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Sport e disabilità. A Fermo una giornata da vivere e da raccontare via smartphone

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Al di là delle dimostrazioni sportive che i ragazzi faranno, la giornata sarà un momento di “medicina narrativa”.

di Chiara Morini

FERMO – Sarà una giornata sportiva e non solo quella prevista per domenica 23 aprile, dalle 10 alle 12, nella struttura di via Leti a Fermo.

“Il primo momento di un percorso che volevamo attuare da tempo – commenta Alberto Scarfini, assessore allo sport – in città e nel territorio sono molte le associazioni che fanno volontariato e tante quelle che aiutano le persone con disabilità a fare sport”. Molte saranno le associazioni coinvolte, a cominciare dalla Saf, Sport Atletica Fermo, che della struttura è “padrone di casa” essendone il gestore. Ci saranno i velisti di Liberi del Vento, che contano di poter attrezzare due imbarcazioni, ma tutto dipende dal meteo, parteciperanno i ragazzi di Filippide del Fermano, con la corsa, attività fisica che aiuta e non poco i ragazzi autistici. Ci sarà la neonata squadra del Soccer Dream Montepacini, i ragazzi del centro guidato da Marco Marchetti che sono dediti al calcio; i nuotatori della Virtus Buonconvento che racconteranno la loro esperienza; saranno presenti senza dimostrazione gli atleti della Sitting Volley Fermo, perché per praticare questo sport, la pallavolo da seduti, serve un parquet per poter scivolare durante il gioco. Ci sarà la scherma e parteciperà l’asd calcio a 5 non vedenti, che il prossimo 13 maggio disputerà la finale per la vittoria del campionato. Non mancheranno i ragazzi del ciclismo, specialità tandem, e ancora l’atletica della società Anthropos.

Al di là delle dimostrazioni sportive che i ragazzi faranno, la giornata sarà un momento di “medicina narrativa”, come sottolineato da Marco Marchetti, che spiega come la mattinata di domenica sarà l’occasione per “porre l’accento sull’ascolto, guardare lo sport da un altro punto di vista e aiutare tutti gli atleti disabili a conquistare il benessere, l’autoconsapevolezza e autodeterminazione”. Altri ragazzi potrebbero avvicinarsi allo sport e quindi le famiglie potrebbero conoscere le varie realtà e discipline presenti sul territorio per aiutarli. “Ringrazio il comune di fermo per la sensibilità che dimostra – commenta Vincenzo Garino, del Coni provinciale – in città si comincia ad avere attenzione per i disabili. Non dimentichiamoci comunque che lo sport è anche prevenzione”. E sulla consapevolezza qualcosa ha da dire anche il sindaco Paolo Calcinaro: “Sono d’accordo con Garino, le associazioni sportive sono importanti, lo sport aiuta a far crescere consapevolezza e questo tipo di sport non può che far bene a quello quotidiano”.

Tant’è che Maria Rita Felici, dell’associazioni di genitori “L’altra parte del mondo” racconta come il nuoto abbia “invaso” l’atletica: “C’è un’app, Aurasma, gratuita, che senza doversi registrare e puntando un angolo della pista di atletica con lo smartphone, permetterà di vedere le immagini del nuoto”. Tutto ciò per integrare i disabili con i normodotati. “Accade – conclude Giovanni Giacopetti della Saf – che dopo un periodo di preparazione i ragazzi disabili si allenino con i normodotati”. 

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