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Ingegneria gestionale, la facoltà che dà un futuro: a Fermo il 93% dei laureati ha un contratto entro un anno

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Il 70% degli immatricolati, le iscrizioni sono aperte fino al 7 novembre, sono fuori sede, come dimostrano le mani alzate alla domanda di Longhi sul chi arriva da fuori Fermo.

di Raffaele Vitali

Fermo – “Voi siete il futuro, dovete solo afferrarlo con forza. Chiedetelo il futuro ai professori, ma è vostro. Dovete costruirlo, siete voi i responsabili del Paese nei prossimi decenni”. Sei anni di mandato per Sauro Longhi, il rettore della Università Politecnica delle Marche che taglia il primo traguardo, il primo triennio. Chi inizia oggi, quindi, sa già che si laureerà con lui. Il 28 luglio 2019 è il giorno fissato: “Sta a voi – spiega il rettore alle neo matricole di Ingegneria – esserci”.

I PROTAGONISTI

Paolo Calcinaro siede al fianco del rettore, con doppio ruolo, sindaco e presidente Euf. Non potevano mancare il Prefetto Mara di Lullo, la fondazione Carifermo con l’avvocato Palma, il preside Facoltà di Ingegneria, Dario Amodio, il vicepresidente Confindustria, David Belleggia, il coordinatore di Ingegneria Gestionale, Bevilacqua, la curia con don Osvaldo Riccobelli, Andrea Vesprini, rappresentante degli studenti, Amedeo Grilli, tra i grandi promoter dell’università a Fermo guidando la Carifermo, e Luca Soricetti, presidente della Confartigianato.

IL RUOLO DI FERMO

Taglia il traguardo dei vent’anni l’università a Fermo con il corso di Ingegneria gestionale, l’unico tra Bologna e Bari. “Abbiamo scelto Fermo per le sue caratteristiche di pregio, per il suo essere manifatturiero. Un settore che ha bisogno di competenze”. La Regione Marche è la prima regione manifatturiera d’Italia e l’ottava europea: “Una manifattura di qualità che ha bisogno delle capacità gestionali degli ingegneri, per aiutare a personalizzare il prodotto sempre più, portando nelle mani del cliente quello che desidera”. Nasce in queste aule, otto in totale, lo smontaggio della catena fordiana.

LA CRESCITA

Il 70% degli immatricolati, le iscrizioni sono aperte fino al 7 novembre, sono fuori sede, come dimostrano le mani alzate alla domanda di Longhi sul chi arriva da fuori Fermo: “I giovani investono su questa città. E parlo con i dati, visto che negli ultimi cinque anni – prosegue il rettore – continuiamo a cresce: dai 73 del 2012 ai 120 di oggi”. Laurea di primo livello, laurea magistrale, volendo si può chiudere il percorso di studi in via Brunforte.

OCCUPAZIONE

88,4% di occupabilità per i laureati della Magistrale, contro una media italiana dell’84%. “Guardando a Ingegneria, l’occupabilità è del 93,7%. Come dire tutti, visto che c’è chi non risponde o per scelta non lavora”. I neo laureati guadagnano in media, come prima retribuzione, 1300 euro: “Come i laureati del nord Italia, più dei colleghi di pari zona”.

Poi ci sono i casi di chi trova un contratto prima ancora di prendere la pergamena e guadagna oltre 1500 euro, “ma il dato medio è che i laureati entro un anno hanno già un rapporto di lavoro”. L’ultimo numero che Longhi comunica è che il 65% dei laureati trova lavoro nell’area dell’università: “Una dato superiore alla media nazionale”.

FUGA DEI CERVELLI

Una battuta finale è sulla ‘fuga dei cervelli’ che il rettore rifiuta: “Chi va all’estero è perché per la riduzione delle risorse che vengono ridotte verso l’università non ci sono posizioni serie per i nostri giovani laureati che vogliono intraprendere una carriera universitaria. Quando dopo anni di precarietà, l’unico contratto di 1300 euro. Insomma, non riusciamo a offrire garanzie. Il problema è di sistema Italia. Meno risorse e meccanismi di reclutamento che creano precarietà”. Otto anni almeno il tempo determinato che deve passare una persona all’interno dell’Università, senza neppure avere certezze per il futuro. Da qui la scelta di sedi straniere per fare ricerche, “ma non parliamo di corruzione interna al sistema universitario italiano”.

“Nel 1979, quando mi sono laureato c’erano solo due strade: Olivetti o Fiat. Andavamo, crescevamo e poi portavamo l’esperienza sul territorio. Questo non serve più, vi prepariamo per essere attivi nel settore gestionale. Oggi il volo si è allungato, si va oltre le alpi per trovare formazioni ulteriori. La nostra scommessa non è trattenerli, ma farli tornare”.

I PARTNER ISTITUZIONALI

Paolo Calcinaro, dopo il Rettore torna al locale: “Carifermo e Camera di Commercio sono le due pietre miliari. Hanno creduto in questa realtà, più di tutti. Il Comune prosegue l’investimento: miglioriamo l’accessibilità, un marciapiede in viale della Carriera, potenziato l’impianto di riscaldamento e ora stiamo lavorando per portare a Fermo il Festival della Scienza”. Impegni di un sindaco che vuole fare della sua città il punto di riferimento anche didattico.

Dove c’è istruzione c’è Stato: “Sono una matricola anche io, come prefetto” esordisce la dottoressa Di Lullo che poi ribadisce: “Siete in un luogo che dà lavoro per un territorio che ha bisogno di voi. Avete scelto di studiare in una bomboniera dell’Italia che ha bisogno di cambiare approccio al mercato con sue aziende importanti che hanno avuto difficoltà a modificarsi internamente. Ma per riuscire a portare la tecnologia all’interno, tenete vivo lo spirito: leggete e leggete di tutto”.

Se ingegneri saranno, sotto il preside Amodio i giovani studenti dovranno passare. Ma sanno già che davanti troveranno un professore illuminato: “Fermo che accoglie il futuro è l’idea che mi piace e dovete ricordare”

La benedizione arriva da don Osvaldo Riccobelli: “La chiesa è orgogliosa di questo polo universitario. Nel vangelo c’è un riferimento di Gesù a un ingegnere edile a cui chiede di calcolare bene fondamenta per evitare il crollo. Vi auguro di fare bene i conti”. Insomma, era già un gestionale, capace di abbinare la tecnica alla sostenibilità

David Belleggia, Confindustria, è la voce dei futuri datori di lavoro. “Punto sul 4.0. Tutti avete in tasca uno smartphone. Siete già parte del futuro. Quello con cui giocate, domani ci lavorerete. Noi ci gestiamo macchinari in azienda con un cellulare. Quello che vi chiedo è di essere inventori del futuro, non seguite la massa. Noi cerchiamo qualcuno che è pronto a investire nella propria persona, quella che on ha paura di sbagliare, che si butta nella mischia ed è pronta a essere il numero uno”.

Se l’industria è il luogo classico per gli ingegneri, gli artigiani lo devono diventare. Luca Soricetti: “Aprite le menti degli artigiani. Due cose vi saranno fondamentali: pazienza, per ingoiare rospi, e perseveranza”

Amedeo Grilli è il volto della Carifermo: “Sono il più vecchio ingegnere. Mi rivedo in voi. 5 anni fa entravo al Politecnico di Milano. Ci sbattemmo in un’aula buia, entrò un professore con un grembiule nero, riempì cinque lavagne di formule, poi subito cancellate. Dopo 45’ qualche dubbio mi venne sul mio futuro. Sono passati 51 anni e sono sempre ingegnere. Per voi non c’è un’aula buia con formule al momento indecifrabili, siete accolti dal Magnifico rettore e dalle Autorità che vi raccontano l’orgoglio di avervi qui presenti per consolidare una storia che lega Fermo alla Politecnica con una figura fortemente voluta, quella dell’ingegnere gestionale, che è il futuro di questo mondo. Perché conosce i processi, li programma, li gestisce e sa come inserirli in una logica industriale”. Al suo fianco Alberto Palma, Fondazione Carifermo: “Per dieci anni abbiamo ospitato la sede a Palazzo Sassatelli, proprio perché ci credevamo. E ci crediamo sempre più. Ci siamo e ci saremo”.

La voce degli studenti è Andrea Vesprini: “Quattro anni fa di università aveva ben poco. Oggi invece abbiamo una vera Università, malgrado sia una sede distaccata”. A chiudere è il coordinatore Maurizio Bevilacqua: “La parola che è ricorsa di più è futuro. Per me voi siete l’ingegnere dei sistemi complessi. Dovrete farvi trovare pronti: investite sul futuro, studiate. E il futuro sarà davvero vostro”.

@raffaelevitali 

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