11132019Mer
Last updateMer, 13 Nov 2019 8pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

VTEM Banners
VTEM Banners

Terremoto, sindaci in Provincia con il capo della Protezione Civile: "Lavori rapidi e tende se necessarie, ma scuole aperte il 15"

sindaci protcivile

“Se chiamate i tecnici, prima ci deve essere l’ordinanza di sgombero e poi dovete avere pronte le chiavi di ogni piano, se si parla di palazzine con più appartamenti” è il consiglio operativo di Spuri ai sindaci che ascoltano.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Una riunione che ci saremmo voluti risparmiare”. Aronne Perigini apre così la riunione tra Prefetto, Forze dell’Ordine, sindaci fermani, Regione e Protezione Civile per fare il punto sul post terremoto che nel Fermano non ha provocato morti, ma ha lasciato macerie danneggiando anche 63 chiese. Soprattutto tra scuole e abitazioni private, si contano i maggiori danni. L’ultima novità la dà il presidente Aronne Perugini: “E’ emerso un problema serio all’Iti Montani. Non è inagibile, ma vanno fatti interventi rapidi e ingenti. Chiuderemo qualche aula”.

A rischio, a livello provinciale, c’è l’inizio della scuola previsto per il 15. “Ma la Regione ci ha detto che salvo casi estremi non si deve derogare. È un segnale per tutti”. Si parla, per quasi due ore, ragionando sul fatto che ci vorranno cinque anni prima di ridare un posto, vero, a chi ha peso tutto ad Arquata e Amatrice. “I numeri diventano importanti in questa fase, per ogni azione. Soprattutto se parliamo di casette da posizionare per ospitare gli sfollati. Quindi, grande attenzione e analisi delle situazioni nei comuni interessati dagli sfollati” ribadisce il comandante della protezione civile regionale Cesare Spuri ribadendo che vanno usate schede Aedes, compilate da tecnici specializzati e non da volontari. “Se chiamate i tecnici, prima ci deve essere l’ordinanza di sgombero e poi dovete avere pronte le chiavi di ogni piano, se si parla di palazzine con più appartamenti” è il consiglio operativo ai sindaci che ascoltano.

C’è chi ha problemi seri, come Falerone e i comuni montani oltre a Monte Urano, chi è qui per dare supporto, chi non pensava di doverci essere, vivendo sul mare, come Loira e la sua Porto San Giorgio. “La risposta del territorio è stata perfetta” sottolinea l’assessore regionale Sciapichetti assieme al prefetto Di Lullo. Ma passata l’immediatezza dell’emergenza, inizia il difficile. La sciagura, che sembrava circoscritta, con le 3mila scosse successive ha provocato danni in aree ben più vaste “da qui l’aumento di difficoltà di azione”. Il nemico è il freddo. “L’obiettivo è individuare le forme alternative come il Cas, il trasferimento in alberghi o i moduli che sarebbero pronti dalla primavera”. La macchina si apre agli aiuti del resto del Paese, ma a una condizione: “Chi viene da lontano, deve farlo per almeno sei mesi. Non ci servono aiuti settimanali. Per cui ben venga il personale di Torino, ma che arrivino quelli bravi” chiosa Spuri.

Interventi immediati saranno quelli sulle scuole. A Porto San Giorgio il sindaco ha già pianificato il trasferimento, ma i costi? Spuri è chiaro. La Regione adotterà la contabilità speciale “che è il contenitore in cui il Dipartimento della Protezione Civile verserà le risorse, pari a 50milioni di euro, stanziate per i primi interventi”. La rendicontazione non verrà chiesta sul momento, “ma nei prossimi giorni un primo elenco e la dovrete fornire. Il che significa fare presto ma fare in maniera corretta, con mini gare, valutazioni di progetti e ribassi d’asta. Il tutto da fare in un paio di giorni, in modo da non tardare i lavori.

E poi c’è Monte Urano. Il sindaco Moira Canigola sta cercando di spostare i 230 alunni un un’altra struttura, ma se il miracolo non riuscisse, Spuri ha la soluzione: “Una maxi tenda, con dentro delle tende che fanno da classe per il primo mese. Che è il tempo necessario per portare un prefabbricato”. Insomma, nessuno resterà solo. Neppure i sindaci dei paesini e della montagna, come è stato dimostrato ampiamente ad Amandola, con i lavori già partiti dentro l’ospedale e i servizi avviati, o a Montefortino.

Resta il nodo sfollati, molti e sparsi tra i tanti comuni, incluso Montappone con una famiglia nelle ultime ore. Ci sono tre linee di intervento: “Duecento euro a testa come contributo per vivere in case trovate autonomamente. Soldi che vanno per il disagio di chi soffre. Non vanno ai proprietari delle case, sia chiaro”. Ma è un contributo per chi lascia la sua casa, non quella in cui passava due mesi l’anno. Poi ci sarà il filone degli interventi sulle case leggermente danneggiate “per aumentare la ricettività in loco”. Infine, la terza soluzione che Spuri si augura meno usata: “le casette prefabbricate, con caratteristiche di un certo pregio, all’interno della quale chi ne avrà diritto (abitazione principale) in un luogo deciso con le amministrazioni passerà al propria vita in attesa che la sua casa originale sia stata ricostruita”. Il punto diventa in questo caso dove collocarle e lo si deciderà con i Comuni.

Riunione operativa, con la spiegazione dei moduli da compilare e la mail a cui segnalare i problemi alle scuole: Il Miur paga i trasferimenti, paga i lavori, paga gli immobili necessari. Il tutto se è davvero necessario uno spostamento o c’è una reale inagibilità”. Che non è quella che ha colpito il Montani, danneggiato, ma fortunato avendo spazi da usare in attesa di lavori che verranno quanto prima avviati dalla provincia, che ha già stanziato 50mila euro per la somma urgenza in modo da intervenire nei plessi più problematici.

“Abbiamo risorse bloccate fino al 2017 e 2018 e invece le vogliamo usare. Abbiamo soldi in cassa, fateceli usare”. E a dirlo è Paolo Calcinaro, nonostante Fermo abbia avuto pochi danni, per dare forza alla richiesta dei piccoli comuni colpiti. “Un provvedimento che non costa nulla, vorremmo che la Regione si facesse portavoce dell’esigenza”. Ad ascoltare c’è chi il Bilancio lo gestisce, Fabrizio Cesetti, che annuisce: “Dobbiamo concentrarci sull’emergenza e la messa in sicurezza. Se la scuola non è sicura, si interviene con le procedure per l’emergenza. Poi, un altro discorso è la liberazione delle somme. Questo è un problema italiano, legato più aa prevenzione che all’emergenza. Ne parleremo, ci proveremo”.

@raffaelevitali 

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Sauro Longhi, il rettore della contaminazione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.