08162018Gio
Last updateGio, 16 Ago 2018 5pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Casina delle Rose, ecco l'alternativa alla vendita: "Diventi la casa del gusto della dieta mediterranea"

casinavenditarossi
casinnvenditarossi2

Rossi e Torresi: “Non basta il turismo culturale, ci sono almeno cento città che possono valere Fermo, non bastano le feste, che funzionano, per cui bisogna promuovere le unicità del Fermano che racchiudiamo nella dieta mediterranea”.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Il sogno è creare la casa del gusto”. Ma la realtà è ben diversa. Seduti sulle scale della Casina delle Rose, l’albergo che sarà a breve messo in vendita dal comune di Fermo. “Ma noi riteniamo la scelta sbagliata quello che sta pensando di fare l’amministrazione. Ovvero svendere la Casina delle Rose”. Parlano di scelta irresponsabile “anche se in linea con la dismissione dei beni pubblici nazionale” i consiglieri Massimo rossi e Giulia Torresi.

“Riteniamo sia un bene strategico per il rilancio della città che possa far emergere Fermo nel panorama nazionale internazionale”. Uno spot che Rossi traduce in concretezza. “Non basta il turismo culturale, ci sono almeno cento città che possono valere Fermo, non bastano le feste, che funzionano, per cui bisogna promuovere le unicità del Fermano che racchiudiamo nella dieta mediterranea”.

Sei mesi fa Rossi e Torresi, consiglieri di opposizione espressione della Sinistra, lanciarono la proposta dopo un confronto con Slow Food, Marche in Valigia, il Laboratorio della Dieta Mediterranea e gestori di alcuni B&B. “Abbiamo valutato l’ipotesi di valorizzazione del bene e durante una commissione a luglio il lancio della proposta di lavorare assieme”. Da quel giorno, però, silenzio assoluto fino alla comunicazione: “Pur apprezzando le proposte delle minoranze, l’Amministrazione conferma l’orientamento ala vendita. Senza però aver fatto nulla da luglio. E questo ce lo ha confermato il sindaco” ribadisce Massimo Rossi.

Più che messa in vendita, sarà “una svendita” visto che si parla di una vendita al riscatto “con un affitto che permette di retrocedere dall’acquisto dopo tot anni”. Sono amareggiati Rossi e Torresi: “Il comune non ha neppure contattato le associazioni di categoria, non hanno neppure coinvolto l’Ufficio Europa interno per trovare fondi. Insomma, non ha cercato l’alternativa”. I consiglieri immaginavano il Mercato Coperto come luogo delle botteghe dei prodotti, mentre qui un luogo di documentazione della dieta mediterranea, che nel Fermano è nata: eventi, convegnistica, formazione e ricettività, perché dei posti letto sarebbero rimasti”.

Non nasconde la difficoltà dei conti: “Il Comune spiega che non ha le risorse, ma per noi sono trovabili, e che ha urgenza di creare nuova ricettività e per questo puntano sul privato. Queste motivazioni – prosegue Rossi – sono deboli e inconsistenti. E di certo non giustificano la vendita”. Secondo Rossi la ricettività di Fermo si sta basando su B&B, tra l’altro di qualità, ed è quindi inutile parlare di gruppi “visto che ci sono solo 21 camere alla Casina delle Rose”.

E i soldi per fare la casa del gusto? “Mettendo in rete gli attori del territorio, visto che il partenariato dà forza, soprattutto nei progetti europei. E nel breve tamponare la sicurezza con centomila euro comunali. E poi ci sono fondi regionali che possono essere rimodulati per la casina delle rose, visto che al momento sono bloccati. Se ci limitiamo all’ordinario basterebbe un commissario a gestire la città”.

I due consiglieri hanno anche chiamato degli imprenditori per capire se veramente è appetita: “Serve un milione di euro per rimetterla a nuovo e secondo molti in vent’anni di gestione una cordata potrebbe rientrare nella spesa con dieci camere occupate di media. Basta un semplice business plan, visto che un milione lo si ammonta con 60mila euro l’anno di ricavi. Bastava tentare, ma questa amministrazione si sta impegnando nelal gestione quotidiana e non nella progettazione”.

Serve un altro contenitore a Fermo? “Se lavoriamo sul software della città e non sull’hardware sì. Puntiamo sulle unicità del territorio, lo ribadisco”. Resta lo stupore per il parere favorevole al piano particolareggiato della Sovrintendenza alla vendita dell’immobile e al piano particolareggiato. “troviamo sconcertante quanto fato dalla Sovrintendenza che alla soglia dei 70 anni dell’immobile, che diventerebbe così bene culturale, dà un via libera anticipando così il parere obbligatorio del ministero. Noi il 26 marzo 2016 facemmo un esposto con richiesta di nuovo avvio di procedimento per ‘interesse culturale della Casina delle rose’. Un esposto basato sulla storicità della struttura dove ha alloggiato Palmiro Togliatti e dove negli anni ’60 si riprendeva la vita dopo la guerra”. Dopo mesi, il 16 gennaio 2017, è arrivata la risposta: “Visto il verbale della riunione di dicembre 2016, abbiamo già valutato il quadro e non abbiamo ritenuto di doverla inserire tra i beni culturali”. Il sunto? Per rossi e Torresi alla Casina va realizzato un albergo con cucina gestita localmente per corsi legati alla dieta mediterranea, sala convegni e spazio espositivo destinato alle eccellenze culinarie e culturali legato al bello del gusto e a quello che il Fermano può presentare diversamente da altri luoghi, belli quanto e più di Fermo, ma non patria della ammirata, a livello mondiale, dieta mediterranea. “Bisogna lavorare, rimboccarsi le maniche, ma le soluzioni innovative si possono trovare. Calcinaro, oltre ad aver rianimato il centro con feste che funzionano e azioni mirate, dimostri di avere visione e non faccia una scelta che pregiudichi il futuro”.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.