Legambiente e Slow Food ci riprovano da Fermo: "Parco marino per il rilancio del sistema"

parcmarino

Il Parco Marino di Cerrano, esempio riuscito della collaborazione tra amministrazione pubblica, volere civile e singoli concessionari, rientra nel network internazionale Natura 2000.

FERMO - Sale gremite all’Istituto ITI Montani di Fermo e della Società Operaia di Porto San Giorgio per il Convegno dal titolo “Il Mediterraneo e le connessioni con il Mare Adriatico”. È stato promosso da Legambiente Marche e Slow Food Condotta del Fermano, apertura affidata ad Andrea Bagalini e Luigi Silenzi che hanno sottolineato il bisogno di interventi per la salvaguardia dell’ambiente, anche nei gesti di ogni giorno.

Al tavolo di lavoro, Federico Spagnoli del CNR di Ancona, Ferdinando Boero, docente dell’Università di Lecce e Fabio Vallarola, Direttore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. La giornata di studio, suddivisa in due parti, ha visto, sotto l’occhio attento della preside Margherita Bonanni e degli insegnanti, gli studenti dell’istituto tecnico fermano, partecipare alla lezione del Prof. Boero sull’evoluzione della vita marina del Mediterraneo e Adriatico e della loro situazione attuale. Presente anche il Comandante della Capitaneria di Porto Fabrizio Strusi.

Nel pomeriggio invece, partendo dall’esempio portato da Fabio Vallarola, Direttore dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, che ha sottolineato quanto poco si conosca sul mare e ha spiegato la genesi e l’evoluzione di uno dei più importanti parchi marini d’Italia nato nel 2010 e che comprende 7 km di costa tra San Benedetto del Tronto e Pescara, si è affrontato, anche insieme al dottor Boeri, che ne ha evidenziato le difficoltà di realizzazione, il tema della nascita di tali parchi in altre coste marchigiane.

Il Parco Marino di Cerrano, esempio riuscito della collaborazione tra amministrazione pubblica, volere civile e singoli concessionari, rientra nel network internazionale Natura 2000 ( che raccoglie le aree protette distribuite in Europa) ed è sigillato dalla direttiva europea Habitat e dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile, è un piccolo gioiello del suo genere, dove la salvaguardia della biodiversità e il mantenimento dell’ecosistema si uniscono alla realizzazione di aree di libero svago e turismo.

Grandi ed interessanti idee, interessanti e difficili,  che hanno visto coinvolti nel dibattito anche i rappresentanti dei comuni di Porto Sant’Elpidio, Cupra Marittima, Pedaso e Grottammare. Idee su cui questi Comuni discutono da anni e che ora tornano a essere analizzate per poter trovare problemi, potenzialità e modi comuni di realizzazione e sviluppo. Scopo, riuscito, di tale giornata di studio quello di dare all’ambiente marino quella visibilità in termini di area da sostenere e proteggere come bene comune, con un occhio di riguardo verso la sostenibilità del pianeta tutto.

Petra Feliziani