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Il punto. Il terremoto, 200 scosse, uccide 124 persone e risparmia una bimba, trovata viva dopo 17 ore

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Trentasette i morti solo nei comuni marchigiani, oltre 1.500 gli sfollati, tra cui un centinaio di feriti. E la terra continua a tremare, inesorabile. 

di Raffaele Vitali

ARQUATA DEL TRONTO – Da dove partire? Dai 124 morti sotto le macerie delle città devastate dal terremoto delle 3.36 o dalla bambina di 10 anni salvata da sotto mucchi di pietre dopo 17 ore? Il ‘miracolo’ è avvenuto a Pescara del Tronto, il paese cancellato dal terremoto. I morti sono sparsi tra Amatrice, che per tre quarti non esiste più, Accumoli e Arquata.

I BIMBI

Fra gli altri, non ce l'hanno fatta un piccolo di 4 anni di Amatrice, deceduto in ospedale ed una bimba di 18 mesi sorpresa mentre dormiva, nella casa delle vacanze in cui si trovava con i genitori ad Arquata del Tronto. La mamma, originaria dell'Aquila, era scampata nel 2009 al sisma ed aveva deciso di trasferirsi ad Ascoli dopo quella terribile esperienza. Ad Amatrice si soffre anche per la tragedia di due gemelli di 7 anni, Simone e Andrea Serafini, entrambi morti. Si sono salvati invece, ad Arquata del Tronto, due fratellini di 4 e 6 anni che la nonna ha nascosto sotto il letto; il nonno è morto.

I NUMERI

Trentasette i morti solo nei comuni marchigiani, oltre 1.500 gli sfollati, tra cui un centinaio di feriti. E la terra continua a tremare, inesorabile. Tra le 3.36 e le 20 sono state oltre 200 le repliche, alcune delle quali forti, che hanno seguito il terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle 3:36 di oggi tra i Comuni di Accumoli (Rieti) e Arquata del Tronto, in una delle zone italiane a sismicità elevata. “La situazione è in piena evoluzione” spiegano gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e al momento è impossibile prevedere come la situazione potrà evolversi. Le scosse più violente, di magnitudo pari o superiore a 3, sono avvenute nelle prime tre ore dal terremoto principale.

LA DISTRUZIONE

“Qui non c'è più niente. Solo macerie. Sembra un bombardamento” ribadiscono i sopravvissuti tra le lacrime. Parole identiche per il presidente della Camera Laura Boldrini, il governatore Luca Ceriscioli, che in serata ha ricevuto una telefonata di solidarietà del presidente della Repubblica Mattarella, e il ministro Graziano Delrio. Parole obbligate perché davanti agli occhi non c’era più nulla se non polvere e sassi.

LA SCOSSA

Sono le 3:36 della notte quando il terremoto sorprende nel sonno centinaia di famiglie: anziani e gente del posto, ma anche tante coppie giovani con figli piccoli, tornati nel paese dei nonni per le vacanze. Arquata e Pescara del Tronto (poche centinaia di abitanti) sono borghi con case di pietra costruite secoli fa su costoni di montagna come a sfidare il destino. Perché la zona in cui si trovano i due comuni marchigiani e i due laziali, Amatrice e Accumuli, è la zona 1 della classificazione sismica, la più alta d'Italia nelle carte dell'Ingv, il destino è stato crudele. Residenti e turisti sono stati sorpresi nel sonno dalla prima 'botta’, e poi dalla scossa di magnitudo 5.4 delle 4:33 (con epicentro in Umbria).

GLI AIUTI

Sono oltre 250 i vigili del fuoco, agenti della Forestale e volontari, accorsi insieme agli uomini della Protezione civile: insieme hanno scavato per tutto il giorno fra le macerie. Hanno salvato vite, consegnato i feriti e messo in sicurezza gli edifici pericolanti. Coordinati dalla Protezione civile nazionale attraverso la Sala operativa unificata della Regione Marche, le Soi e i Centri operativi comunali, sono partiti pochi minuti dopo l'allerta, ma varie frane sulle strade, gallerie lesionate e la conformazione impervia del terreno, insieme al buio, hanno reso tutto più difficile.

Ad Arquata e Pescara del Tronto sono state allestite tendopoli per la notte: e gli sfollati potrebbero aumentare ancora, man mano che le verifiche di staticità e agibilità degli edifici proseguono. Un modulo completo con 200 posti letto è stato messo a disposizione dall'Emilia Romagna a Montegallo, mentre nei campi attrezzati distribuiscono pasti caldi le cucine da campo, alcune giunte da Bari. Oltre 200 i volontari mobilitati a Fermo, Ascoli Piceno, Macerata, insieme a 200 carabinieri. Ed è partita la raccolta fondi e di generi alimentari (LEGGI)

COMUNI COINVOLTI

I danni hanno riguardato un'area vastissima della regione: da Macerata ai centri della provincia, Tolentino, Camerino, Mogliano, Gualdo, Castel Sant'Angelo sul Nera, dove 25 ospiti della casa di riposo sono stati evacuati e trasferiti in albergo. E poi ancora nel Fermano: ad Amandola (LEGGI) il sisma ha semidistrutto un'ala dell'ospedale, di costruzione recente, e 40 degenti sono stati portati nell'ospedale di Fermo e all'Inrca. IL sindaco ha posizionato venti brnadine nel palasport e sono tutte piene (foto). Evacuati anche 16 pazienti della Rsa di Mogliano.

I POLITICI

Il presidente della Regione Marche è arrivato in mattinata ad Arquata: "Il primo pensiero – sottolinea Luca Ceriscioli -  va alle vittime e ai loro familiari. Un sentimento di profondo dolore e cordoglio per chi ha perso la vita. Un ringraziamento alla macchina dei soccorsi che si è attivata immediatamente, a tutte le persone che in questo momento stanno continuando a scavare tra le macerie e a chi sta lavorando per dare aiuto ai cittadini e alle cittadine di Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, delle altre frazioni sconvolte dal terremoto.  Grazie anche a tutte le istituzioni, governo, regioni e i tanti amministratori che ci hanno subito dato la disponibilità di aiuti e supporto.  Atti che ci hanno aiutato, in queste ore, a non sentirci soli.  Non sappiamo ancora precisamente quante persone siano state sorprese dal sisma mentre dormivano e il numero esatto dei dispersi. La zona era infatti popolata da tanti turisti e famiglie originarie del luogo che trascorrevano le vacanze. Ora si tratta di dare alloggio ai tanti sfollati, di curare i feriti, mettere in sicurezza gli edifici pericolanti. Solo dopo sarà possibile fare una ricognizione dettagliata dei danni che riguardano le abitazioni civili ma anche le chiese, i monumenti della nostra montagna. Un'operazione, quest'ultima, che avverrà in tutte le province che sono state raggiunte dal sisma. Continueremo a lavorare perché questa terra torni a vivere”.

Il senatore Francesco Verducci era in Sicili, ha preso il primo mezzo ed è tornato nella sua terra per dare sostegno alla popolazione e ai tanti sindaci impegnati in prima linea: “È una giornata durissima per tutti noi, e la notte lo sarà altrettanto. Il dolore per le vite spezzate dal terremoto è enorme. È una tragedia devastante. Ma la generosità e il coraggio dei volontari hanno messo in salvo migliaia di persone. I soccorsi coordinati dalla protezione civile andranno avanti per tutta la notte e i giorni a venire. In migliaia stasera non potranno rientrare nelle proprie case, più di duecento solo nel Fermano. È una situazione molto pesante, fisicamente ed emotivamente. Il grazie più grande va a tutti coloro che oggi hanno dedicato un gesto o una parola per dare una mano, e in particolare a tutti i sindaci dei paesi colpiti che da stamattina alle 4 sono ininterrottamente in giro per il territorio a verificare l'incolumità dei propri concittadini e i danni materiali subiti. Grazie ancora”.

PATRIMONIO CULTURALE DANNEGGIATO

Lesioni sono state riscontrate nel Duomo di Urbino (non nel Palazzo Ducale), crolli si sono avuti a San Ginesio nel convento di San Francesco e nel convento delle Benedettine. Sono crollate tre vecchie abitazioni, ma senza danni alle persone. A Tolentino lesionata la facciata della Chiesa di San Francesco. Crollata anche la volta della chiesa del Santissimo Crocifisso ai Cappuccini. Parzialmente inagibili il palazzo comunale di Monte San Vito e due chiese in provincia di Ancona: una famiglia in serata viene alloggiata presso la casa parrocchiale. Ad Amandola danneggiata la chiesa di San Francesco e del Beato Antonio. A Falerone e Monsampietro Morico crolli nel centro storico.

L’ESPERTO

Secondo i sismologi dell'Ingv l'andamento della situazione è «imprevedibile», al momento è cioè impossibile escludere scosse confrontabili a quella principale. “L'andamento della magnitudo è andato calando nelle repliche osservate finora, ma è presto per trarre conclusioni” ha rilevato il sismologo Alessandro Amato, dell'Ingv”. “Al momento non si possono escludere scosse confrontabili alla principale perché siamo ancora nelle prime ore di una situazione in evoluzione, il cui andamento è imprevedibile”, ha rilevato un altro sismologo dell'Ingv, Andrea Tertulliani. Potrà dire qualcosa in più l'analisi delle repliche, soprattutto quella della loro distribuzione. Inizialmente si sono distribuite attorno alla zona dell'epicentro. «La scossa principale - ha aggiunto Amato - è al centro delle distribuzione delle repliche alle due estremità della faglia. Nell'arco delle prime 2-3 ore le più forti si sono concentrate ai bordi della zona colpita, in un raggio di 30 chilometri; nel pomeriggio si sono invece concentrate maggiormente a Nord. Stiamo valutando - ha concluso Amato - se questi dati possano essere un indizio per capire come potrà evolvere la situazione”.

SOLIDARIETA’ MONDIALE

La solidarietà all'Italia è stata espressa in tutti i dialetti e in tutte le lingue. In prima linea l'Europa pronta a dare il suo aiuto, a «fornire assistenza», come ha detto il presidente della commissione Ue Juncker. Con il «cuore spezzato» per quelle drammatiche immagini, Martin Schulz presidente dell'europarlamento. E l'Alto rappresentante Federica Mogherini ha garantito che l'Ue è pronta a dare il suo aiuto. Offerte di aiuto e solidarietà dalla cancelliera tedesca Merkel, dal presidente francese Hollande, dall'olandese Rutte dal premier israeliano Netanyahu dal primo ministro maltese Muscat. Tra i primi a manifestare a Renzi vicinanza e a offrire un aiuto concreto il presidente russo Vladimir Putin. «Gli Usa pronti a fornire aiuti e assistenza» ha assicurato telefonicamente a Mattarella il presidente americano Barack Obama. Anche il presidente tedesco Joachim Gauck ha contattato il nostro presidente.

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