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Cadavere nel cantiere di via Respighi: alcool e droga dietro la morte

mortorespighi

Tutto lascia pensare a un malore, considerando che l’uomo, che avrebbe tre figli, era noto ai servizi sociali e spesso andava a mangiare alla mensa del Ponte.

FERMO – Un morto tra le piante alte e gli scheletri di via Respighi. Un uomo di origini africane è stato ritrovato questa mattina dai vigili urbani. Sembrava un giallo, ma il caso è rientrato nel giro del passare dei minuti. Il volto era rivolto sul pavimento, nella nuca nessun segno di violenza.

I vigili urbani, chiamati dai cittadini che da giorni sentivano rumori all’interno del cantiere, sono entrati nel cantiere e hanno fatto la macabra scoperta. Tutto lascia pensare a un malore, considerando che l’uomo, che avrebbe tre figli, era noto ai servizi sociali e spesso andava a mangiare alla mensa del Ponte.

Problemi di alcol e di droga per l’uomo, che viveva all’interno del cantiere, oltre a un giaciglio è stato trovato un allaccio spartano alla corrente elettrica con un piccolo neon, con un altro paio di persone. E proprio altri due nordafricani sono quelli che la Polizia, che ha preso in mano le indagini, sta cercando. Magari per provare a capire cosa sia successo.

Sullo stato di decomposizione del corpo, gli inquirenti chiariscono che non è detto che fosse lì da settimane, in quanto il caldo di queste giornate potrebbe anche in pochi giorni averne accelerato la decomposizione. Già sono stati sentiti alcuni residenti che avevano segnalato la presenza di persone nell’area che è sotto sequestro da anni. 

Raffaele Vitali

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