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Tariffe, discariche e raccolta: l'Ata di Fermo prende vita. I Comuni mettono i tecnici, Ascoli paga il piano d'Ambito

discaricarifiuti

Poi tre punti finalizzati alla partenza dell’Ata. È stata costituita, ma non è mai entrata in funzione. La Provincia ha chiesto all’assemblea diverse cose: di iniziare con il piano d’ambito che sarebbe il progetto che riorganizza il discorso ambiente, dalla raccolta agli impianti fino alle tariffe e alle discariche.

di Raffaele Vitali

FERMO – Una lunga riunione in Provincia guidata dall’assessore all’Ambiente Stefano Pompozzi con quaranta sindaci presenti. Si parla di rifiuti, o meglio di Ata. Quattro i punti all’ordine del giorno discussi con la presidente Moira Canigola e dal dirigente Fausti. Il primo, il più semplice, per creare un logo. Verrà affidato alle scuole il compito di realizzare un simbolo da usare. In questo modo nessun incarico esterno, ma valorizzazione del territorio.

Poi tre punti finalizzati alla partenza dell’Ata. È stata costituita, ma non è mai entrata in funzione. La Provincia ha chiesto all’assemblea diverse cose: di iniziare con il piano d’ambito che sarebbe il progetto che riorganizza il discorso ambiente, dalla raccolta agli impianti fino alle tariffe e alle discariche. La fotografia dell’attuale rivolta al futuro con il piano su come coprire i costi, mantenere le tariffe basse e non riempire le discariche. Alla fine della discussione, essendoci stata una deroga fino al 30 giugno per la redazione del piano altrimenti l’Ata verrà commissariata, si è parlato dall’accordo firmato con la Provincia di Ascoli in occasione della presa in carico di rifiuti piceni. In quell’accordo Ascoli aveva garantito una somma per favorire la progettualità di Fermo. L’Ata ha chiesto che la Provincia di Ascoli paghi il progettista del piano, in modo da non gravare sui Comuni e accelerare le pratiche. La somma di 30-40mila euro quindi verrà pagata da Ascoli, che potrebbe inserire già nel proprio piano d’ambito la somma.

Oltre a questo, si è deciso di trovare un direttore tecnico, uno amministrativo e un collaboratore diretto che possano dare il via all’organizzazione dell’Ambito dei rifiuti. Essendo l’Ata al momento priva di Bilancio, verrà chiesta ai comuni la disponibilità di trovare al loro interno queste figure. Peer un periodo di almeno 5 mesi, tempo che servirà per avviare l’Ata in maniera effettiva e organizzare così dei concorsi con assunzioni per far diventare l’Ata autonoma. I primi due punti, che sono più politici nelal prima fase, sono stati affidati alla Canigola come presidente Ata,

Il terzo e ultimo punto ha riguardato l’Asite, che aveva chiesto di aumentare i costi e di poter conferire più rifiuti speciali in discarica. L’Assemblea ha dato mandato al Comitato di coordinamento dell’Ata per rimodulare, se necessario, le tariffe e il calcolo delle quantità. Verrà fatta una istruttoria e alla fine arriveranno le decisioni. Il tempo stringe, la Provincia accelera. 

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