Studenti geniali al Geometri: auditorium e bar panoramico per il Parco della Rimembranza senza barriere

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“Come renderlo accessibile? Da questa domanda siamo partiti” spiegano gli studenti mentre presentano il progetto tra slide e 

 che è valso il secondo posto a livello nazionale. (fotogallery)

di Raffaele Vitali

FERMO - È più di una scuola l’Itet, acronimo dell’Istituto tecnico statale economico tecnologico, per tutti i fermani semplicemente il Geometri. Dentro le aule si alternano lezioni, per la crescita culturale dei ragazzi, a momenti pratici, numerose le uscite anche pomeridiane grazie al costante supporto del Collegio dei Geometri, fino alla redazione di veri progetti.

Una scuola che lavora nell’ombra, ma da oggi un po’ di luce l’avrà grazie alla nuova insegna posizionata sul muro d’ingresso e alle discussioni su sicurezza, costruzioni e sismicità che hanno riempito le ultime settimane. E l’hanno capito anche gli studenti, tornati a crescere: “Abbiamo sette classi, 180 alunni” sottolinea la dirigente Cristina Corradini, affiancata da Tiziano Cataldi, il presidente dell’ordine dei geometri che come ogni anno dona il kit da disegno a tutti gli alunni del primo anno, e dalla professoressa Paola Puggioni.

Proprio la Puggioni, assieme a due classi quarte, oggi quinte, ha partecipato a un concorso nazionale promosso da Fiaba, il fondo nazionale che si occupa di abbattimento delle barriere architettoniche. “Un lavoro intenso, che ci ha impegnato per settimane in cui i ragazzi – spiega la professoressa – hanno lavorato anche di domenica. Inizialmente sono stati coinvolti tutti gli alunni nella fase di misurazione, poi un gruppo di dieci ha portato a termine il progetto che vuole ridisegnare un luogo magico di Fermo”. Il luogo è il Parco della Rimembranza.

“Come renderlo accessibile? Da questa domanda siamo partiti” spiegano gli studenti mentre presentano il progetto tra slide e

che è valso il secondo posto a livello nazionale. “Ora il progetto è sul tavolo del Comune. Va ovviamente limato, perché i ragazzi – prosegue la Puggioni – hanno lavorato tra fantasia e possibilità senza considerare i costi. Ma l’idea di fondo è realizzabile”.

Tre gli step: un’area ristoro panoramica, un muro coperto con la mostra permanente e un auditorium che parte dal lato superiore del palazzo della Carifermo. “Tutto rigorosamente accessibile. Poi – spiegano i ragazzi – noi siamo partiti che l’accessibilità è giusta, ma serve anche qualcosa da mostrare”. Il progetto ha un nome accattivante: Memo. Che significa Memory, Exibition, Music, Open. Con l’ultima parola che racchiude il senso del progetto che ha affascinato Fiaba. Al comune, che si siederà al tavolo con studenti, professoressa e preside il 4 novembre, il compito di rendere reale un progetto nato tra i banchi di scuola, ma realizzato passando giornate tra gli alberi del parco e lo spiazzale del Girfalco.

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com