Mancini resta in carcere. Il giudice: "Legittima difesa non provata". De Minicis: "Chinyere va accusata di calunnia"

tribunale web

L’ordinanza del Gip tiene Mancini in carcere perché “la difesa non ha edotto alcun fatto nuovo idoneo a giustificare la richiesta, ma ha solo proposto una diversa ricostruzione temporale e modale degli avvenimenti".

FERMO – Amedeo Mancini resta in carcere. Il giudice ha deciso di rigettare la richiesta di scarcerazione presentata dal legale Francesco De Minicis. Ma nelle sue motivazioni, il giudice Caporale torna anche sulla ricostruzione della vicenda. Elemento che fa dire all’avvocato che è ormai chiaro che “risulta definitivamente archiviata come non vera la versione di Chinyere”.

Versione che lei non ha mai ritrattato, come ribadito dall’avvocato Astorri due giorni fa, ma che per De Minicis è così falsa da chiedere per la nigeriana “una incriminazione per calunnia”. Questo quello che si legge tra le righe dell’ordinanza del Gip, che però tiene Mancini in carcere perché “la difesa non ha edotto alcun fatto nuovo idoneo a giustificare la richiesta, ma ha solo proposto una diversa ricostruzione temporale e modale degli avvenimenti, che non si può condividere”.

Il punto chiave per il giudice Caporale è che non si possa escludere “lo iato temporale tra il primo scontro e la successiva colluttazione, giacché l'allontanamento di costoro dopo che il Mancini era crollato a terra è stato riferito da una testimone e non confermato dagli altri due testimoni oculari”. Il giudice però nella sua ordinanza conferma che è stato Mancini a essere ‘attinto’ da Emmanuel con un palo e poi colpito a terra da Chinyere, “che poi soddisfatti avendo sfogato la rabbia per gli insulti ricevuti, abbiano considerato chiuso il caso”. Sarebbe a quel punto che Mancini, “che non doveva difendersi dal segnale e neppure fronteggiare più persone” sia tornato da Emmanuel.

E qui entra in gioco la stazza fisica di Mancini. “Per questa ragione, permanendo gravi indizi di colpevolezza, la causa di legittima difesa allo stato attuale non si può ritenere provata e le esigenze cautelari non appaiono attenuate”.

Di frotne a questa ordinanza, De Minicis valuta che “saranno gli sviluppi dell'indagine a stabilire se la reazione di Amedeo Mancini vada qualificata come legittima difesa - come noi riteniamo certo e pure il Giudice ritiene ampiamente possibile - o se, invece, essa sarà giudicata eccessiva”.