Il vino è il futuro, Fermo lo sa. Isidori, Ais: "La gente vuole produzioni naturali, vuole la mano dell'uomo"

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Il sommelier alla festa in piazza del Popolo organizzata dall'Amministrazione assieme a Ortezzano: "Nel Fermano abbiamo splendide e piccole realtà. Ognuna deve mantenere la propria produzione, ma poi insieme devono affrontare il mercato".

di Raffaele Vitali

FERMO - La piazza che si riempie, i bicchieri che si incontrano in brindisi improvvisati, tappi che saltano e l’uva che viene pigiata: la nuova stagione del vino si apre in piazza del Popolo a Fermo, tra un sorridente sindaco Paolo Calcinaro e un indaffarato assessore Mauro Torresi. Funziona Di Uva…in Vino, la festa pensata assieme alla pro Loco di Ortezzano e al gruppo folkloristico Ortenzia, “che ringrazio per la collaborazione crescente anno dopo anno” sottolinea Calcinaro.

Ma i veri protagonisti sono quelli con la bottiglia di vino in mano, i sommelier. Sono loro, guidati da Stefano Isidori, presidente dell’associazione, che hanno girato cantine, parlato con produttori, assaggiato nettari bianchi e rossi prima di posizionarli sul tavolo delle degustazioni, tutte sold out in pochi minuti quelle guidate. “Il Fermano sta investendo nel vino. Siamo passati nel giro di pochi anni da 4 a venti cantine, con prodotti che continuano a crescere di qualità. Gli imprenditori stanno capendo che il vino è parte del futuro”.

Isidori non ha dubbi, questa vendemmia riserverà importanti sorprese: “Il 2016 è l’anno dei bianchi, senza dubbi. Ma i rossi, che sono leggermente in ritardo nella vendemmia, trovano nuova forza da queste settimane in più di uve attaccate ai loro rami. Avremo vini più ricchi, rossi più corposi che poi berremo tra un paio d’anni”.

Stefano Isidori è in prima fila da anni anche in una battaglia di sviluppo, che vorrebbe vedere le cantine più unite per affrontare il mercato: “Vedete, nel Fermano abbiamo splendide e piccole realtà. Ognuna deve mantenere la propria produzione, ma poi insieme devono affrontare il mercato. Il poter produrre poche bottiglie non può essere un limite, deve diventare una caratteristica, ma chi lo sa? Nel mondo bisogna girare insieme e ognuno porterà quello che può”.

Vini di nicchia, alcuni, vini ormai affermati altri, come Dezi che è considerato l’ambasciatore non del Fermano, ma dell’Italia sui mercati principali. “Il must per vendere oggi è produrre vino naturale”. Che significhi il presidente dell’Ais lo spiega semplicemente: “Un vino prodotto con il minor uso possibile di tecnologie, che quindi va oltre il Bio e il Biodinamico. È la riscoperta della manualità, dell’artigianalità del prodotto. Questo piace sempre più al mondo”. E questo potrebbe anche comportare un aumento di prezzi: “Se dovessero aumentare è solo perché non parlammo di un prodotto di massa, ma del lavoro dell’uomo che segue la volontà della natura, nei tempi e nello sviluppo dell’uva che la mano può solo aiutare a crescere al meglio”.

Il buon vino va capito, per questo l’Ais organizza corsi da sommelier, che sono di tre livelli. Il primo l’ha passato anche il sindaco Paolo Calcinaro, “ma non ero un grande studente”, e non è stato facile. “E’ un cammino lungo, dura un anno e mezzo il corso completo che ti rende capace di capire qualcosa. Pr coprire i tre livelli ci sono 45 lezioni, 7 libri di testo da studiare, 130 vini da degustare”. Si parte a gennaio e sul sito di Ais Marche si trova ogni informazione.

L’ultima nota, mentre la gente in piazza continua a provare bianchi e rossi, puntualmente spiegati dai sommelier, è per il futuro di molte cantine: “Saranno sempre meno quelle che producono uva per poi venderla. Perché il mercato non le premia più. A fare la vera differenza sul prezzo è la produzione, per questo sono certo che vedremo nascere piccoli gioielli sul territorio, il mercato premia il lavoro finale, non più purtroppo il bravo agricoltore”. Bianco, rosso, bollicine e rosato, il Fermano sa fare tutto e la domenica fermana ne ha messo in mostra un piccolo esempio. Ai curiosi e cultori il piacere di girare tra colline e montagne, “da noi rispetto al resto d’Italia più vai verso la montagna e più trovi bianchi di qualità”, in cerca della bottiglia perfetta. 

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com