L'affondo di Italia Nostra: "Auto in piazza del Popolo? Miopia politica"

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Niente auto quindi, perché lo svuotamento non lo si risolve con smog e traffico. Meglio riempire i negozi. Serena: "Rilanciamo anche il Girfalco con una piadineria birreria".

FERMO – “Le auto in piazza del Popolo no”. La voce di Italia Nostra, e del suo combattivo presidente Elvezio Serena, torna a farsi sentire. Tanti i motivi che portano l’associazione a bocciare i progetto dell’amministrazione Calcinaro.

Venti le auto chieste dall’assessore Torresi, dodici quelle che il sindaco è pronto a concedere. Zero quelle che invece sogna Elvezio Serena. Che poi zero, anche oggi che c’è il divieto, non sono mai state vista la deregulation che regna nella parte alta della piazza.

“Tolta la pista su ghiaccio, che avrei visto molto bene a piazzale Azzolino, se non addirittura al Girfalco (dove si poteva far arrivare anche il trenino), tolte le casette in legno (molte delle quali rimaste chiuse per diversi giorni), che vedo meglio in Alto Adige e comunque non in Piazza, ora torna la smania di riempire il salotto cittadino: invece che con le persone, con le auto” sottolinea amaramente ironico Serena ripensando al lungo periodo natalizio che ha riempito la città “togliendo quella spazialità architettonica e la grande monumentalità al gioiello fermano.

Ma le critiche non finiscono qui: “Ci hanno segnalato musica e rumore fino a notte inoltrata. A questo punto vorrei porre una domanda: quando la piazza era occupata da queste strutture dove hanno parcheggiato i relativi fruitori?”. Niente auto quindi, perché lo svuotamento non lo si risolve con smog e traffico. Meglio riempire i negozi: “Utilizzare vetrine e negozi per promuovere attività, con l’auspicio qualcuno si interessi per impiantarvi un esercizio commerciale. Va creato e segnalato, l'anno prossimo, un vero e proprio percorso. Si, perché Fermo vive grazie alla cultura, i musei, il teatro, il cinema, gli spettacoli, i concerti, i convegni, ecc. Ma la cultura non basta: Fermo vive e può continuare a vivere ogni giorno dell’anno con il commercio, che deve essere qualificato, specializzato e concorrenziale”.

Il Comune da solo però non basta, serve l’impegno delle associazioni di categoria: “Manca una pasticceria, manca un negozio di fiori, manca un negozio specializzato di scarpe e cappelli”. E poi c’è il Girfalco, il gioiello sottoutilizzato: “Oltre a far ripartire la Casina delle Rose (per un turismo dignitoso a Fermo non sono sufficienti i Bed & Breakfast, ci vuole un altro hotel, possibilmente di classe), si dovrebbe concedere l’ex casa del custode per una attività di panineria, spaghetteria, yogurtiera, gelateria, pizzeria, birreria, stuzzicheria, piadineria”.

Critiche ma anche idee da Italia Nostra. Ma sulla piazza, difficile immaginare un ripensamento del comune, visto che il sindaco stesso si è convinto a riaprire il gioiello cittadino ad almeno dodici auto. “Sarebbe una scelta di totale miopia. Anche il Commissario prefettizio, lo scorso anno, affermò: perché farci un parcheggio, la piazza è tanto bella così. E nessuno ha detto più niente”. Ma il commissario non doveva rispondere a elettori e negozianti. Calcinaro sì.

r.vit.