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Dal laboratorio dello Scientifico di Fermo all'Infn di Frascati: cinque studenti sul tetto del mondo con la Luce Cerenkov

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Entrando tra i primi trenta, la scuola ha vinto un rilevatore di particelle cosmiche e una menzione d’onore a livello mondiale.

FERMO – “Il prossimo anno mi iscriverò a Fisica”. “Io a Matematica”. “Io farò il medico”. “Per me Ingegneria informatica”. “A me tocca il quinto anno”. Ecco a voi i magnifici cinque del Liceo Scientifico di Fermo che giovedì lasceranno il piccolo laboratorio della scuola per entrare in uno dei più importanti d’Italia: Francesco Lottatori, Francesco Catalini, Niccolò Decembrini, Aurora De Paolis, Luca Ciucci.

Le porte del centro Infn, Istituto di fisica nucleare, di Frascati si apriranno e uno dei laboratori sarà per un giorno la loro aula di lavoro. Merito di un esperimento realizzato durante l’anno scolastico. “Abbiamo sperimentato, sbagliato e corretto, ripetuto e migliorato, fino a raggiungere il nostro obiettivo: costruire un poggetto capace di rilevare la Luce Cerenkov” spiegano i cinque studenti, orgoglio della professoressa Maria Rita Felici. “Il progetto ha coinvolto la classe di ‘Scienze applicate’, diciannove elementi, più un alunno di un anno più piccolo. Ma le ridotte dimensioni del laboratorio dell’Infn ci ha fatto scegliere i cinque protagonisti”.

Gli studenti hanno lavorato partendo dallo studio di quanto si sta facendo in America sulla Luce Cherenkov nel campo della terapia del tumore, per vedere se è efficace la terapia e se agisce nel punto giusto. “I laboratori di Frascati – spiega la Felici - hanno strumenti per rilevare la luce. Noi abbiamo realizzato un rilevatore con un semplice sensore, tipo quello dei cellulari per fare le foto, al posto dei fotomoltiplicatori”.

Ecco quello che ha conquistato la giuria del Cern che ha valutato 151 progetti provenienti dalle scuole di tutto il mondo: l’utilizzo di mezzi semplici e low cost per realizzare qualcosa di grande. Trenta i progetti che sono stati considerati degni di menzione e tra i venti italiani, il migliore, è il progetto del liceo di Fermo. “Un progetto che rientrava nel programma didattico. Una delle parti più stimolanti – spiega Francesco Lottatori, il loquace del gruppo – è stato abbinare studio e pratica”. Entrando tra i primi trenta, la scuola ha vinto un rilevatore di particelle cosmiche e una menzione d’onore a livello mondiale. A questo, si è aggiunto l’invito dell’Infn per realizzare il proprio esperimento in un vero laboratorio.

Sul tavolo c’è il box nero in cui gli alunni hanno posizionato due sensori Cmoss, quelli che definiscono i pixel delle fotocamere di un cellulare. Una volta realizzato l’hanno riempito d’acqua e poi l’hanno provato, in attesa di usare il fascio di particelle a Frascati, con una sorgente radio 226 che emette delle particelle quando decade. Questa sorgente produce una luce blu, ma il sensore ha fotografato una immagine quasi completamente nera. “Quasi nera” precisa la Felici. Ed è con quel quasi che i ragazzi hanno capito di avercela fatta, perché la fotografia scattata, una volta analizzata, presentava parti di luce al suo interno. Quelle parti che a Frascati diventeranno un raggio fotografabile, essendo maggiori i fotoni.

Il box, esperimento dopo esperimento, è stato raddoppiato con due sensori, uno a colori e uno in bianco e nero. “A Frascati avremo una luminosità più alta e potremo simulare davvero quello che accade durante la terapia radiante” spiegano. Sette mesi di esperimenti, sette mesi di studi al computer e ora il premio che darà nuova carica a questi giovani fisici per affrontare l’anno della maturità e decidere il proprio futuro. Che di certo sarà luminoso.

Raffaele Vitali

@raffaelevitali 

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