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Donare è bello, da giovani è ancora meglio: quattro liceali aprono la strada dell'Avis agli alunni fermani

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andro Santanafessa, presidente di Porto San Giorgio dinamico e in prima linea anche con l’Admo, è un fiume in piena, vorrebbe coinvolgere tutte le scuole, fare proselitismo: “Creare gruppi scolastici legati all’Avis è importante. Ragioneremo con i dirigenti per inserire progetti nei Pof”.

FERMO – “Crescono le richieste di sangue d’estate a causa dei tanti incidenti stradali”. La primaria di Medicina Trasfusionale, Giuseppina Siracusa, si prepara ad affrontare il periodo più caldo. E lo fa sapendo di poter contare su forze fresche, come le vene ricche di sangue di quattro 19enni che hanno scelto di diventare donatori Avis dopo un incontro organizzato come Consulta provinciale giovani.

“Abbiamo tutti un donatore in famiglia, ma è stato ascoltare il dottor Viozzi e capire l’importanza del sangue in questo periodo di calamità che ci ha spinto ad avvicinarci all’Avis” spiegano Francesca Compieta, quinto Linguistico, Edoardo Candori, Lorenzo Ripa e Giacomo Gismondi, quinto Ragioneria. Si sono avvicinati insieme i tre ragazzi, con grande consapevolezza Francesca:” Prima sono diventata donatrice Admo, poi Avis. Ho capito che c’è grande paura dietro una donazione, quando invece è tutto molto semplice”.

Su questo interviene la Siracusa: “Questo vi chiedo, di sfatare il mito dell’ago. Parlatene con i vostri coetanei, fateli avvicinare”. È questo uno degli obiettivi dell’Avis che ha in Giovanni Lanciotti il riferimento costante, “i progetti con le scuole sono fondamentali, ma questi quattro studenti ci dicono qualcosa di più, visto che l’assemblea l’hanno organizzata loro stessi, senza essere spinti da qualcuno”. Sandro Santanafessa, presidente di Porto San Giorgio dinamico e in prima linea anche con l’Admo, è un fiume in piena, vorrebbe coinvolgere tutte le scuole, fare proselitismo: “Creare gruppi scolastici legati all’Avis è importante. Ragioneremo con i dirigenti per inserire progetti nei Pof”.

L’appoggio certo è quello del sindaco Paolo Calcinaro: “Non sono qui per spot, mi sono avvicinato all’Avis e sto completando le analisi prima di poter donare. L’esempio va dato, sempre”. Ascoltano i quattro liceali attesi dall’orale di Maturità, anche quando il primario gli dà indicazioni sul buon vivere:” Fumare è vero che non è un limite (due ragazzi hanno ammesso di fumare 4-5 sigarette al giorno, ndr) ma è tutta una questione di esempio. Se avete voglia di sballarvi il sabato sera, meglio non cercare l’Avis. perché se anche le analisi diranno che potete donare, è l’esempio che date a voi stessi e a chi vi guarda che non farebbe bene. Aiutare gli altri è importante, ma deve essere fatto con convinzione”. E Francesca, Lorenzo, Edoardo e Giacomo ce l’hanno: “Cercheremo anche di avvicinare altri nostri amici. Siamo certi che anche i prossimi studenti di quinta superiore sapranno coinvolgere i propri compagni organizzando incontri per capire. E quindi venire poi a donare”. 

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