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Donare sangue è donare vita, l'Avis provinciale cresce con i volontari: 7mila donazioni e più plasma

avisprovinciale

L’Avis ha superato i problemi di Amandola e Montegiorgio, le due realtà colpite dal terremoto: “Amandola ha confermato 500 donazioni, grande impegno dei volontari e del personale medico. Ma qui – ribadisce Lanciotti – è importante il supporto della regione Calabria".

di Raffaele Vitali

FERMO – Autosufficienti e in crescita: si chiude l’anno d’oro dell’Avis provinciale di Fermo guidata, per l’ultima volta, da Giovani Lanciotti che nel 2017 passerà il bastone del comando di una territoriale autosufficiente che raccoglie sangue per quanto serve, riuscendo anche a fornire l’ospedale regionale se ne ha necessità

Alessandro Tortelli, primario facente funzioni del Centro Trasfusionale, parte dai numeri: 6870 donazioni nel 2016 e 953 di plasmaferesi. “Confermati gli obiettivi. Abbiamo avuto una lieve flessione nelal donazione del sangue intero, da 7100 a 7mila, ma abbiamo avuto un aumento della plasmaferesi” precisa il presidente Giovanni Lanciotti. Ed è proprio la crescita delle donazioni del plasma, ben 200 in più, che fa sorridere guardando il 2016: “Era uno degli obiettivi e l’abbiamo raggiunto. Anche a livello regionale c’è stato un plauso per questo dato sul plasma” prosegue l’avvocato ricordando che una sacca di plasma vale quattro sangue intero come tempo di raccolta. “La campagna ‘Va di moda il giallo’ che promuove la plasmaferesi è stata vincente”. Sono 3780 le persone che hanno donato nel 2016, gli iscritti sono 4225. In media tutti dotano due volte l’anno.

A livello di sezioni, un aumento importante è arrivato da Fermo, 1480 donazioni, che negli ultimi anni aveva vissuto un calo. “Quest’anno ha fatto 92 donazioni in più. Altro dato significativo è l’Avis di Petritoli con 50 donazioni in più (348), pari al 20%”. Merito della presidente che ha fatto un grandissimo lavoro” sottolinea il primario. L’Avis di Torre San Patrizio, che con Petritoli e Altidona (+5%) è una delle new entry, ha portato le donazioni a crescere di 31 (228).

L’Avis ha superato i problemi di Amandola e Montegiorgio, le due realtà colpite dal terremoto: “Amandola ha confermato 500 donazioni, grande impegno dei volontari e del personale medico. Ma qui – ribadisce Lanciotti – è importante il supporto della regione Calabria e della provinciale di Vibo Valentia che ci ha messo a disposizione l’autoemoteca”. Ora si cerca una soluzione all’interno dei moduli per poter donare. “Abbiamo avuto garanzie dall’Area Vasta sul miglioramento della situazione. E per questo ringraziamo il direttore” prosegue Tortelli.

C’è anche una ulteriore novità. “E’ nata anche l’Avis di Monte Urano. Dopo l’ok dell’Avis nazionale, con un decreto arrivato dieci giorni fa, possiamo partire. Abbiamo fissato il primo incontro per il 10 gennaio per registrare lo statuto in modo che possa iniziare a operare appoggiandosi inizialmente a Sant’Elpidio a Mare, realtà che è leggermente calata (1020 contro 1060). Questo perché si sono perse alcune giornate per cause insuperabili, ma compenseremo con una nuova responsabile che per un anno garantirà il servizio grazie all’impegno dell’Asur”. Bene anche Montegranaro e Porto San Giorgio con 876 e 1284 donazioni.

Obiettivo 2017 è aumentare la donazione di una giornata e portare la raccolta del plasma, “cosa al momento non possibile”, a Montegiorgio. E siccome le nuove Avis funzionano, il provinciale cercherà di crescere ancora: Grottazzolina, “la creeremo nel 2017”, e Servigliano sono le prossime tappe di un’associazione che ha 12 sedi al momento attive.

Per aprire una sede serve un comitato promotore, poi serve la sede e un numero di persone, almeno 25, pronte a donare. Poi c’è l’iter burocratico che arriva fino alla richiesta al Nazionale e alla delibera che dà l’ok. “Così la nascita, poi c’è l’organizzazione che deve far crescere i donatori e dargli servizi” conclude Lanciotti prima di stappare la bottiglia e brindare all’Avis. “Questa associazione è capillarità e formazione. Cerchiamo donatori, cerchiamo sangue e per farlo apriamo sezioni per stare vicino ai donatori. Noi seguiamo e motiviamo i nuovi con campagne nelle scuole, nel mondo dello sport, in città. Donare sangue è donare vita” ribadisce il presidente di Fermo.

Nell’anno appena concluso il Fermano ha affrontato anche l’emergenza del terremoto: “Il terremoto ha portato tanti a donare, ma a noi non serve l’immediato, serve il sapere di avere potenziali donatori che nel momento del bisogno rispondono se chiamati”. E a loro pensa il primario per agevolare la donazione, soprattutto nel capoluogo: “Abbiamo un problema parcheggi, ecco cosa vorremmo in regalo in futuro, una logistica migliore che permetta ai tanti che vorrebbero venire a Fermo di non andare altrove, complicandogli la vita e allungando i tempi”. Di sangue c’è sempre bisogno, diventare donatore è facile, a che se sempre più ragazzi tra i 18 e i 25 anni non sono abili. “Parliamo del 60%: anemie e piccoli problemi li rendono non disponibili. Per questo alle persone volenterose chiediamo di presentarsi, di fare gli sami propedeutici e poi, se pronti, di donare a richiesta” concludono i presidenti.

@raffaelevitali 

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