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Astorri: "La salma è tornata in Nigeria". Chinyere: "Emmanuel è morto per difendermi". E ora silenzio

emmanueltomba

Domani Fermo verrà pacificamente invasa, dalle 19, da decine di associazioni da ogni parte d’Italia per la manifestazione organizzata dal comitato 5 luglio per dire non al razzismo.

di Raffaele Vitali

FERMO – Finalmente torna casa. In quella terra da cui era scappato e che lo riabbraccia senza vita. L’avvocato Titti Astorri è riuscita nell’impresa: superare tutta la trafila burocratica per permettere alla salma di Emmanuel, il richiedente asilo ucciso a Fermo il 5 luglio del 2016, di essere sepolta in Nigeria. Burocrazia e costi erano stati i due blocchi che l’avvocatessa, assieme ad altre persone che hanno speso tempo ed energie per aiutare la vedova Chinyere in questa impresa, ha superato.

Domani Fermo verrà pacificamente invasa, dalle 19, da decine di associazioni da ogni parte d’Italia per la manifestazione organizzata dal comitato 5 luglio per dire non al razzismo. Non ci sarà l’avvocato Astorri: “Non partecipo, ma di certo ascolto”. Ma soprattutto non ci sarà Chinyere: “Non vuole rilasciare dichiarazioni, né unirsi ai cortei, essendo molto amareggiata, perché tante, troppe voci hanno tentato di offuscare la sua immagine e quella del suo uomo” spiega l’avvocatessa.

Per chiudere questa pagina dolorosa la vedova voleva solo realizzare il sogno di Emmanuel, essere sepolto a casa. Il costo era alto, ma Mancini ha pagato quanto dovuto e altre risorse sono state trovate per raggiungere la somma necessaria. Ora Chinyere potrà proseguire la sua vita, lontana dal fermano, lontana dai clamori. Non ha mai accettato interviste, non ha speculato un solo giorno su una vicenda dolorosa che l’ha privata della sua anima gemella. “In questi mesi si è raccontata un'altra verità dei fatti, rappresentando un Emmanuel aggressivo, violento e pericoloso, arrivando addirittura a farlo appartenere alla mafia nigeriana, tentando di far dimenticare, così, che Emmanuel, invece, è morto solo per difendermi”. Sono queste le parole che Chinyere ha affidato alla Astorri nel giorno che la salma è partita per la Nigeria.

Non parleranno più di questa vicenda i protagonisti, non lo faranno domani quando alle 19 partirà il lungo corteo prima dello spettacolo in piazza del Popolo affidato a Neri Marcorè e a tanti gruppi musicali. Ma prima, il legale un punto lo vuole precisare, partendo proprio dalle parole della vedova: “Il procedimento penale apertosi presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Fermo per il presunto reato di associazione a delinquere di stampo mafioso si è concluso in data 13 marzo 2017 con un'ovvia archiviazione. Solo un effettivo processo penale avrebbe chiarito le giuste posizioni delle parti coinvolte e portato alla luce la verità dei fatti, senza tante campagne mediatiche e politiche, visto che, come ho sempre sostenuto sin dall'inizio, i processi si fanno nelle aule di giustizia con le carte alla mano. Ma questo ormai appartiene al passato e le sentenze, anche quelle di patteggiamento, si rispettano sempre”.

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