Un padrino internazionale per Tipicità: Alan Friedman super ospite tra formaggi e vini

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Tipicità deve diventare un brand da spendere all’estero per favorire l’incoming.  Un festival che arriva dopo il lungo periodo dell’Expo “da cui abbiamo imparato molto, e dato anche con 17 eventi organizzati”.

FERMO - Manca un solo anno al quarto di secolo di attività: “Con i 25 anni Tipicità entrerà nel novero dei grandi appuntamenti storica italiani che hanno l’ambizione di narrare il territorio. E qui lo si fa non solo pensando alle golosità e al buon cibo, ma puntando su tutte le intelligenze” sottolinea Gioacchino Bonsignore. È l’edizione dei giornalisti, perché dopo il conduttore di gusto, la fortunata trasmissione del Tg5, al fermo forum arriverà anche Alan Friedman. L’economista disserterà sul mondo e sulle connessioni tra il locale e il globale.

 “Questo deve essere un nuovo inizio” ribatte il sindaco Paolo Calcinaro. “Noi vogliamo proiettare, con Angelo Serri e Alberto Monachesi, Tipicità oltre i confini dell’Italia. Grazie al lavoro della regione Marche si stanno affacciando sul mondo internazionale del turismo. Ci definiscono la ‘nuova Toscana’, ma noi lo sappiamo da sempre”. Ascolta soddisfatta la vicepresidente della Regione Anna Casini.

Tipicità deve diventare un brand da spendere all’estero per favorire l’incoming.  Un festival che arriva dopo il lungo periodo dell’Expo “da cui abbiamo imparato molto, e dato anche con 17 eventi organizzati”. Difficile fare qualcosa senza il supporto del credito e Tipicità ha un legame stretto con Ubi: “Le banche sono altro rispetto a quello chi si racconta sui giornali. Siamo un riferimento sul territorio. Noi portiamo il nostro know how di supporto alle aziende. Oggi Tipicità, grazie a cinque anni di lavoro, è diventato il brand della regione e va oltre ai tre giorni di marzo coinvolgendo il resto del territorio con iniziative e sfidando il mondo, come ha dimostrato il viaggio a Dubai”.

La forza di Tipicità è la squadra, come dimostrano i numeri: 37 aziende private partner, ognuna con un progetto; 4 atenei coinvolti, con Camerino lavoriamo sul paniere di lunga vita, con la Politecnica studiamo agricoltura e biodiversità; 15 enti co-organizzatori, a cominciare dal Ministero per le politiche agricole; 25 associazioni.

“Pensiamo già a Expo 2020, per questo ci sarà una rappresentanza di Dubai, con uno chef”. Fermo perno del sistema Marche? Calcinaro ci crede: “Il link tra pubblico e privato che si crea a Tipicità è necessario”. Che il festival sia il biglietto da visita delle Marche lo conferma il presidente dell’Anci, il sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi: “Abbiamo deciso di portare Tipicità nel mondo perché sintetizza l’essere marchigiano. Il saper fare bene e farlo negli spazi corti, brevissimi. Tipicità ha messo insieme comuni. Da soli non si fa nulla, collaborare insieme è obbligatorio”. Dal 5 al 7 si vedrà. Le aziende ci credono e continuano a investire, 600 euro per uno stand. “Ma lo sai quanti salami devo vendere per rifarmi?” commentava un imprenditore prima di aggiungere: “E’ una vetrina e noi speriamo sempre che porti clienti”. Magari il primo sarà proprio Alan Friedman.