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Meno infortuni sul lavoro, ma più malattie. Donne vittime della casa

anmil

Non bisogna però abbassare il livello di attenzione sugli infortuni sul lavoro delle donne.

 

di Chiara Morini

FERMO – Gli infortuni sul lavoro sono in calo, e le statistiche Inail e Anmil lo confermano. Tuttavia il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, intervenendo in un incontro promosso dall’Anmil sugli infortuni e sulle malattie da lavoro, si dice “contento di questo calo, ma al contempo preoccupato per le cause del calo stesso: il livello occupazionale purtroppo si è abbassato, soprattutto in un settore come quello dell’edilizia che faceva registrare il numero più alto di infortuni”.

Non bisogna però abbassare il livello di attenzione sugli infortuni sul lavoro delle donne. Lo afferma Calcinaro, e lo ribadisce il Prefetto di Fermo, Mara Di Lullo: “Per quanto questo non sia possibile, dovremmo puntare ad avere rischio zero sui luoghi di lavoro. Quanto alle donne, non rischiano solo lavorando, ma anche quando sono in macchina tornando a casa o quando si trovano a casa. Considerando quest’ultimo aspetto ci sono anche le colf e le badanti, da non sottovalutare nemmeno il settore dell’agricoltura dove spess, in Puglia, è morta di fatica lavorando nei campi. “Gli incidenti sul lavoro domestico – commenta la dott.ssa Antonietta Sollini dell’Asur Area Vasta 4 – sono il doppio di quelli stradali. Ma vigilare sulle donne che si fanno male in casa è praticamente impossibile. Per legge il controllo non può essere fatto negli edifici privati e quindi spesso i casi vengono rilevati una volta successi”.

“Quando capita un infortunio – commenta Simona Baldassarri dell’Inail – c’è una vita che viene stravolta, una persona che viene sconvolta. Tuttavia con la forza di volontà ci si può riprendere”. E’ il caso di Claudia, 45 anni, che quando ne aveva 30, in un viaggio di lavoro ha avuto un incidente. “Ho rischiato di morire – testimonia lei stessa – l’auto si è ribaltata, di notte, sulla corsia di sorpasso dell’autostrada. Ho perso quattro dita della mano destra e sono destra. Ho passato un anno di disperazione, ma oggi, a quindici anni di distanza, sono diversa, più forte, non sono più insicura come prima, sono tornata a vivere”. Sul tema lavoro femminile il Gruppo donne dell’Anmil ha promosso un concorso di poesia dal titolo “Lavoro insicuro: riflessi negli sguardi delle donne”.  “Il concorso – spiega Maria Pia Azzurro coordinatrice del Gruppo Donne Anmil - si propone il fine di raccontare in versi il tema degli infortuni sul lavoro, e le relative implicazioni sulla vita familiare, sociale e lavorativa dell’universo femminile”.

Alla presentazione di questo rapporto c’erano tutti i rappresentanti dell’Anmil, l’associazione che, come ricorda il presidente territoriale Gabriele Coccia, “da oltre 70 anni si occupa della tutela degli infortunati e dei familiari delle vittime del lavoro e raccoglie 400 mila iscritti. Da circa 15 anni abbiamo deciso di rivolgere un’attenzione particolare al rischio del lavoro femminile”. Il vicepresidente regionale, Giovanni Monaldi, chiede che “le istituzioni siano più sensibili anche al tema del reinserimento nel mondo del lavoro di chi ha avuto infortuni gravi”. Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo, ringrazia l’Anmil per il lavoro che svolge, ricordando che “rischiamo a volte di dimenticare l’importanza del tema sicurezza sul lavoro. Le donne poi sono più soggette a questo rischio, perché hanno anche un lavoro casalingo”.

Statistiche alla mano, dal 2011 al 2015 nelle Marche gli infortuni sul lavoro sono calati del 26,41% (26,37% il calo nella provincia di Fermo), di cui il 22,79% è la quota femminile (-20,02% nel territorio Fermano). 43 sono gli infortuni mortali nella regione (5 in provincia di Fermo), di cui 5 sono stati quelli di persone di sesso femminile (nessun caso nella nostra provincia). Aumentano le malattie professionali denunciate: l’aumento medio regionale è del 58,20% (51,21% la media di Fermo); di questi casi l’aumento nel caso delle donne è del 39,42% (37,08% nel territorio provinciale). 

 

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