I legali di Mancini: "In ogni ordinamento civile, chi è insultato non reagisce a sprangate"

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“Se il Tribunale del Riesame di Ancona avesse riconosciuto - come, secondo noi, avrebbe dovuto - la legittima difesa, Amedeo sarebbe già uscito e il P.M. avrebbe già richiesto l'archiviazione".

FERMO – “Gli avvocati Astorri e Giostra (LEGGI) hanno scoperto l’acqua calda”. Non si fa attendere la risposta dei legati di Amedeo Mancini, Savino Piattoni e Francesco De Minicis, alla dettaglia ricostruzione dei fatti fornita dagli avvocati della vedova di Emmanuel, Chinyere.

“Se il Tribunale del Riesame di Ancona avesse riconosciuto - come, secondo noi, avrebbe dovuto - la legittima difesa, Amedeo sarebbe già uscito e il P.M. avrebbe già richiesto l'archiviazione. Peraltro – sottolineano Piattoni e De Minicis - la decisione di Ancona non ha alcun valore definitivo, essendo stata da noi impugnata in Cassazione. Strano, però, che ai Colleghi sia sfuggito che, secondo il suddetto Tribunale, la loro assistita ha capovolto la realtà.
L'aggressione fisica è stata, infatti, opera esclusiva di Chinyery e del suo compagno”.

Il punto chiave, per loro, diventa quindi uno: “In qualsiasi ordinamento civile chi riceve un insulto può legittimamente reagire con altro insulto, non a sprangate”.

r.vit.