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Fermo, cinque medici specializzandi rimborsati con 150mila euro dallo Stato: non erano stati mai pagati

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Il rimborso è frutto di una azione collettiva guidata da Consulcesi, realtà leader a livello internazionale nell’assistenza legale in sanità. I marchigiani incassano 760mila euro, così divisi: 6 Ancona per 229mila euro, 4 Ascoli piceno per 132mia, 5 Fermo per 156mila euro e 7 Macerata con 251mila.

di Raffaele Vitali

FERMO – Si muovono come angeli custodi dei medici, in particolare di chi vede violati i propri diritti. A cominciare dagli specializzandi, figure chiave del sistema sanitario, ma troppo spesso dimenticate quando si parla di stipendi. Ma il vento sta cambiando e grazie anche a Consulcesi stanno arrivando milioni di euro di rimborsi per i medici ex specializzandi marchigiani. La campagna “37 milioni in 37 giorni” attraverso cui Consulcesi consegna assegni di rimborso firmati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore di quanti si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, così come previsto dalle direttive Ue, ha permesso a 22 medici della Regione di incassare quanto dovuto.

Il rimborso è frutto di una azione collettiva guidata da Consulcesi, realtà leader a livello internazionale nell’assistenza legale in sanità. I marchigiani incassano 760mila euro, così divisi: 6 Ancona per 229mila euro, 4 Ascoli piceno per 132mia, 5 Fermo per 156mila euro e 7 Macerata con 251mila. Consulcesi fino a oggi ha difeso migliaia di medici portando lo Stato a rimborsare 530 milioni di euro. “Una cifra già elevata, ma destinata a crescere ulteriormente nelle prossime settimane visto che sono attese nuove sentenze e sul tema la giurisprudenza è ormai consolidata. In questo quadro e, di conseguenza, di fronte ad una continua emorragia di fondi pubblici da tempo si ragiona su un accordo transattivo per scongiurare un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. Questo è quanto previsto anche dal Ddl 2400, attualmente in discussione al Senato, ma ancora arenato nelle Commissioni perché le modifiche proposte (spesso, paradossalmente, proprio da chi rappresenta i medici) hanno finito con “allargare le maglie” delle richieste, allungando i tempi e minando la sostenibilità economica del provvedimento”. Spiega il presidente Massimo Tortorella.

Queste sono somme dovute che ridanno dignità a quei professionisti che negli anni della specializzazione sono stati penalizzati dalla mancata applicazione delle direttive Ue. “Molti di loro, peraltro, spesso erano costretti a trovare delle occupazioni in quello che doveva essere il loro orario di riposo per potersi mantenere. Per loro, questo rimborso diventa anche un vero e proprio momento di riscatto, atteso ancora da tanti colleghi ai quali suggeriamo di attivarsi per non perdere questo diritto, messo a rischio dai ravvicinati termini prescrittivi” prosegue Tortorella.

Per tutelare i propri diritti bisogna però agire. Consulcesi spiega come: “Due le strade: produrre un atto interruttivo gratuito oppure avviare l’azione legale, aderendo alla prossima azione collettiva del 15 luglio”.

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