebbe in libertà con la possibilità di reclutare docenti di alto livello”. Dando addirittura diplomi in tempi più brevi.

“Sono sarda, ho scelto Fermo per la qualità. Ci sono ragazzi cinesi, armeni, giapponesi: per noi questa è la nostra famiglia. Noi protestiamo per difendere anche questo, un luogo dove si stringono amicizie e rapporti professionali”. Che magari sarebbe accresciuti con maggiori risorse, quelle che i conservatori chiedono da anni, considerando che hanno più iscritti dell’università di Bologna, “Gli studenti sono 50mila, il 10% di stranieri, i docenti 6mila”, ma prendono finanziamenti molto inferiori, che non raggiungono 12milioni di euro.

Contro tutto questo niente picchetti o striscioni, ma musica. Di qualità, come la loro formazione che difendono contro le ingerenze della politica. “Il problema – chiude Rosanna Galdi, membro del Miur in Conservatorio – è che Beni Culturali si è intromessa in una quesitone di Pubblica Istruzione. Un errore a cui porre rimedio per tutelare una eccellenza”. 

@raffaelevitali