Omicidio Emmanuel: Mancini resta in carcere. Il riesame boccia il ricorso

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In occasione dell'udienza, la scorsa settimana, i legali hanno prodotto elementi nuovi, nuove testimonianze raccolte dalla Procura della Repubblica che ritenevano utili a scagionare Mancini in quanto si profilava la legittima difesa, ma i giudici del riesame non hanno mutato la loro decisione: Mancini resta in carcere.

FERMO - Respinto l'appello dal tribunale del riesame di Ancona cui si erano rivolti l'avvocato Francesco De Minicis e Savino PIattoni per chiedere gli arresti domiciliari per il loro assistito, Amedeo Mancini. Il 39enne fermano che, durante una rissa, con un pugno aveva colpito il nigeriano Emmanuel Chiedi Namdi che, dopo essere entrato in coma, è deceduto, resta in carcere.
In occasione dell'udienza, la scorsa settimana, i legali hanno prodotto elementi nuovi, nuove testimonianze raccolte dalla Procura della Repubblica che ritenevano utili a scagionare Mancini in quanto si profilava la legittima difesa, ma i giudici del riesame non hanno mutato la loro decisione: Mancini resta in carcere.
Sconcertati i legali che se ne sono tornati da Ancona senza aver ottenuto il risultato auspicato e con la loro teoria della legittima difesa che, ancora una volta, non ha trovato attenzione, né accoglimento da parte dei giudici. Non ha impiegato tanto tempo il tribunale del riesame nel decidere e nel disporre che Mancini resterà in carcere, nonostante De Minicis e Piattoni abbiano portato prove a favore del loro assistito, soprattutto in relazione alla teste chiave, la moglie di Emmanuel Namdi Chiti, che avrebbe corretto in parte la sua deposizione iniziale.
Incassano un altro 'no' alla scarcerazione del 39enne fermano, rilasciando commenti stringati: "Siamo senza parole". Ma per i legali non finisce qui. Non hanno alcuna intenzione di darsi per vinti e annunciano di voler ricorrere ad ogni possibile strada consenta l'ordinamento giuridico, compreso un ricorso in Cassazione.

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