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Infermieri, il lato umano della professionalità: 33 nuovi laureati. Longhi: "Ricordate, il vostro paese è l'Europa"

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Il futuro è l’Europa, secondo Sauro Longhi: “Qualcuno cerca di arginare lo sviluppo puntando sulle paure, ma non c’è altra strada all’Europa. Che deve essere accogliente con chi ha meno di noi”.

FERMO - Un teatro dell'Aquila pieno di giovani. È il giorno delle lauree dell’Università Politecnica delle Marche in Infermieristica, corso diretta da Adoriano Santarelli. Una sessione di laurea nel segno dell’Europa, “che è il vostro futuro” come ribadisce nel suo discorso il rettore Sauro Longhi.

“Avere una comunità come questa della Politecnica è importante per il valore in sé e per onorare la tradizione di città degli studi. Una tradizione che ha radici nella storia e su cui noi continuiamo a investire. Città di cultura, di turismo e di studi. “Per riuscirci cerchiamo anche di far tornare viva Fermo” sottolinea il vicesindaco Francesco Trasatti. “Mia madre ha fatto l’infermiera per 35 anni. Sono orgoglioso e fiero del lavoro di mia madre. È scomparsa 15 anni fa e ancora le persone la ricordano. Non solo potete fare la differenza in ambito professionale, ma anche a livello umano. Vi ringrazio quindi per la professione che andrete a fare e per il vostro impegno” ribadisce Cristian Falzolgher.

Giampiero Beltrami, presidente Ipasvi, l’ordine degli infermieri: “Ora avete appreso le nozioni, ma da domani iniziate un cammino più complesso. D’ora in poi non vi valuteranno i professori, ma i pazienti che andrete ad assistere. Vi auguro presto di poter esercitare la professione”. Per lavorare serve un posto. E Licio Livini lo rappresenta, come direttore dell’Area vasta di Fermo: “Operate dove si pensa alla salute, alla vita, alla guarigione. Abbiamo un aumento di cronicità, malattie complesse, di fronte a questo quadro viene richiesta un’alta professionalità e competenza anche a livello umano per dialogare con famiglie e ammalati”.

Tre anni dopo l’inizio degli studi, ecco i nuovi infermieri: Daniele Alesiani, Lucia Antognini, Valeria Bertolini, Valentina Capotosti, Anastasia Ciarrocchi, Lorenzo Cognigni, Gloria Diomedi, Caterina Donati, Gilda Gazzani, Claudia Girotti, Anna Iovinella, Camila Marenghini, Felicia Marilungo, Pierpaolo Mengoni, Filippo Mobbili, Simone Montani (unica lode), Chiara Monterubbianesi, Luca Monterubbiano, Lisa Negri, Luca Neri, Stefano Nespeca, Silvia Orsili, Maria Elena Pascucci, Debora Giuseppina Patrizio, Pasquale Prencipe, Valeria Roberti, Ludovica Romagnoli, Federica Sagripanti, Paola Silla, Giulia Strappa, Sara Talamonti, Leonardo Toscanelli, Valeria Vitali.

Dai saluti al contenuto, quello che porta il rettore Sauro Longhi. Che parla senza microfono, “perché siamo in un teatro dall’acustica perfetta”, e inizia col sorriso: “Volevo farla in piazza questa proclamazione, non per esporre, ma perché la laurea oggi è di valore per le famiglie e voi stessi, è il primo risultato, ma è di valore per la società, per la città. Quindi per noi farlo in piazza era un condividere la ricchezza e i valori che rappresentate”. Purtroppo non si sono fidati del rettore: “Io garantisco sempre il bel tempo”. Parla dello studio superato: “È il primo passo della vostra crescita professionale, un momento chiave della vostra freschezza e bellezza dell’essere giovani. Che non è una questione anagrafica, ma di condizione di pensiero che vi porta a cercare soluzioni, senza dare la colpa agli altri: giovinezza è inesperienza, è affrontare problemi in maniera diversa”. Lo dice con forza: “Non credete a chi vi dice che prima si stava meglio. Parlatene con i nonni, confrontate i livelli di vita. Ma voi dovete continuare a migliorarli. Il vostro paese non è l’Italia, è l’Europa. Se lo comprenderete, contribuirete a far crescere questa società. rifiutate le prospettive che vi portano a configurare confini e nella valorizzazione delle identità”.

Il suo è l’inno all’Europa contro chi invece la denigra: “L’Europa è forte perché ha valorizzato le differenze in un unico contenitore chele rispetta tutte. Questo è il valore dell’Europa che ci ha portato a 70 anni di pace. E mai c’è stato un periodo così lungo di serenità”. Eppure ci sono paure: “La diversità c’è sempre. Nella scienza la biodiversità è un elemento chiave, lo sia anche per la società. voi giovani potete confrontarvi. Oggi siete laureati, siete persone che hanno investito sulla conoscenza e la comprensione delle difficoltà. Ricordate sempre che l’Europa si è formata sull’Università, sui sei milioni di studenti Erasmus”. Il futuro è l’Europa, secondo Sauro Longhi: “Qualcuno cerca di arginare lo sviluppo puntando sulle paure, ma non c’è altra strada all’Europa. Che deve essere accogliente con chi ha meno di noi”.

Quest’anno il Future Festival, l’iniziativa che mette in vetrina il mondo della ricerca della Politecnica, verrà quindi dedicato all’Europa: “Questo è il modo di dare una prospettiva seria ai giovani. Bisogna credere nell’Europa. Nei valori della cultura di inclusione. Da qui il mio augurio che oltre al successo personale vi porti a contribuire al bellissimo sogno che è l’Europa. In bocca al lupo”. Applausi e finalmente l’appello più atteso: Alesiani…

@raffaelevitali

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