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Fermo come Siena: nasce l'Università privata per mediatori linguistici. Trasatti: "Così portiamo i giovani in centro"

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Il 40% di disoccupazione giovanile è il primo muro da abbattere: “Siamo certi di portare occasioni di lavoro”. Oltre alla proposta accademica, l’obiettivo è aprire un centro di cultura e lingua italiana per stranieri partendo dalal casa madre, l'Istituto San Domenico di Roma.

di Raffaele Vitali

FERMO – Chi aveva paura che il centro storico con il progetto di spostamento delle scuole rimanesse sguarnito, si dovrà ricredere”. Lo dice con soddisfazione l’assessore Francesco Trasatti, lo ribadisce il sindaco Paolo Calcinaro, mentre presenta la nascita di una università dedicata alla mediazione linguistica. “Avevamo aperto un bando per gli spazi ex Euf e la Novacultur, agenzia di ricerca vincitrice del bando, realizzerà una facoltà universitaria a tutti gli effetti in pieno centro. Un arricchimento di offerta per la città. E lo facciamo parlando di lingue, un binario utile e proficuo all’interno del tessuto sociale e di imprese del territorio”. Sociale significa corso gratuito di lingua e cultura italiana a beneficio di rifugiati e migranti in vista della concessione del permesso di soggiorno di lungo periodo.

L’Ex Euf troverà nuova vita, ma non solo con l’università privata. Visto che è in arrivo al Buc il progetto di coworking, parte integrante del progetto dell’Iti Urbano, al momento accantonato. “Avremo così due luoghi dedicati ai giovani che mixeranno formazione e impresa, il tutto con la musica del Conservatorio che nel sottofondo non mancherà mai”.

Assessorato al patrimonio e alla cultura hanno collaborato per raggiungere l’obiettivo, con l’aiuto dei consiglieri Stefania Rocchi, Cristian Falzolgher e Massimo Monteleoni. “Un’apertura verso il sociale, ma anche la possibilità di aprire nuovi legami attraverso il programma Erasmus Plus” ribadisce l’assessore Ciarrocchi.

Carlo Nofri è il direttore del dipartimento di linguistica dell’Istituto per Mediatori Linguistici San Domenico “che – recita il sito -  si distingue per la professionalità dei docenti, la qualità dei corsi di lingue straniere erogati e per la struttura didattica d’avanguardia della sede”. A Roma in via Casilina c’è un vero campus universitario all’americana. “Non sono arrivato per caso a Fermo, la frequento da dieci anni per motivi familiari. La mia compagna mi ha fatto amare il territorio e – confessa Nofri - scoprirne le sue potenzialità. Che poi sono diventate la base per redigere il progetto e scommettere su Fermo”.

Il progetto prevede la nascita della scuola che un tempo si sarebbe chiamata per traduttori: lauree triennali e magistrali. “Prepariamo professionisti delle lingue. Mediazione linguistica è una definizione generica, che unisce aspetti culturali a quelli linguistici. Il secondo aspetto è il caso di Forlì ed è il nostro. Noi formiamo operatori che già dopo i primi tre anni sono in grado di inserirsi nel mondo del lavoro” afferma Nofri.

Il 40% di disoccupazione giovanile è il primo muro da abbattere: “Siamo certi di portare occasioni di lavoro”. Oltre alla proposta accademica, l’obiettivo è aprire un centro di cultura e lingua italiana per stranieri. “Ciò che rende attraente l’Italia è un territorio strutturato attorno a borghi e castelli. Non a caso Perugia e Siena sono le due principali università per stranieri italiane”. E se Fermo è la Siena delle Marche, “ma Siena non ha il mare”, la lingua può diventare un ulteriore biglietto da visita per attirare qualcuno dei 50mila studenti che da ogni parte del mondo puntano il bel Paese.

Nofri porta il contenuto, ma serve che Fermo si organizzi sull’accoglienza: “Se vuoi essere un riferimento per il turismo, anche chi accoglie deve essere pronto a interagire. Quindi puntiamo a rafforzare la filiera del turismo dando lingue a chi lavora”. Oggi il centro internazionale di lingua e cultura italiana “presto speriamo una università per stranieri nelle Marche, come quelle di Perugia e Siena”.

E se il turismo è una strada, la seconda è il manifatturiero: “Nel processo di internazionalizzazione delle imprese servono figure di supporto. E noi ne formeremo attraverso anche stage e tirocini. Per questo ci siederemo con il mondo economico a parlare”. Progetti ambiziosi, che l’Amministrazione sposa appieno, soprattutto guardando in prospettiva: “Noi vogliamo fare di questo insediamento universitario non un piccolo ateneo, ma un centro di eccellenza per la formazione linguistica” prosegue il direttore. Ambizioni nate dopo aver vinto il bando: “Il Comune mette a disposizione degli spazi e noi investiamo in infrastrutture e risorse umane. Più un project financing che un progetto” prosegue. A Roma, ribadisce, stanno puntando sulla qualità, più che sui numeri: “Abbiamo qualche centinaio di iscritti e puntiamo di farne 150 a fermo appena operativi. Certo, i numeri contano per mantenere la sostenibilità del progetto”. E per farlo crescere: “Ora apriamo un polo didattico, se il territorio risponderà, creeremo una sede permanente. I numeri sono legati ai risultati, ma noi speriamo di rimanere”.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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