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Il caso. Il Ministero annulla la Maturità in tre scuole. Tornano sui banchi gli alunni della don Bosco e della Da Vinci

Maturita 2012

Il problema riguarda la commissione d’esame e qualche studente, ma non la scuola. La terza prova era affidata a insegnanti interni ed esterni, con presidente esterno, alcuni finiti sotto inchiesta. Non tutte le domande, non tutte le materie, ma in base a come partiva la domanda, si capiva la risposta.

di Raffaele Vitali

FERMO – Vi ricordate il film Immaturi? Lì i ragazzi, Raoul Bova, Luca e Paolo e Angiolini, venivano richiamati dopo anni a ripetere l’esame di maturità. Oggi tocca agli alunni appena maturati di tre istituti fermani e piceni. L’indagine è scattata su segnalazioni legate anche all’alto numero di esaminandi che si erano iscritti in queste scuole proprio per sostenere la maturità.

Qualcosa non ha convinto gli inquirenti che stanno indagando sugli esami svoltosi alla scuola paritaria Don Bosco di Fermo e del liceo Scientifico Da Vinci, oltre alla Domani di San Benedetto. Scuole non interessate, però, direttamente dall'inchiesta. "Preme evidenziare che nessun addebito viene contestato al Polo Scolastico Paritario Don Bosco – Omnia Srl nelle persone del legale rappresentante e del coordinatore didattico, nei cui locali si sono svolte le prove, nonché ad alcuno dei membri di commissione di esame, interni ed esterni come sono anche i presidenti, tant’è che tutti, persone e luoghi sono confermati per le prossime prove. Si agirà a tutela dell’immagine propria e del corpo docente. L’azione sarà soprattutto anche a tutela dell’immagine e del diritto allo studio degli alunni tutti. Infatti nell’ordinanza - prosegue Simona Agostini - non solo non si dà prova, ma neppure si contesta responsabilità individuale di alcuno nella costruzione e nella partecipazione e nel beneficio di schemi di domande, anzi addirittura si dice espressamente di apprezzare “l’interesse pubblico a mantenere indenni le situazioni giuridiche di quei candidati che fossero stati ignari della chiave di risoluzione dei quesiti della terza prova dell’esame”, salvo poi annullare la prova di tutti gli alunni indiscriminatamente. Un simile provvedimento è ingiusto in quanto trasforma arbitrariamente eventuali indecifrabili responsabilità individuali in una sorta di responsabilità collettiva con pregiudizio indiscriminato di tutti e del buon nome di ciascuno".

Nella domanda della terza prova, secondo Ministero e Procura, c’era inserita già la risposta, grazie a un sistema di suggerimento legato alla prima lettera della domanda. Qualcosa non ha convinto a tal punto che il Ministero oggi ha deciso l’annullamento.

Il problema riguarda la commissione d’esame e qualche studente, ma non la scuola. La terza prova era affidata a insegnanti interni ed esterni, con presidente esterno, alcuni finiti sotto inchiesta. Non tutte le domande, non tutte le materie, ma in base a come partiva la domanda, si capiva la risposta. Chi ne ha tratto vantaggio? Prima di cercare di capirlo, il Ministero ha deciso di annullare la prova. “Ma ora il Ministero o dice che c’è stata la combine o è inspiegabile che venga annullata la prova a tutti” sottolineano dagli istituti. In attesa di capirlo e che facciano chiarezza il Ministero o la Procura, che ha aperto un fascicolo, gli esaminandi dovranno ripresentarsi il 26 settembre a San Benedetto del Tronto alle 8 del mattino.

“Si è riscontrato che i quesiti relativi ad alcune discipline comprese nella terza prova scritta di esame, predisposti sotto forma di quesiti a risposta multipla con quattro possibili risposte di cui una sola corretta, erano stati formulati in maniera che dal testo della domanda fosse possibile dedurre la risposta esatta: la chiave risulta infatti incorporata nella prima parola della domanda (se la prima parola della domanda è formata da una lettera, la risposta corretta è la prima, contrassegnata dalla lettera a) e così via); se la prima parola della domanda è formata da più di quattro lettere, la risposta corretta si ottiene con un conteggio predefinito che conduce alla risposta esatta” scrive il Ministero. E gli ‘Immaturi’ si preparano al sequel inatteso che fa piombare nell’angoscia ex alunni oggi iscritti all’Università.

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com 

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