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Terremoto, primi bilanci nel Fermano: dai 500 sfollati di Amandola ai centri storici pericolanti. "Tutto sulle spalle dei sindaci"

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“Non sono ancora stati stanziati i soldi per le ricostruzioni leggere, quelle che si fanno con 10-20mila euro. Penso a un tramezzo leggermente lesionato. Non appena verranno stabilite le somme, interverremo e così chi oggi deve lasciare al casa, entro un mese rientrerà”.

FERMO - C'era una volta “l’uomo solo al comando”. Si pensava al ciclista in fuga: poteva essere Coppi, poteva essere Bartali. Oggi, a due settimane dal terremoto che ha sconvolto e distrutto paesi e danneggiato tanti altri, l’uomo solo al comando è sempre più il sindaco. Il carico di responsabilità e anche di burocrazia che deve affrontare è immenso e rischioso. Il prefetto di Fermo, Mara Di Lullo, ha convocato i primi cittadini dei comuni che hanno subito danni o disservizi a causa del terremoto del 24 agosto. Tutti in Provincia, nella sede del Soi, per un Ccs, ovvero il Centro coordinamento e soccorsi.

Uno a uno i sindaci presenti hanno presentato la situazione dei loro comuni, partendo da quanto chiesto dal prefetto e dal capo di gabinetto Martino: situazione scuole e sfollati. Emergono nella lunga riunione particolari ai più sconosciuti, dalle scuole inagibili alle case danneggiate. Come il numero incredibile di sfollati ad Amandola: “Sono 537 le persone da alloggiare”. Neppure ai vertici della protezione civile regionale, rappresentati da Stoppolini, immaginavano un quadro simile.

Il punto chiave è che più passano i giorni e più crescono i problemi, anziché diminuire. “Aumentano gli sfollati, aumentano le ordinanze di sgombero. Fino a oggi – prosegue il sindaco Adolfo Marinangeli – ne ho firmate 192”. E non tutti hanno ancora lasciato le abitazioni, quindi il rischio che gli sfollati aumentino è alto”. Nel mentre, però, Marinangeli ha ridotto da 11 a 4 le tende ancora in piedi, oltre alla maxi struttura con cucina che sforna 53 pasti al giorno: “Ma entro la settimana dovremmo smantellarla”

Ma le tende devono essere smantellate in fretta. Questo il volere del Governo, questo quello sta già facendo Montefortino, con il sindaco Ciaffaroni: “Ho un tecnico, solo per fare una ordinanza ci vuole una settimana. La procedura che dobbiamo affrontare è troppo rigida”. Ma questa è. Sulla burocrazia discutono molti sindaci, soprattutto quelli che si trovano a vivere un paradosso: “Abbiamo case agibili su cui però insistono edifici pubblici inagibili o a rischio crollo. Le famiglie in questi casi non vogliono saperne di entrare in casa. Come facciamo?”. Ma anche: “Ci sono palazzi privati in zone del centro storico dove le strade sono larghe 2,5 metri, come via Boccette, che sono lesionati e minacciano le abitazioni vicine. Se il privato si rifiuta di fare i lavori – chiede il sindaco Terrenzi – che faccio?”. La prima domanda non ha ancora una risposta. Ma il Prefetto ha promesso di interessare immediatamente i vertici del Dicomac di Rieti in modo da decidere sul come intervenire, se via somma urgenza e con soldi dei Comuni o attraverso la chiamata ai tecnici e il puntellamento effettuato dai vigili del fuoco. “Il problema è che spesso - precisano i primi cittadini – si parla di edifici vincolati. E questo aumenta i problemi”. Fattore confermato dal comandante dei vigili del fuoco di Ascoli e Fermo, Malizia. Per il secondo punto, invece, probabile che i sindaci, Sant’Elpidio è in buona compagnia da Falerone a Santa vittoria, debbano anticipare i lavori e poi rivalersi sul privato “visto che la sicurezza – precisa Martino – dipende da voi”.

Dall’incontro emerge un altro dato: “Abbiamo sempre più famiglie che non possono rientrare in casa, perché i tecnici rilevano danni che con le schede Aedes diventano inagibili. E così, gli sfollati aumentano”. Questo è un problema serio che il rappresentate della Protezione Civile regionale spiega in poche parole: “Non sono ancora stati stanziati i soldi per le ricostruzioni leggere, quelle che si fanno con 10-20mila euro. Penso a un tramezzo leggermente lesionato. Non appena verranno stabilite le somme, interverremo e così chi oggi deve lasciare al casa, entro un mese rientrerà”. Ma nel mentre, queste persone vanno alloggiate. Con costi importanti. “Abbiamo calcolato che a oggi ad Amandola per i contributi all’alloggio lo Stato spenderà 126mila euro al mese. Forse sarebbe meglio metterli per i lavori da fare nelle case accomodabili”. Ma questa è la burocrazia.

A questo, si aggiungono piccoli e grandi problemi delle scuole, "tutte a posto quelle sotto responsabilità della Provincia" precisa il presidente Perugini. Con Falerone che ha rinviato l’inizio al 17 e Monte Urano al 20, con la certezza che i ragazzi delle medie troveranno posto nel complesso delle elementari e niuna struttura contigua dove sono alloggiate alcune associazioni. O Montegranaro che domani saprà se un suo plesso è o meno agibile. Il prefetto ascolta, prende appunti, media, chiarisce assieme ai tecnici, vigili del fuoco e protezione civile. Tante le difficoltà, qualcuna per fortuna la si supera collaborando, come a Belmonte Piceno, dove i ragazzi delle elementari lasceranno la scuola per almeno tre mesi, e vengono trasferiti a Monsampietro Morico. “Ma resta il nodo infanzia. Ci stiamo organizzando, ma mettere a norma una struttura che deve ospitare bambini non è semplice. Speriamo in qualche deroga” ribadisce il primo cittadino.

Insomma, la gente ha paura e chiama per controlli, centinaia le telefonate. “Noi cerchiamo di rispondere a tutti, anche se siamo poco oltre la metà – ribadiscono – ma quando uno chiama e dice ‘ cosa devo far per prendere i soldi? ’ capiamo anche che i furbi sono sempre pronti”. Ma per loro c’è l'invalicabile muro della burocrazia, quello che rallenta Montefortino e i comuni danneggiati, ma che di certo questa volta non farà incassare soldi a chi non deve. E poi, ai furbi, dai ladri agli sciacalli ai cittadini disonesti, penserà il comandante della compagnia di Montegiorgio, Giglio, presente all’incontro e impegnato fin dai primi giorni tra le macerie di Arquata nel garantire sicurezza e risposte ai cittadini (presenti i sidnaci di Fermo, Porto San Giorgio, Monte Urano, Santa Vittoria, Falerone, Montegiorgio, Montappone, Belmonte, Sant'Elpidio, Montelparo, Servigliano, Montegranaro e Montelparo).

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com 

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